...ma i cinesi sentono la crisi?

{tab=Prima parte ____} La crisi economica che sta investendo i mercati internazionali e gli scambi commerciali tra paesi si fa sentire sulle economie occidentali ma anche su quelle orientali.

17/feb/2009 11.18.14 Sognando Italia Contatta l'autore

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CinesiLa crisi economica che sta investendo i mercati internazionali e gli scambi commerciali tra paesi si fa sentire sulle economie occidentali ma anche su quelle orientali. Fino a ieri imbattibile, la crescita del PIL cinese, secondo gli esperti subirà una frenata di oltre due punti percentuale nel 2009 recuperando poi terreno solo verso la fine del 2010. La spiegazione forse anche più ovvia di ciò sta nella “dipendenza” dell’economia cinese dalle esportazioni verso l’Europa e gli Stati Uniti che vanno incontro, invece, al loro interno, ad un forte calo dei consumi quindi di domanda di beni.

Che si tratti di un autentico smacco alla scalata della Cina verso l’economia globale non è dato a noi dirlo, restano però i segni già di questa crisi; segni che si evidenziano in perdita di milioni di posti di lavoro nelle grandi capitali asiatiche. A tal proposito si evidenzia il fatto che i tutti quei cinesi che avevano tempo addietro trovato lavoro nelle città come Pechino o Shanghai, perdendo occupazione siano tornati nelle zone rurali da cui provenivano per ricominciare a lavorare la terra. Che si stia tornando indietro? Non è così spiegano gli “addetti ai lavori”, ma significa solo che in Cina tutto quello che accade ha sempre delle dimensioni esagerate e soprattutto è amplificato e accelerato dalla grandezza stessa del paese.

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Studi universitari invece fotografano la situazione economica dei cinesi in Italia come uno status tutto sommato florido; tuttavia delle grandi differenze ci sono tra i cinesi di mezza età e i giovani e giovanissimi. I primi dimostrano una forte propensione al risparmio affidandosi spesso e volentieri al sicuro risparmio postale italiano considerato particolarmente rassicurante; i giovani e giovanissimi invece hanno una fortissima tendenza al consumo e di metter soldi da parte sembra non vogliano per ora sentirne parlare… del resto – diremmo – sono i genitori che conservano denaro per loro.

I problemi quindi dell’economia reale del dragone non sembrano preoccupare gli adolescenti consumatori dagli occhi a mandorla che affollano, superando di numero i “san carlini milanesi” nelle vie dello shopping di Milano e delle altre città italiane.

Saranno loro allora a tenere in piedi ancora l’intero sistema economico?

Giuseppe Iadevaia

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