La storia di Alitalia

La storia di Alitalia Di seguito riporto l'articolo La storia di Alitalia che ho trovato sul sito bragwebdesign.com; è scritto da chi come me ha avuto la sorte, il piacere e l'onore di lavorare in e per Alitalia.

11/gen/2009 21.37.44 Virgilio E. Conti Contatta l'autore

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Di seguito riporto l'articolo La storia di Alitalia che ho trovato sul sito
bragwebdesign.com; è scritto da chi come me ha avuto la sorte, il piacere e
l'onore di lavorare in e per Alitalia. Lo propongo perchè ne condivido i
sentimenti di orgoglio e amarezza.
Integro questo articolo con alcuni link e allegati che raccontano alcuni
miei punti di vista e stati d'animo di momenti aziendali già divenuti difficili e
complicati.
Cordialmente
Virgilio Conti

Alitalia: rabbia, orgoglio e speranze
http://www.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/62428.html

Addestramento del personale in Alitalia: un'esperienza di gestione
http://www.comunicati.net/comunicati/varie/70408.html

La storia di Alitalia
5 Settembre, 2008 alle 13:33

L'Alitalia nacque nel primo dopoguerra ed esattamente il 16 settembre 1947
con una partecipazione del governo inglese al capitale azionario del 30%
mentre il resto era di proprietà del Governo Italiano (47,5%) e di
investitori privati (22,5%); inizierà ad operare solo il 5 maggio 1947
effettuando un volo da Torino a Roma.
Ebbe così inizio la storia della Compagnia della "gente con le ali",
nomignolo con cui venivano affettuosamente chiamati i dipendenti Alitalia
molto tempo fa.

I primi anni furono duri, la flotta era costituita da vecchi aeroplani
militari rimessi a posto e l'organizzazione del lavoro delegata ai singoli
dipendenti che, con spirito di abnegazione e sacrificio, si facevano in
quattro per far funzionare l'azienda. Nonostante le grandi difficoltà già
nel luglio del 1947 l'Alitalia effettuò il primo volo internazionale da Roma
ad Oslo utilizzando un vecchio Savoia Marchetti SM-95 per riportare in
Norvegia un gruppo di marinai.

Un mitico dirigente di quei gloriosi anni fu l'ing. Bruno Velani (pilota e
ingegnere aeronautico) che allora ricopriva la carica di Direttore Tecnico e
che, negli anni del grande sviluppo in cui svolse le funzioni di
Amministratore Delegato, dichiarò in una intervista:

"Si, non appena imprese italiane aprono i loro cantieri, in qualsiasi parte
del globo, dovunque ci siano lavoratori o emigranti italiani, tutte le volte
che si prospetta la necessità di collegamenti con la madrepatria, l'Alitalia
apre una linea, uno scalo, una rappresentanza".

Ecco, questo era lo spirito di quegli anni: con grandi sacrifici, iniziativa
personale, passione ed un forte entusiasmo si superavano tutti i problemi.

Gli anni '50 furono caratterizzati dal completo rinnovamento della flotta e
dalla continua espansione della rete. da ricordare che nel '57 ci fu la
fusione con l'altra compagnia aerea italiana controllata dallo Stato, la
LAI - Linee Aeree Italiane, da cui nacque il vettore di bandiera che aveva
come base d'armamento Roma Ciampino.

Per curiosità (ma anche per sottolineare che lo Stato Italiano ha SEMPRE
controllato l'Alitalia) riporto la composizione del capitale delle due
compagnie negli anni '50:

LAI

Iri e demanio: 43,35%
Twa (USA): 30.00%
Azionisti privati: 26,65%

Alitalia

Iri e demanio: 61,35%
Bea e Boac: 30,00%

Azionisti privati: 8,65%. Dopo la fusione la partecipazione delle compagnie
inglesi ed americane andò a scomparire; da evidenziare che l'Alitalia
allora aveva 45 aeromobili e circa 3000 dipendenti.

Gli anni '60 furono quelli del boom con l'arrivo dei primi aeroplani a
reazione (DC-8/43 e Caravelle) ed il raggiungimento di traguardi prestigiosi
come il milionesimo passeggero trasportato. Ci fu inoltre il trasferimento
della base di armamento a Fiumicino nelle nuove strutture della "Città del
Volo".

Furono gli anni del grande sviluppo: nuovi aerei (entrata in servizio anche
del DC-9/30 e del DC-8/62) e tante nuove rotte che portarono l'Alitalia a
vantare una rete che si classificava al quarto posto come fatturato, numero
di passeggeri ed estensione chilometrica.
Anche l'innovazione tecnologica procedeva di pari passo con lo sviluppo
della Compagnia; ad esempio, l'Alitalia fu la prima compagnia europea a
dotare i propri aeromobili DC-8/62 di piattaforme inerziali (forniscono al
pilota i dati di navigazione senza ausili esterni). Venne anche inaugurato
il sistema informatico ARCO per le prenotazioni che, con vari aggiornamenti,
credo che sia ancora in uso oggi!

