Margherita Fumero, non solo in “Camera caffè”

29/ott/2008 16.51.25 Redmatrix Contatta l'autore

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La storica compagna di Enrico Beruschi, in un ruolo drammatico nel film “Ho soltanto chiuso gli occhi”.
 
Margherita Fumero, simpatica, sensibile, un’attrice comica che in teatro ha lavorato con il grande Macario, poi nella fortunata serie dei film con Tomas Milian, l’abbiamo vista nel mitico “Drive in” e da quattro anni è in “Camera caffè”. Rocco Lanatà l’ha incontrata sul set del Film a sfondo sociale “Ho soltanto chiuso gli occhi”, dove ha interpretato la moglie di un personaggio (Luigi Scherani) che è colpito da ictus cerebrale.
 
Una stanza piena di luci e attrezzature cinematografiche, ma non è un letto di scena quello al centro dell’inquadratura, è un letto dove l’attore, nella sua vita reale, ha passato quasi quattro anni ed ha lottato per tornare ad una vita quasi normale.
Germano Rizzolo, nel film interpreta proprio se stesso, perché Fabrizio Rizzolo ha voluto mettere in scena la storia di suo padre che è riuscito a reagire al dramma che l’ha toccato. “Il film è un messaggio di speranza” dice Fabrizio Rizzolo “per tutte le persone che non hanno più voglia di lottare e sono scoraggiate dagli eventi contrari della vita”. Il Dvd del film, grazie ad Hasta Edizioni, è stato presentato al Salone del Libro 2008 a Torino assieme ad un libretto sulla prevenzione dell’ictus cerebrale.
 
Margherita com’è stata la tua esperienza in questo film?
“Molto positiva, molto umana. Sul set mi sono trovata come in famiglia, bravo il regista Emiliano Cribari, bravo Fabrizio Rizzolo, che è l’autore della storia. I ragazzi della troupe sono molto giovani e molto preparati, danno l’anima nel loro lavoro, hanno tanto entusiasmo e soprattutto tanto cuore, con loro mi sono sentita giovane anche io.“
 
Nel film sei la moglie di Luigi Scherani che è stato colpito da ictus.
“Si, il mio è un personaggio importante e difficile allo stesso tempo. Questo film mi ha dato un nuovo impulso, la gioia di vivere, ti ricorda quanto è importante la vita. Germano Rizzolo è un uomo meraviglioso, la sua forza di volontà è un insegnamento di vita per gli altri. Non tutto va bene nella vita allora bisogna prima di tutto voler andare avanti.”
 
Avete girato anche all’Ospedale Cardinal Massaia di Asti e so che alcune persone si sono commosse per davvero.
“Nel film sono una donna abituata a contare sul suo uomo; la paura di una vita senza di lui e si trova persa, confusa, perché il suo mondo sta andando in frantumi. Lei è in ospedale e dice “Dove volete che vada, io resto qui”, e a qualcuno è scappata una lacrima. Allora mi sono gasata, mi son detta che non sono brava solo a far ridere… infatti mi hanno detto che facevo proprio pietà” (e scoppia a ridere).
 
E’ la prima volta che interpreti un ruolo drammatico.
“Si. Macario mi aveva detto - Con quella faccia lì puoi solo far ridere - io ho sempre sognato di interpretare un ruolo drammatico, ma nessuno prima di Fabrizio Rizzolo me l’aveva mai offerto.”
 
Avete ottenuto la collaborazione di un’importante associazione e del primario di Neurologia dell’Ospedale Molinette di Torino.
“Il Prof. Dario Giobbe, che ha presentato il nostro film al convegno italiano di neurologia assieme ad un libretto sulla prevenzione dell’ictus cerebrale. La storia di questo film mi è subito piaciuta perché ha un messaggio positivo: nella vita non bisogna mai restare in panchina, la vita è sempre bella e vale la pena di viverla, sempre e in ogni caso. Sono i valori della vita che contano veramente; magari te ne rendi conto solo dopo una malattia, allora ti accorgi delle piccole e grandi cose della vita: la bellezza e la forza della natura, l’amicizia degli altri… Sono sicura che questo film potrà far riflettere sulla voglia di lottare, di non arrendersi, di andare avanti e di vivere la vita a piene mani.”
 
Margherita, parliamo di te:
quali sono le cose positive che le persone riconoscono in te?
“L’ottimismo, cerco sempre di vedere il bicchiere pieno, la gioia di vivere che spero di proiettare sugli altri. Perchè la vita è bella!”
 
