Musica e diritti umani: Vinicio Capossella vince il Premio Amnesty Italia 2009 con il brano "Lettere di Soldati".Lucia Vagliviello

05/apr/2009 18.59.39 Lucia Vagliviello Contatta l'autore

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Musica e diritti umani: Vinicio Capossella vince il Premio Amnesty Italia 2009 con il brano "Lettere di Soldati".

"Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty" si svolgerà dal 16 al 19 luglio.

 

Villadose (Rovigo)- Il vincitore della settima edizione del Premio Amnesty Italia, indetto nel 2003 dalla Sezione Italiana di Amnesty International e dall’Associazione culturale Voci per la libertà volto a premiare il migliore brano sui diritti umani pubblicato nell’anno precedente è stato vinto da Vinicio Capossela, con il brano intitolato"Lettere di soldati". La premiazione di Vinicio Capossela avrà luogo a Villadose , provincia di Rovigo, nel corso della serata finale della dodicesima edizione del concorso musicale dal vivo "Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty", in programma dal 16 al 19 luglio. "Ho iniziato a scrivere questa canzone al tempo della prima guerra del Golfo" – ha dichiarato Vinicio Capossela. "Tutti noi tremavamo, era la prima volta che la guerra dava l’impressione di arrivare in casa di ognuno, in diretta, per mezzo della televisione, rendendoci partecipi come a un evento. Quella sera, al Teatro Storchi di Modena, Ivano Fossati concluse il suo concerto cantando ‘Il disertore’ di Boris Vian. Io tornai a casa e pensavo a tutta questa gente sull’orlo della catastrofe. Ognuno si sentiva impaurito qui più che al fronte. Dunque fui vittima, come tutti, della paura. La Paura minacciata ad arte, che da sempre trova la più grande cassa di risonanza.""Anni sono passati e a quella guerra ne sono seguite altre, per quanto possibile ancora peggiori" – ha aggiunto Capossela. "Dopo la Paura, ho voluto provare a mettere a fuoco l’impersonalità dell’uccidere. La gente che salta in aria da lontano, senza vedersi. E soprattutto il meccanismo della regola d’ingaggio. Il regolamento dell’uccidere. Lo stabilire quando è legale ammazzare. La freddezza della tecnologia delle armi. L’applicazione della chirurgia per cambiare i pezzi rotti, i crani, gli arti a chi salta in aria. L’ho fatto a mezzo di una canzone e di un battito del cuore, cercando di rendere oggettivamente la negazione dell’uomo, l’affidare la sua anima alle lettere. Le lettere, più vere di ogni retorica, che sono quelle che non arrivano a destinazione, nella grande Paura videodiffusa. Una canzone non è nulla confrontata a quanto fanno le persone che lavorano in organizzazioni come Amnesty International. Dunque ringrazio Amnesty International per il lavoro che svolge e per l’attenzione che ha dedicato al mio". "La canzone ‘Lettere di soldati’ di Vinicio Capossela ci racconta immagini di guerra crude e realistiche, prive di ogni retorica romantica e senza alcuna traccia di eroismo" – ha affermato Paolo Pobbiati, presidente della Sezione Italiana di Amnesty International. "Descrive la guerra come luogo della spersonalizzazione assoluta e ci porta in una dimensione in cui l'uomo perde la propria identità e umanità. Amnesty International e Voci per la libertà hanno conferito il Premio Amnesty a questo brano perché porta a riflettere sulla negazione dei diritti umani implicita in ogni guerra, in questo primo decennio del XXI secolo ancora attraversato da conflitti sanguinosi e spesso, apparentemente, senza soluzione". Ricordiamo che prima di Vinicio Capossela, hanno vinto il Premio Amnesty Italia Daniele Silvestri con il brano "Il mio nemico",nel 2003, Ivano Fossati con "Pane e coraggio" nel 2004, i Modena City Ramblers con "Ebano"nel 2005 e Paola Turci con "Rwanda"nel 2006, Samuele Bersani con "Occhiali rotti", 2007 e nel 2008 i Subsonica con "Canenero". Gli altri nove brani in concorso quest'anno erano: "Cambiami il destino" di Ania, "Non mettere le mani in tasca", Caparezza, "Multumesc" di Cisco, "Il sogno di Mhedy" di Folkabbestia, "La guerra dell'acqua" di Ivano Fossati, "Kabul" di Flavio Oreglio e I Luf, "Radio Conga" dei Negrita, "Il giorno in cui vennero gli aerei" degli Yo Yo Mundi e "Quasi tutti" di Massimo Zamboni. Della giuria che ha selezionato le proposte pervenute alla segreteria di Voci per la libertà, hanno fatto parte : Giò Alaimo (Il Gazzettino), Alessandro Besselva Averame (Mucchio), Silvia Boschero (Radio Rai), Marco Cavalieri (Radio Città Aperta), Valerio Corzani (Radio 3, il manifesto), Maria Cuffaro (Rai Tre), Luca D'Alessandro (MusicBoom), Fabio De Luca (Rolling Stone), Cinzia Fiorato (Rai Uno), Gabriele Guerra (Freequency), Ezio Guaitamacchi (Jam), Federico Guglielmi (Mucchio), Andrea Laffranchi (Corriere della Sera), Michele Lionello (Voci per la Libertà), Carlo Mandelli (QN - Quotidiano Nazionale, Il Giorno), Riccardo Noury (Amnesty International - Sezione Italiana), Diego Pinamonte (Smemoranda.it), Paolo Pobbiati (Amnesty International - Sezione Italiana), Valeria Rusconi (Gruppo Espresso), Giordano Sangiorgi (MEI), Mauro Santoriello (MTV), Gianni Santoro (XL), Stefano Starace (A Rivista), Renzo Stefanel (Rockit), John Vignola (Vanity Fair, Radio 1), Savino Zaba (Rai Uno e Radio 2), Franco Zanetti (Rockol). A loro vanno i nostri più sentiti ringraziamenti per la professionalità e la competenza dimostrata. Per concludere, infine ricordiamo che Il PAI è parte integrante di Voci per la Libertà - Una Canzone per Amnesty, manifestazione dedicata ai musicisti emergenti il cui bando di concorso scadrà il 15 aprile 2009.

 

Lucia Vagliviello

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