I primi anni settanta (fino alla prima crisi petrolifera del '73) furono
ancora anni di sviluppo: arrivarono i wide bodies (il B747 nel maggio del
'70 ed il DC-10/30 che entrò in linea nel 1973) e la rete raggiunse la sua
massima espansione con destinazioni in tutti i continenti.
Furono però anche gli anni in cui la "presenza" della politica nell'azienda
si fece molto più marcata iniziando ad influenzare negativamente le scelte
operative.

Negli anni 1973-79 il posto di amministratore delegato fu occupato da Umbero
Nordio (che poi divenne presidente dal 1978-88) e sotto la sua gestione si
verificarono pesanti conflitti sindacali, come il famoso sciopero di 40
giorni degli Assistenti di Volo del Comitato di Lotta, oppure lo sciopero
dell'81 dei piloti (Aquila Selvaggia) che portò alla loro prima
precettazione.

In quegli anni ero già in azienda e personalmente ritengo che fu all'epoca
che iniziarono i grandi problemi di Alitalia.

La prima grande crisi petrolifera mise a dura prova le compagnie aeree e l'Alitalia
non ne fu risparmiata, ma .. i bilanci venivano chiusi in attivo, anche se
per ottenere un simile risultato si procedeva con operazioni di svendita di
beni (aeromobili) e di servizi (cessione all'esterno) che iniziarono ad
"impoverire" la compagnia proprio in un momento cruciale del trasporto
aereo. Inoltre, alla fine degli anni '70 (per l'esattezza nel '78) negli
Stati Uniti partì la deregulation che in breve tempo avrebbe sconvolto il
mondo dell'aviazione civile. Mentre tutte le altre compagnie aeree facevano
sforzi enormi (supportati dai Governi) per adattarsi ai nuovi scenari, l'Alitalia
continuava ad operare solo in funzione delle esigenze politiche di turno
fregandosene d'impostare piani industriali idonei a traghettarla verso la
competitività richiesta in un mercato dei cieli globalizzato . l'unica
preoccupazione era chiudere il bilancio in pareggio, o con poco passivo!

E così si arriva alla fine degli anni '80 con l'Alitalia che è ormai sull'orlo
del baratro tanto che dal 1989 al 1996 avrà solo bilanci in perdita, eccetto
quello del '95 che vedrà un utile per la vendita del pacchetto di controllo
di Aeroporti di Roma (come gi detto, sono gli anni della svendita dei
"gioielli di famiglia").

Nel '98, con Cempella, fu varato l'ultimo piano di risanamento della
Compagnia che stipulò un'alleanza strategica con la KLM e ripianificò il
network basando i voli su Malpensa. A causa dei timori reverenziali che il
governo presieduto da Prodi ebbe verso l'Europa, Bruxelles punì l'Alitalia
imponendo pesanti limitazioni (divieto di acquistare nuovi aerei o di
applicare tariffe competitive); qualche anno dopo la Corte di giustizia
sentenzierà che quella decisione era errata ed ingiusta, ma ormai il danno
era stato fatto e si rivelerà irreversibile.

A causa dei vari casini combinati dal Governo (la chiusura di Linate mai
avvenuta) e dalle amministrazioni locali (chi non ricorda i disagi che si
verificarono a Malpensa e l'assoluta inadeguatezza dei collegamenti con
Milano?) la KLM decise di interrompere l'accordo con l'Alitalia e pur di
salvarsi da una fine certa sborsò una cifra rilevante che se non erro si
aggirava sui 500 miliardi delle vecchie lire.

L'ultimo risanamento di Alitalia avvenne nel '98 (furono anche distribuite
delle azioni ai dipendenti per coinvolgerli maggiormente - così si disse),
Malpensa partì in pompa magna ad ottobre del '98 , ma dopo poco più di un
anno tutto era andato a scatafascio e così .. iniziò il viaggio verso l'inferno.

Per chi ha poca memoria (ed in Italia sono molti) è utile ricordare che nel
frattempo si era insediato Berlusconi (Il Governo Berlusconi 2 è stato in
carica dall'11 giugno 2001 al 23 aprile 2005) ed è proprio in quel periodo
che, prima con Mengozzi e poi con Cimoli [tutti e due provenienti dalle
FF/SS], l'Alitalia si sgretolerà progressivamente fino ad arrivare al
fallimento "de facto".
Il resto sono vicende attuali la cui fine è già scritta.
Addio "Mamma Alitalia", ti hanno prima sfruttata e poi uccisa!

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