L'ultimo sondaggio realizzato da eFinancialCareers mostra come la maggioranza dei professionisti dei servizi finanziari sia a favore di una regolamentazione del sistema

03/apr/2009 17.00.55 Ogami Contatta l'autore

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Le discussioni su quale possa essere il miglior modo per riformare il settore bancario sono all'ordine del giorno per il mondo finanziario e politico. In questo contesto, l’ultimo sondaggio realizzato da eFinancialCareers tra i professionisti italiani del settore mostra come una maggioranza significativa (85,8%) degli intervistati ritenga auspicabile una regolamentazione del sistema nel suo complesso, ma solo il 36 % dei lavoratori bancari con più di 10 anni di esperienza è convinto che la regolamentazione sia una strada praticabile.

L’indagine condotta da eFinancialCareers, sulla base del parere dei professionisti finanziari di tutta Europa però evidenzia come in Gran Bretagna vi sia una reale preoccupazione per quanto riguarda l’impatto che una regolamentazione normativa comune a livello europeo potrebbe avere sulla situazione inglese. Il 52% degli intervistati con sede nel Regno Unito, ha risposto che una regolamentazione comunitaria probabilmente danneggerà il settore finanziario, mentre per quanto riguarda l’Italia solo il 15% degli intervistati la pensa così.

I risultati del sondaggio a livello europeo indicano che una regolamentazione normativa eccessivamente punitiva rischia di spingere un gran numero di operatori finanziari ad abbandonare Regno Unito,  Francia e Germania per trasferirsi altrove. Al contrario, solo il 7% degli addetti al front office in Italia ha dichiarato che lascerebbe il Paese per una destinazione dove sia in vigore una regolamentazione più mite, se quest’ultima in Italia dovesse risultare troppo costrittiva.

Molti intervistati che hanno risposto al sondaggio di eFinancialCareers hanno comunque ammesso che la nazionalizzazione delle banche finirà per essere un aspetto significativo del panorama finanziario a medio termine. Il 40% degli italiani intervistati pensa che almeno la metà delle principali banche europee e statunitensi saranno nazionalizzate da qui al 2012 e un ulteriore 26% di loro pensa che anche per quanto riguarda gli altri Paesi, sempre all’interno di questo range temporale, si potrà assistere alla nazionalizzazione di metà o almeno tre quarti degli istituti finanziari.

Solo il 26% degli italiani intervistati però dichiara che sarebbe felice di lavorare per una banca nazionalizzata. In particolare il 24% degli addetti al front office afferma che accetterebbe volentieri, mentre il 27% lo farebbe con una certa resistenza.

John Benson, CEO e fondatore di eFinancialCareers, ha commentato: "Mentre la nostra indagine dimostra l’attento interesse dei professionisti del settore finanziario nei confronti dell’idea di nuovi sistemi di regolamentazione, vi sono reali preoccupazioni per quanto riguarda il drammatico impatto che queste potrebbero avere sull’occupazione in Europa. I professionisti finanziari presteranno sicuramente grande attenzione agli accordi siglati in occasione del G20 di Londra su cui si baseranno per indirizzare la propria carriera in una strategia di lungo termine.”

Quando è stato chiesto agli intervistati quale ritenevano sarebbe stata la situazione occupazionale nel settore finanziario da qui a cinque anni, l'indagine di eFinancialCareers ha rivelato che attualmente si guarda con grande interesse al problema degli esuberi.  Per il 47 % degli italiani intervistati infatti nei prossimi cinque anni ci si troverà a dover far fronte a ulteriori esuberi. Il 19 % ne è certo, ma il 28 % di  loro ritiene di avere più del 75 % delle possibilità di continuare a lavorare nel mondo finanziario, da qui a cinque anni.

Il sondaggio eFinancialCareers tra i professionisti del campo dei servizi finanziari è stato condotto online tra il 23 ed il 30 marzo 2009.

 

 

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