La cosa più importante che hai capito nella tua carriera?
“Quando finisce un film, lasci dei compagni che ti hanno accompagnato sulla strada della vita. Allora bisogna vivere con serenità, in questo lavoro è bello stare assieme come in una famiglia, creare un gruppo affiatato e creare amicizie. Se tutti lavorano con gioia ad un progetto, e si crea armonia, questo può creare la fortuna di un lavoro teatrale o cinematografico (altrimenti la finzione, il rancore, l’ostilità… secondo me si vedono, traspaiono).”
 
Il compagno di lavoro che ti ha dato di più?
“L’uomo della mia vita professionale è stato il regista Bruno Corbucci, autore di Macario, che mi ha permesso il debutto in TV e che ha creato la coppia Beruschi – Fumero, mi sono sempre sentita protetta con lui.”
 
C’è stata una svolta nella tua vita?
“Il futuro è sempre una sorpresa, un’incognita positiva, in questo Film io divento attrice drammatica, magari sta iniziando per me una nuova carriera, chissà che una svolta arrivi proprio ora.”
 
Quale è stato il momento più bello della tua vita?
“Quando sono andata a girare a New York con Tomas Milian, poi a Miami mi sembrava di sognare, io abituata a portarmi le valige da sola, mi ritrovo con un autista ed un mega albergo, mi sentivo una diva, poi sono tornata a portarmi le valige da sola.”
 
E il più brutto?
“Quando ho dovuto superare la perdita di due persone molto importanti nella mia vita. Facendo l’attrice comica devi poter dare un po’ di serenità alle persone che non devono accorgersi della tua tristezza, non è facile, ma pensando agli altri ce la facevo, perchè anche loro potevano dimenticare i loro affanni magari anche con una risata.
 
Margherita, dove si trova l’energia per reagire?
“Quando devi aiutare le persone che ami, ti rimbocchi le maniche e trovi la forza.”
 
 
 
APPROFONDIMENTI
 
Margherita Fumero ha operato in tutti i settori dello spettacolo: dal film (Bud Spencer, Tomas Miliam, Eli Wallach, Erminio Macario, Rita Pavone, Franco Neri), alla Tv con “Drive In”, “Sabato al Circo”, “Tutto compreso”, “Le volpi della notte”, “Camera caffè”. Nel campo del teatro di prosa, la sua attività è stata intensissima con nomi importanti quali Macario e Carlo Campanini, Gipo Farassino, Enrico Beruschi, Minni Minoprio, Rita Pavone, etc…, sotto la guida di registi come Luigi Squarzina, Massimo Scaglione, Vito Molinari, Gino Landi, Mario Missiroli e altri. Vincitrice del premio televisivo “simpaticissima 1996”, è stata protagonista assoluta di numerosi spettacoli del Teatro Z, firmati da Pier Giorgio Gili. E’ inoltre madrina del festival nazionale del cabaret ideato e diretto da Mauro Giorcelli (1991) che si tiene a cadenza annuale a Torino. Attualmente e consulente e insegnante dei corsi di recitazione della Gypsy Academy di Torino.
 
Personaggi e interpreti principali del film:
MARCO SCHERANI (Fabrizio Rizzolo), LUIGI SCHERANI (Germano Rizzolo), IRMA SCHERANI (Margherita Fumero), AGNESE SCHERANI (Susi Amerio), SOFIA (Cristina Fassio), SIG. GABRIELI (Riccardo Leto), ERIKA/MARIA (Erika Renai), MARIO/ERNESTO (Mario Nosengo),        ISABELLA/ISA (Isabella Tabarini), DAVIDE/GIGI (Davide Calabrese), ALBERTA/MARTA (Alberta Izzo), Regia di Emiliano Cribari.
 
Associazione “Ho soltanto chiuso gli occhi”
Per richiedere il DVD del film: Corso Volpini 72/1 Isola D’Asti (per informazioni o contribuzioni www.hosoltantochiusogliocchi.net).
Associazione artistica e culturale “no profit” che prende il nome dal primo progetto intrapreso, il cortometraggio dal titolo omonimo. Come citato nel suo oggetto sociale: L’Associazione, apolitica e senza alcun scopo di lucro, ha lo scopo di realizzare, promuovere, diffondere opere artistiche e messaggi con finalità di speranza, sostegno ed incitamento, in particolare a beneficio di persone in difficoltà, a vittime di traumi fisici o psicologici, anziani, bambini, malati, convalescenti, carcerati, tossicodipendenti, alcolisti ed in generale persone disagiate, al fine di stimolare una reazione positiva, un aumento della propria autostima, della consapevolezza della possibilità di una rinascita fisica e spirituale”.
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