Treviso e i suoi massoni

12/feb/2009 18.19.41 Ogm editore Contatta l'autore

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Comunicato stampa

 

Il notaio Paolo Valvo si racconta in un libro

dedicato alla Massoneria trevigiana

Treviso. La loggia "Primavera", affiliata al Grande Oriente di Treviso, si racconta in un libro

"Quale primavera per i figli della Vedova? Treviso vista e vissuta dai massoni di una loggia del Grande Oriente d'Italia", è il libro della loggia trevigiana "Primavera" (loggia n. 1174). E´ suo perché è narrato dalla viva voce dei maestri venerabili - come il notaio Paolo Valvo - che l´hanno guidata nei suoi pochi anni di vita. La loggia "Primavera" è infatti un´officina del Terzo Millennio che ha messo in campo le proprie energie per confrontarsi col mondo. A cominciare da quello più ridotto della sua città. A raccogliere le interviste uno studioso cattolico, Carlo Silvano, che da un lato ha riportato fedelmente il pensiero degli intervistati, dall'altro, nelle conclusioni, ha sottolineato l'inconciliabilità tra l'essere cattolico con l'appartenenza ad una loggia massonica.

Il volume (edito da Ogm, pp. 104, euro 10) sarà presentato il 19 febbraio (ore 17,45) nella sala "Pacifico Guidolin" della Biblioteca Comunale di Castelfranco Veneto.

Dopo il saluto del sindaco Maria Teresa Gomierato, introdurrà la serata l´editore Armando Fiscon, a cui seguirà un intervento del massone Dario Paoletti (Gran Loggia d'Italia).

Il libro è distribuito a Treviso da Tredieci (tel. 0422 440031 - fax 0422 963835).

Info:
http://massoneriatreviso.blogspot.com/

per contattare Carlo Silvano, curatore del libro, cell. 339 3410373


Con preghiera di diffusione
Ogm editore

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Dallo studio in Riviera Margherita sul Sile, il notaio trevigiano Paolo Valvo, noto massone e già maestro venerabile della loggia “Primavera”, si racconta: le sue parole le troviamo nel libro di Carlo Silvano “Quale Primavera per i figli della Vedova? Treviso vista e vissuta dai massoni di una loggia del Grande Oriente d'Italia” (Ogm editore, dicembre 2008, pp. 104).
«Ho intervistato diversi massoni – spiega Silvano - e nel libro riporto fedelmente le riflessioni dei tre maestri venerabili che si sono succeduti alla guida della loggia “Primavera”, affiliata al Grande Oriente d'Italia, ma solo uno, il notaio Valvo, ha permesso di rendere nota la propria identità. I massoni sono riservati: nei loro confronti, a loro dire, ci sono ancora troppi pregiudizi che li scoraggiano a dichiararsi pubblicamente».
Sono quasi duecento nella provincia di Treviso gli iscritti alle logge massoniche. «Il numero può sembrare insignificante - continua Silvano -, ma se pensiamo che ad entrare nella massoneria sono liberi professionisti, dirigenti, notai, cioè persone che sotto il profilo lavorativo occupano un rilevante status sociale e dispongono di un certo reddito, intuiamo allora il peso che i massoni possono avere nella società; nella stessa provincia di Treviso c’è un sindaco iscritto ad una loggia».
A Treviso sono presenti otto logge: cinque sono affiliate alla Gran Loggia d’Italia con quasi cento iscritti che si incontrano nel loro tempio a Castagnole; le logge affiliate al Grande Oriente d’Italia sono due (“Paolo Sarpi” e “Primavera” che insieme contano circa settanta massoni) e hanno un tempio a Silea. Infine l’Obbedienza Gran Loggia Regolare d'Italia ha una sola loggia, denominata Keystone, con 18 iscritti che si incontrano a Roncade.
«Ho cercato di capire - spiega Silvano - come vivono e come si rapportano nella società,  quali i loro valori, cosa pensano di determinate problematiche sociali contingenti e legate al nostro territorio, come la famiglia, l’aborto, il testamento biologico, la prostituzione, i rapporti con la Chiesa cattolica, la magistratura o la possibilità di realizzare a Treviso una moschea. In proposito l’attuale maestro della loggia "Primavera" sostiene che i tempi non sono ancora maturi perché nella nostra città ci sono diversi gruppi musulmani organizzati ognuno per conto proprio; ci si chiede allora chi dovrebbe gestire la moschea? Chi è il loro referente?».
Silvano conclude il suo libro sottolineando sia l'inconciliabilità tra l'essere cattolico con l'appartenenza alla massoneria, sia augurandosi che l'archivio della loggia “Paolo Sarpi”, una delle più antiche in Veneto, possa un giorno essere messo a disposizione degli studiosi, così da consentire di scrivere una nuova pagina di storia della comunità trevigiana.
[...]. (Chiara Voltarel)

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