I mercati obbligazionari internazionali

12/dic/2008 11.37.58 Ogami Contatta l'autore

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La persistente crisi finanziaria e l’ulteriore intensificarsi della difficile situazione economica hanno continuato a stringere in una stretta morsa le banche e il settore del credito alle imprese, malgrado i continui e ripetuti annunci di pacchetti di soccorso e di programmi d’intervento a sostegno dell’economia. La forbice tra yield e titoli governativi (spread) si è ulteriormente allargata. Lo spread dell’indice Merrill Lynch EMU Corporate (ER00) per i titoli europei (investment degrees) è cresciuto ancora su base mensile di quasi 30 punti base. Alla fine, l’ultimo giorno del mese di novembre, era a 420 punti base. Anche i Credit Default Swaps sono cresciuti, dopo le voci dell’aggravarsi della situazione dei grandi gruppi automobilistici americani, anche se i Credit Default Swaps agiscono da premi assicurativi di fronte alla possibilità di mancato rispetto delle scadenze. In particolare gli specifici iTraxx Crossover dei rischiosi titoli Credit Default sono passati alla fine del mese a 900 punti base, più di 100 punti in più di quanto registrato alla chiusura del mese di ottobre. Questi divari, esorbitanti anche in una valutazione che li colloca in un più ampio contesto storico, da una parte rappresentano un chiaro segnale di tensione rispetto alla gestione del rischio e dall’altra sono il segnale che la crisi finanziaria è ormai arrivata alla fine a intaccare l’economia reale. D’altro canto all’interno di questo scenario vi è un’enorme illiquidità rispetto a quanto avviene nel settore dei prestiti governativi. Nel mercato secondario il trade è ancora fortemente limitato, anche se le ultime notizie e la ripresa di parte delle attività commerciali hanno dato un po’ di movimento ai mercati. A beneficiare di una fase di relativo respiro sono state soprattutto i settori dei provider e delle telecomunicazioni che hanno ridato un po’ di vigore ai mercati di capitale. Tra le altre sono state portate sul mercato obbligazioni di Vodafone, GDF Suez, Eon, Eni e EdF. In Germania molto attivi in questo campo sono stati BMW, Metro e BASF. Tutto ciò però fa capire quanto sia elevato il rischio che si riflette in un aumento delle già esistenti incertezze e insicurezze degli operatori del mercato economico finanziario

 

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