L'ANIMA E IL CERVELLO: I NUOVI CONFINI DELLE NEUROSCIENZE

19/feb/2009 09.30.16 Dott.ssa Marisa Nicolini, "OLTRE I Contatta l'autore

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Siamo un corpo e abbiamo un’anima o siamo un’anima e abbiamo un corpo?



Da questo apparente gioco di parole derivano profonde differenze nelle

posizioni che prendiamo nei confronti della vita, della sofferenza,

della morte.

“Anima” è una parola molto evocativa, dotata di

molteplici sfumature. Di anima parlano teologi, filosofi, psicologi e,

forse, tutti almeno una volta nella vita!

Ma che cos’è l’”anima”, se

così si può dire, per la scienza?

A questo argomento è dedicato il

nuovo libro di Eduard Punset, il più grande e apprezzato divulgatore

scientifico spagnolo, avvocato, economista, politico e scrittore

eclettico ed efficace, che ha voluto affrontare i dubbi che tutti noi

ci poniamo, se non altro implicitamente: c’è in noi una doppia essenza,

spirito e materia, oppure un’unica realtà, per quanto complessa ed

evoluta?

Per www.paginedilibri.com la psicologa dott.ssa Marisa

Nicolini ha intervistato Punset per approfondire alcuni dei temi più

scottanti trattati nel libro “L’ANIMA E’ NEL CERVELLO. Radiografia

della macchina per pensare”, edito da Tropea i Trofei (Milano).

Certo,

il cervello non è solo fatto di percezioni coscienti, depositate in

memoria nelle rispettive aree primarie, né si esaurisce con le attività

integrative e di pensiero rese possibili dalle aree secondarie.

L’

enorme, sorprendente, originale lavoro del cervello comprende anche

inaspettati atti di creatività, prese di decisioni che ci rendono

soggetti della nostra esperienza vitale, e non meri esecutori che

rispondono a stimoli linearmente determinati.

L’”anima” a cui si

riferisce Punset, l’anima trattata dalle neuroscienze, è appunto la

capacità di decidere e scegliere che, in un individuo integrato e sano,

è una funzione propria del cervello, di quella parte del cervello più

recente ed evoluta che è la porzione frontale.

Una grossa scoperta

della neuroscienze è l’aver permesso, infatti, di stabilire che l’

autodeterminazione è nella neocorteccia: nei lobi frontali, come

storicamente acquisito, e in quelli parietali, come recentemente

sostenuto in una ricerca anglosassone condotta insieme all’Università

di Chieti.

Libro �“ e intervista con l’autore �“ molto interessanti, da

consigliare a chi vuole approfondire, senza necessariamente sostenere

un esame di neurobiologia, il ruolo del pensiero cosciente e inconscio,

della percezione, delle emozioni, nella costruzione di quel fantastico

“labirinto” cerebrale (o, meglio, mentale) in cui, ancora

sorprendentemente, la maggior parte di noi riesce a ritrovarsi. Giorno

dopo giorno. E su livelli crescenti di consapevolezza. E’ per

sperimentare tutto questo che commettiamo errori… e viviamo.





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