Siamo cinesi, niente libertà

20/apr/2009 11.38.49 Sognando Italia Contatta l'autore

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Jackie ChanUna società libera va davvero bene per i cinesi? La domanda che appare quasi assurda in occidente, in Cina in realtà ha grande mercato tra la gente comune, forse di più rispetto al governo che solo qualche giorno fa ha pubblicato un piano di azione sui diritti umani. Così si capisce come la superstar di qui per eccellenza, Jackie Chan, pensi: “noi cinesi abbiamo bisogno di essere controllati.”

Jackie, 55 anni, è cittadino di Hong Kong, territorio con piena libertà di espressione e stampa. Lui, attore preferito del presidente Hu Jintao, era stato invitato a parlare all’annuale forum di Boao, nell’isola di Hainan, che il governo vorrebbe promuovere a centro di discussione della regione asiatica. Qui davanti a un pubblico in larga parte, ma non esclusivamente cinese, l’attore ha spiegato: “non sono sicuro che sia bene avere o meno libertà. Sono davvero confuso al momento. Se si è troppo liberi si diventa come è Hong Kong ora: molto caotico. Taiwan è anche caotica.”

“Man mano sto cominciando a pensare che noi cinesi dobbiamo essere sotto controllo – ha aggiunto la star – Altrimenti facciamo semplicemente tutto quello che ci salta in mente”. Jackie Chan non è estraneo alle passioni della politica, e non è certo sempre stato il beniamino del governo al potere. Venti anni fa, ai tempi della protesta di Tiananmen, era stato un sostenitore degli studenti. Negli anni successivi, anche dopo il ritorno di Hong Kong nel 1997 al governo di Pechino, si era battutto con gli uomini del partito democratico, ostili  verso la repubblica popolare cinese. Ma qualcosa della sua antica fede libertaria sembra essersi spezzato in lui ed anche in tanti altri uomini d’arte e di cultura di tutta la grande Cina.

La colpa sembra essere in larga parte del Partito democratico progressista (Dpp) a Taiwan, l’isola di fatto indipendente e ma di diritto parte di un’unica Cina. Dopo la sconfitta alle elezioni presidenziali e legislative di Taiwan del 2008, il Dpp ha cominciato una campagna di continue dimostrazioni e cortei pubblici che stanno bloccando la vita politica dell’isola. “Il Dpp è stato al governo per due mandati presidenziali, ma appena perso il potere ha ripreso a comportarsi fuori dalle regole non scritte di un sistema democratico – racconta un alto funzionario di Pechino – Non capisce il senso e i benifici del compromesso politico e della collaborazione democratica rispetto al governo. In America dopo la sconfitta alle elezioni l’opposizione trova compromessi, collabora alla gestione del Paese. Invece c’è qualcosa di storto su come i cinesi capiscono la democrazia.”

Taiwan era visto come un esperimento di democrazia per tutta la Cina. Se avesse funzionato la tentazione politica di seguire il percorso di Taiwan sarebbe stata forse irresistibile. In realtà oggi Taiwan sta funzionando al contrario. Il sentimento, almeno per quanto riguarda Jackie Chan comunque pare autentico. L’attore è esploso al ricordo dello scandalo del latte alla melamina che ha mandato migliaia di bambini in ospedale con problemi renali l’anno scorso e del problema annoso della qualità dei prodotti cinesi. Parlando a raffica l’attore ha quasi gridato: “se devo comprare un televisore di sicuro ne compro uno giapponese. Un televisore cinese finisce che mi scoppia in faccia.”

Fonte 来源: Red Blue China di Francesco Sisci

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