comunicato stampa

comunicato stampa Mi chiamo Cosimo Virgiglio, rivesto la carica di amministratore della Cargoservice s.r.l., sono un imprenditore calabrese di 42 anni di San Ferdinando e lo scorso Natale ho festeggiato con i miei sette dipendenti i dieci anni di attività della mia società, che opera come doganalista prevalentemente presso il porto di Gioia Tauro.

28/dic/2008 15.18.12 cargoservice srl Contatta l'autore

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Mi chiamo Cosimo Virgiglio, rivesto la carica di amministratore della Cargoservice s.r.l., sono un imprenditore calabrese di 42 anni di San Ferdinando e lo scorso Natale ho festeggiato con i miei sette dipendenti i dieci anni di attività della mia società, che opera come doganalista prevalentemente presso il porto di Gioia Tauro.

Dopo soli 12 mesi da quei festeggiamenti, sono stato costretto a prendere una drammatica decisione: chiudere con la prospettiva, forse, di riaprire al nord.

Dovrò mandare a casa i miei sette dipendenti a causa delle difficoltà di relazione      incontrate presso gli Uffici delle dogane di Gioia Tauro.

Non solo ma verrà a mancare lavoro per molti altri padri di famiglia che con l’indotto creato dalla mia società vivono. 

Non ho mai chiesto altro che lavorare onestamente, purtroppo ciò nella nostra zona ed al cospetto delle persone che contano, sembra suonare come una sirena d’allarme, che rompe gli equilibri consolidati ed i silenzi istituzionali.

Mi trovo al punto di non aver altre soluzioni, pur avendo gridato con forza ed in tutti i modi e nelle direzioni possibili le mie ragioni.

Purtroppo la scialuppa di salvataggio che fa acqua non riceve naufraghi, anzi sopprime chi vorrebbe “salvarsi”.

Come dono a Gesù Bambino quest’anno offrirò altri giovani disoccupati, che perderanno la fiducia nella nostra bella e buona Calabria.

Io non sono l’unico, come me altri operatori del porto che stanno subendo la stessa sorte, ma sia per la mentalità del quieto vivere tutta nostrana, sia per timore, non fanno e non dicono nulla.

All’indomani della chiusura della mia società dirò ai miei figli: <<papà è costretto ad andare a lavorare al nord perché qui in Calabria non c’e’ rispetto e tutela>>.

I miei dipendenti non sanno quello che accadrà, in pratica che il loro posto di lavoro non ci sarà più, poiché non ho avuto il coraggio di annunciaglielo.

Anche le altre famiglie, che vivono del lavoro della mia società, si troveranno questo “carbone” sotto l’albero.

Infatti, chi con la moglie, chi con la fidanzata, tutti loro hanno fatto dei progetti, che svaniranno in un attimo.

Per questo sono sicuro che cercheranno di lottare con ogni mezzo, nulla escludendo.

In conclusione, ancora una volta un figlio della Calabria “è costretto” per lavorare ad emigrare, perché né la gente né le istituzioni sono riuscite a tutelarlo. 

 

 

 

 

 

cosimo virgiglio
 
Cargoservice s.r.l.
 
CARGOSERVICE SRL
office to rome
 

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