Archie Carroll lancia un monito alle aziende:Social Responsibility non significa fare Business Ethic

Archie Carroll lancia un monito alle aziende:Social Responsibility non significa fare Business Ethic

01/giu/2004 14.04.31 Michela De Rosa - SCM Contatta l'autore

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Archie Carroll lancia un monito alle aziende:

Social Responsibility non significa fare Business Ethic

All’incontro organizzato da AssoEtica il guru della Business Ethics ha fatto chiarezza su termini e approcci

 

 

Fare chiarezza. Questo l’obiettivo perseguito da AssoEtica (www.assoetica.it) con la tavola rotonda che ha visto esponenti della stampa italiana a confronto con Archie Carroll (dal 1991 titolare della Cattedra di Business Ethic alla Georgia University). Un’occasione unica per il pubblico e per gli addetti ai lavori per avere un confronto diretto con uno dei massimi esperi mondiali  in Business Ethic, resa possibile in occasione della sua docenza al Master di Ethics Management organizzato da AssoEtica per la creazione della nuova figura professionale dell'Ethics Officer. 

 

 “Obiettivo raggiunto anche grazie alle numerose richieste del pubblico presente - afferma Bruno Bonsignore, Presidente di AssoEtica - formato da manager, professionisti del marketing e della comunicazione, da universitari che vogliono meglio comprendere le dinamiche che il mondo del lavoro riserva loro per il futuro, e per contribuire al cambiamento, visto che il processo in atto sta portando a un approccio al business completamente diverso. Più rispettoso e più umano, senza perdere di vista quello che è e deve rimanere un obiettivo imprescindibile: fare profitto”.

 

In questo incontro, Archie Carroll ha dato una visione concreta, sciogliendo l'equivoco ancora esistente tra corporate social responsibility - sulla quale sembrano convergere le iniziative delle aziende europee - e la business ethic - l'evoluzione della CSR, sulla quale si concentra l’impegno degli imprenditori statunitensi; due modi molto diversi di portare l'etica negli affari e  un tema di grande attualità, sul quale c'è molto fervore ma ancora poca chiarezza in termini di conoscenza, assunzione di responsabilità, approcci e applicazioni.

 

“Social Responsibility e Business Ethic sono due cose ben distinte” chiarisce quindi Carroll “la prima riguarda delle precise iniziative benefiche (per esempio a sostegno dell’ambiente, delle fasce deboli, ecc.), che l’azienda porta avanti a prescindere dal tipo di business che fa e dal modo in cui lo fa. Modalità che viene spesso usata al fine di lavarsi la coscienza o per acquisire consenso. Questa, a prescindere dal bene che viene comunque fatto, non si può definire come etica di impresa. Se ad esempio un’azienda  produce  abusando del lavoro minorile o non riconoscendo parità ai diritti dei dipendenti, non può pensare di “mettersi a posto” con un bilancio ambientale. Da qui la dimensione più impegnativa della Business Ethic, che prevede un approccio globalmente etico, portato avanti da tutte le risorse interne, a tutti i livelli e verso tutti gli stakeholder. E’ un cambiamento epocale, che riporta la dimensione umana all’interno di quella economica e il profitto a una valenza positiva, come fonte di benessere condiviso.”

 

Alla domanda di Ettore Tamos, Capo Redattore economia Il Mondo, su quali siano le figure che devono portare l’etica all’interno dell’azienda e quali le competenze necessarie, Carroll risponde che bisogna innescare un processo che porti tutti i componenti a comportarsi in modo etico. Per farlo ogni azienda dovrebbe anzitutto avere un ethic officer, una persona appositamente preparata a creare, gestire e promuovere processi, comportamenti e iniziative etiche.  Una figura che negli Stati Uniti ha dato vita ad un’associazione che ora conta oltre 1500 iscritti, che rappresentano buona parte delle grandi aziende.

 

Minnie Luongo, giornalista di temi sociali del Corriere della Sera e Presidente CREEDS (Comunicatori, Redattori Ed Esperti Del Sociale) ha quindi chiesto come si collocano le donne all’interno di questo cambiamento: “le donne non solo sono sempre in crescita nel panorama degli ethic officer” afferma Carroll “ma, grazie alla loro sensibilità e propensione alla cura del prossimo, sono certamente più portate. Tanto che la Business Ethics è stata ribattezzata “teoria femminile del business”.

 

Per chi come Lionello Cadorin, giornalista e opinion leader nell'ambito economico-finanziario (Bloomberg Investimenti, Il Mondo, Gente Money), ha seguito da vicino gli scandali finanziari degli ultimi tempi, risulta importante capire quale sia il confine tra etica e legge: “la legge è l’etica codificata” conclude Carroll “quindi è di massima importanza che venga ripensata in modo da essere propositiva al fine della creazione di una coscienza etica e non solo punitiva in seguito a comportamenti scorretti.”

 

 

Per ulteriori informazioni

SCM - Michela De Rosa

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