Giappone

17/nov/2008 12.15.55 Ogami Contatta l'autore

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Forte deficit

Nel mese di ottobre sui mercati azionari giapponesi, nel generale contesto della grave crisi dei mercati finanziari internazionali, si sono dovute registrare forti ripercussioni negative. Il Giappone è totalmente integrato nel panorama economico mondiale e non è perciò riuscito a evitare un pesante coinvolgimento che ha visto frenata la sua crescita.

Il governo anche qui ha deciso di mettere in pratica una serie di manovre d’emergenza a sostegno dei consumi interni. Un ulteriore freno allo sviluppo è venuto in queste settimane dalla risoluzione dei Carry-Trades che hanno messo in difficoltà lo yen nei confronti soprattutto del dollaro ma anche dell’euro, ostacolando così il settore dell’esportazione. Le numerose società giapponesi che si erano ben posizionate in Europa ora, di fronte ai nuovi rapporti di cambio, si sono viste costrette a rivedere al ribasso le proprie previsioni di guadagno. Da un punto di vista generale vi è quindi una forte cautela da parte delle aziende per quanto riguarda il futuro. Anche le società che nel secondo trimestre fiscale (da luglio a settembre) avevano potuto annunciare risultati relativamente soddisfacenti hanno poi emesso degli warnings per quanto riguarda l’andamento dei prossimi mesi. Per di più, banche e società assicuratrici hanno dovuto registrare nuove perdite sul valore dei loro portfolio rispetto ai dati segnalati a metà anno.

L’indice Nikkei ha quindi finito per chiudere il mese di ottobre a quota 7649 punti, con una perdita su base mensile pari quasi al 24 per cento. Nel solo ultimo giorno del mese di trattative l’indice ha perso ben 812 punti base, cioè circa il 10 per cento, dovuto tra l’altro a un profit warning della Sony, relativo al corrente anno fiscale. Il colosso del settore elettronico al consumo per la seconda volta consecutiva si è visto costretto a dimezzare le previsioni a breve termine.

Di fronte a uno scenario di minaccia di recessione quasi tutte le aziende giapponesi hanno dovuto ridurre le previsioni dei risultati economico finanziari per la seconda metà dell’anno fiscale, mentre solo pochi mesi fa dimostravano ancora una certa fiducia in una possibile ripresa. Questi ultimi avvenimenti fanno sì che la volatilità del mercato azionario nipponico resti molto elevata. Anche la gravità della crisi dei mercati finanziari e l’andamento dello yen sono aspetti importanti che continuano a provocare persistenti variazioni dei corsi, impedendo così un ritorno alla stabilità. Dopo le ultime massicce ripercussioni negative si potrebbe però ora assistere a movimenti ricreativi condizionati da sviluppi tecnici che probabilmente porteranno a possibili nuove apparenti potenzialità.
 

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