USA: pochi cambiamenti

USA: pochi cambiamenti In dicembre il mercato azionario americano è stato gravato ancora una volta da una gran quantità di notizie negative.

15/gen/2009 15.00.03 Ogami Contatta l'autore

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In dicembre il mercato azionario americano è stato gravato ancora una volta da una gran quantità di notizie negative. A pesare sono stati in particolare gli ancora deboli dati economici, quali per esempio il drastico aumento della perdita d’occupazione, che hanno raggelato gli investitori. Di fronte a uno scenario di profonda recessione il presidente americano eletto ha annunciato un piano d’appoggio economico del valore di svariati miliardi che dovrebbe creare due milioni e mezzo di posti di lavoro nei prossimi due anni.

 

La FED da parte sua ha preso una deciso storica per quanto riguarda le politiche delle banche centrale ed ha abbassato il costo del denaro portandolo addirittura a un valore che oscilla tra lo 0 e lo 0,25 per cento.

 

Anche dal fronte delle imprese sono proseguite le brutte notizie. E’ esplosa soprattutto la situazione di crisi dell’industria automobilistica dove General Motors, Ford e Chrysler devono combattere per la sopravvivenza e superare l’incertezza di questi tempi.

 

Dopo che un primo pacchetto d’intervento governativo è stato bocciato dal Senato americano, il presidente in carica George W. Bush ha proposto un prestito d’emergenza di 17 miliardi di dollari, i cui fondi fanno parte del pacchetto d’aiuti finanziari per 700 miliardi di dollari e già approvato nei mesi scorsi, e le banche hanno accettato di sostenerlo.

Anche dal mondo finanziario sono continuate poi ad arrivare notizie negative. Per la prima volta dal terremoto finanziario del 1999, la Goldman Sachs ha dovute registrare perdite trimestrali e anche Morgan Stanley ha annunciato risultati in discesa per miliardi di dollari.

 

Per finire, un nuovo scandalo finanziario ha colpito Wall Street. Qui la società d’investimenti dell’ex capo del NASDAQ Bernard Madoff ha truffato per circa 50 miliardi di dollari i suoi clienti, soprattutto quelli istituzionali. Anche numerosi istituti di credito europei ne sono stati danneggiati. Il Dow Jones Industrial Average (DJIA) è riuscito però comunque ad arrivare alla fine del mese in maniera abbastanza buona con una chiusura a circa 8.776 punti base e quindi una flessione su base mensile rispetto ai dati del mese di novembre di solo l’1 per cento circa. La perdita su base annua nel 2008 ha finito quindi per raggiungere quasi il 34 per cento, il dato negativo più elevato mai registrato dal 1931, negli anni della grande depressione.

 

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