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GIAPPONE Mercati relativamente robusti Mentre quasi tutti i mercati azionari internazionali nel mese di novembre hanno dovuto fare i conti con perdite consistenti, la Borsa giapponese tutto sommato si è presentata relativamente robusta.

17/dic/2008 15.28.46 Ogami Contatta l'autore

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Mercati relativamente robusti

 

Mentre quasi tutti i mercati azionari internazionali nel mese di novembre hanno dovuto fare i conti con perdite consistenti, la Borsa giapponese tutto sommato si è presentata relativamente robusta. Alla fine di novembre l’indice Nikkei ha chiuso con una quotazione di 8.512 punti, che su base mensile corrispondono a una moderata perdita dello 0,8 per cento. E’ stata un po’ una sorpresa perché gli ultimi dati pubblicati relativi all’andamento economico giapponese erano stati piuttosto deludenti. La produzione industriale di ottobre ha subito una variazione del 7,1 per cento mentre le previsioni davano un deficit del 6,6 per cento. Nello stesso periodo la riduzione delle spese per beni di consumo è stata del 3,8 per cento, anche questa di poco superiori al previsto – 3,3 per cento. I deboli dati industriali non fanno che rafforzare un quadro poco entusiasmante. Alcune aziende che ancora alla fine di ottobre avevano pubblicato dati previsionali ottimistici, si sono viste costrette a meno di un mese di distanza a rivederli fortemente al ribasso. Tra le altre Toyota e Panasonic che guardavano al futuro con una certa fiducia e che ora sono decisamente più caute. Inoltre ormai anche in Giappone si fanno sentire pesantemente le conseguenze della crisi economica internazionale. Si è infatti assistito a un forte calo della richiesta di merci  giapponesi che, accompagnato alla forza dello yen rispetto alle principali valute estere, ha pesato in maniera significativa sull’andamento del settore delle esportazioni.

 

E’ però necessario ricordare che la relativa forza delle borse azionarie giapponesi e della valuta locale poggiano indubbiamente sul fatto che il Giappone viene ancora considerato in un certo senso un porto sicuro per gli investitori. Anche la risoluzione dei Carry Trades, con tutto ciò che ne consegue, ha giocato un ruolo attivo sulla possibilità di investire in Paesi con più alti tassi d’interesse. Inoltre ora molte aziende hanno una elevata disponibilità monetaria che facilita la loro stessa sopravvivenza anche in momenti di forte crisi finanziaria. Partendo da tutte queste considerazioni, sono molte le imprese che sono interessate a entrare a far parte di società estere ma per il momento attendono che i prezzi scendano ulteriormente per poter godere di maggiori benefici. La Mitsubishi UFJ Bank per esempio è già entrata per il 20 per cento nel capitale di Morgan Stanley e ha inoltre aumentato la propria quota anche per quanto riguarda un’altra banca californiana. Tutto considerato però la situazione generale del mercato giapponese si presenta ancora piuttosto difficile, anche se al momento sembra godere di una certa relativa stabilità.

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