Giappone

16/gen/2009 10.38.18 Ogami Contatta l'autore

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Malgrado gli annunci negativi vi è stato un leggero profitto dei corsi

 

 

Il mercato azionario giapponese nel corso del mese di dicembre ha dovuto fare in conti con una serie di notizie tutte negative. Già sul fronte economico generale si sono avuti segnali di tempesta perché l’economia giapponese si basa moltissimo sull’esportazione e quindi si è vista costretta a fronteggiare tutti i limiti e le difficoltà sollevati dalla violenta crisi internazionale. Il Tankan report con i risultati del quarto trimestre del 2008 non ha potuto perciò far altro che registrare una situazione ben peggiore di quanto era già stato previsto in precedenza. Tra l’altro anche la produzione industriale è crollata nel mese preso in esame di circa l’8,9 per cento mentre il tasso di disoccupazione è cresciuto del 3,9 per cento. A indebolire ulteriormente questo scenario economico già debole è sopravvenuta la forza dello yen rivalutato rispetto al dollaro e la Bank of Japan è intervenuta riducendo il tasso di sconto dallo 0,3 per cento allo 0,1 per cento.

 

Ma le brutte notizie non sono venute solo dal fronte macroeconomico. Anche gli annunci dei risultati aziendali hanno contribuito ad accrescere in maniera considerevole l’insicurezza degli  operatori finanziari. Sono stati soprattutto i dati forniti dalla Toyota a far preoccupare gli investitori e gli analisti. La principale casa automobilistica giapponese per la prima volta ha previsto per il primo trimestre del 2009 una perdita di entità storica. Alla fin fine però, pur considerando il fatto che si è trattato di un mese davvero difficile per il mercato azionario giapponese, dicembre si è chiuso con un saldo relativamente positivo evidenziando una sua costituzione strutturalmente robusta. L’indice Nikkei ha raggiunto alla fine gli 8.869 punti base, con un aumento di circa il 4 per cento rispetto al mese di  novembre. Tuttavia, considerato il fatto che il deficit su base annua per il 2008 è risultato essere di circa il 42 per cento, questo è il dato economico peggiore nella storia dell’indice Blue Chip giapponese fin dai suoi esordi, 58 anni fa.

 

La situazione dei mercati giapponesi resta comunque segnata dalla gravità della recessione e dai dati negativi dei risultati aziendali, anche se non si può escludere la possibilità di una ripresa nel corso dei prossimi mesi. Un ruolo importante lo giocherà il costo delle risorse energetiche che il Giappone deve importare e che potrebbe influenzare notevolmente i consumi privati.
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