Presentati i trend del consumo all'evento "Capire il futuro per operare efficacemente nel presente" organizzato dal Club del Marketing e della Comunicazione

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27/apr/2004 21.07.02 Michela De Rosa Contatta l'autore

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Presentati i trend del consumo all’evento “Capire il futuro per operare efficacemente nel presente” organizzato dal Club del Marketing e della Comunicazione

Il consumatore è triste, fatelo divertire

Il sociologo Enrico Finzi scuote i professionisti di settore con dati sconcertanti e una spinta al cambiamento

 

“Siamo ai livelli più bassi di ottimismo per il futuro nella storia del nostro Paese. Dal 1960 la media annuale di ottimisti era del 63%. Oggi è scesa al 43% ” così ha esordito ieri sera Enrico Finzi (Pres. Astra-Demoskopea, sociologo e ricercatore, che da oltre 20 anni conduce l'indagine UPA - Il futuro della Pubblicità: gli investimenti in comunicazione in Italia) davanti alla platea intervenuta all’evento “Capire il futuro per operare efficacemente nel presente”, organizzato dal Club del Marketing e della Comunicazione.

 

“Uno scossone per un pubblico composto da pubblicitari, manager e comunicatori, che impone una urgente spinta propulsiva e proattiva” ha sottolineato Danilo Arlenghi, Presidente del Club. “Uno scossone che” ha infatti proseguito Finzi “deve provocare una rottura nello schema che vede il continuo restauro di vecchi modelli di successo. Uno schema che va abbandonato a favore di una sorta di distruzione creativa da cui riemergere con nuove idee e nuovi modelli. E gli elementi su cui ragionare in termini nuovi sono molti e ormai imprescindibili. Tutto sta nella capacità di accettarli, decodificarli e affrontarli con innovativi stili, strumenti e linguaggi di marketing e comunicazione”.

 

Questi elementi si raggruppano in quattro macroaree che hanno determinato un cambiamento epocale nella nostra società e di conseguenza nelle abitudini di consumo e di fruizione dei media, e sono: l’inserimento delle donne nella vita professionale e sociale, l’innalzamento della scolarizzazione, lo stravolgimento del concetto di vecchiaia, e la crescita esponenziale della cosiddetta “image generation”, formata da giovani e giovanissimi cresciuti con il computer, il telefonino e i videogiochi. Ognuno di questi elementi porta con sé una serie di cambiamenti importanti nelle esigenze, nel linguaggio e nelle motivazioni di uso e consumo. Ancora questi cambiamenti non trovano piena corrispondenza nei prodotti, nei servizi e nella loro modalità di promozione e di comunicazione.

 

 “Spesso è un problema di aggiornamento del management, che prosegue con strategie e metodi standardizzati. Il risultato è che si restringe la capacità di visione, perdendo di vista ciò che avviene all’esterno dei propri schemi” ha sottolineato Arlenghi “Accade così che molti si ritrovano spiazzati dai cambiamenti, subendoli invece che gestendoli a proprio favore. Per questo motivo il Club ha dato il via a una serie di corsi che prevedono non solo un aggiornamento professionale, ma anche un’evoluzione delle proprie capacità personali”.

 

Finzi ha poi posto un accento particolare sulla motivazione intesa come spinta all’azione, al cambiamento. “Ebbene” ha proseguito ”ci ritroviamo una situazione stagnante, dove tutti aspettano di vedere come andranno le cose. Un atteggiamento che provoca danni enormi, anche perché non mancano le risorse per agire”. Infatti il sociologo ha subito precisato che non ci troviamo tanto in una crisi economica, quanto in una crisi psicologica. Il reddito disponibile è diminuito meno di quanto viene percepito, ma è calato notevolmente il desiderio di consumare, derivato dalla mancanza di fiducia nel futuro. Per questo la chiave di volta è la capacità di creare motivazione anche attraverso la capacità di far divertire, emozionare e stupire il consumatore perché ha concluso Finzi “nulla fa innamorare più dell’amore, nulla inorgoglisce più dell’orgoglio, nulla emoziona più dell’emozione”.

 

 

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