I mercati obbligazionari internazionali

Gli investment degrees registrati nel maggior indice di riferimento del settore EMU Corporate (ER00) hanno fatto chiudere ottobre con un saldo cresciuto di quasi 100 punti base e alla fin fine, nell'ultimo giorno del mese preso in esame, si è finito per registrare un valore di poco superiore ai 400 punti base.

11/nov/2008 15.16.12 Ogami Contatta l'autore

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L’impennata della crisi finanziaria è proseguita indomita anche nel mese di ottobre. Nemmeno il massiccio ricorso ai pacchetti di interventi governativi in aiuto del settore bancario e le iniezioni di liquidità delle banche centrali sono riuscite a bloccare il costante e consistente aumento degli spread, in primo luogo nel campo del credito alle imprese e agli istituti finanziari. Gli investment degrees registrati nel maggior indice di riferimento del settore EMU Corporate (ER00) hanno fatto chiudere ottobre con un saldo cresciuto di quasi 100 punti base e alla fin fine, nell’ultimo giorno del mese preso in esame, si è finito per registrare un valore di poco superiore ai 400 punti base.

 

Nei mercati secondari la liquidità è sparita quasi del tutto e si è diffuso a livelli record il ricorso ai vecchi metodi di pagamento quali la lettera di credito. Lo stesso quadro si evince dalle indicazioni sintetiche che offrono i mercati. I rischiosi titoli Credit Default Swaps con il rappresentativo iTraxx Crossover quotati a più di 900 punti base, sono a un livello chiaramente superiore a quello già record di marzo. Questo dato evidenzia il forte rifiuto che oggigiorno i mercati provano nei confronti di tutta quelle classi creditizie che sono ad alto rischio.

 

La crisi del credito si è poi trasferita in maniera sempre più evidente anche al comparto dei Corporate Bond. L’incombente recessione globale rappresenta una gravissima minaccia per la redditività che mette di conseguenza a serio rischio il comparto del credito alle imprese. Dati trimestrali predominantemente deboli e una lunga catena di profit warnings – tra cui le notizie riguardanti le case di produzione automobilistiche Daimler, BMW e Fiat – indicano tutti una stessa pericolosa direzione del mondo economico/finanziario. Le agenzie di rating hanno reagito di conseguenza e sulla scia dell’andamento dei mercati azionari ci si è potuti rilassare leggermente solo alla fine del mese di ottobre. Per il momento però è ancora ben lontano un possibile deciso miglioramento della situazione generale. Ora tutta l’attenzione degli operatori finanziari è rivolta all’impatto che avranno i piani di sostegno annunciati dai diversi governi e agli altri sviluppi della situazione economica.

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