ADOLESCENTI A RISCHIO OBESITÀ E 1 SU 4 BEVE ALCOL OGNI GIORNO

29/mag/2009 15.12.32 Francy Antonioli Contatta l'autore

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Siena, 29 maggio 2009Obesità, abuso di alcool e droghe e disagio giovanile sono le maggiori insidie per i nostri adolescenti: un terzo è sovrappeso, il 31% delle ragazze con meno di 15 anni beve due o più unità alcoliche al giorno (il 25% dei maschi), un genitore su sei segnala episodi di prepotenza nella classe frequentata dal figlio. Problemi che originano nell’infanzia. “La prevenzione comincia nei primissimi anni di vita e il pediatra può svolgere un ruolo cruciale – afferma Giuseppe di Mauro, presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) che inaugura domani a Siena il suo XXI Congresso nazionale -. La corretta alimentazione è determinante per evitare lo sviluppo di obesità in età giovanile e da adulti. Tra i momenti chiave vi è il periodo prenatale, per le influenze esercitate dallo stato di salute e dalle abitudini materne sulla crescita e sullo sviluppo del metabolismo fetale e il primo anno di vita, per gli effetti protettivi dell’allattamento al seno, per l’apprendimento di modalità e comportamenti alimentari da parte del bambino con lo svezzamento (intorno al sesto mese), per i possibili effetti negativi di una dieta iperproteica. In questo vanno educati non solo i piccoli, con progetti da sviluppare nelle scuole, ma soprattutto i genitori, che devono modificare il proprio stile di vita. Il rischio di obesità nel bambino triplica se ha un genitore in questa condizione, decuplica se lo sono entrambi”. L’educazione alimentare è uno dei temi chiave del Congresso, che vedrà riuniti a Siena fino al primo giugno oltre 250 esperti provenienti da tutte le aree che si interessano di benessere infantile: medici, infermieri, igienisti, ma anche insegnanti. “La nostra Società scientifica si connota infatti per un approccio trasversale ai temi della pediatria, e una forte componente sociale – continua Di Mauro -. Con il ministro della Pubblica Istruzione stiamo ad esempio lavorando molto sul bullismo, nell’ambito della Commissione Nazionale per la prevenzione del disagio adolescenziale. Il pediatra opera infatti in una posizione privilegiata per individuare le problematiche psico-sociali, riconoscere precocemente le condizioni di difficoltà, creare una rete di protezione intorno al ragazzo. E può giocare un ruolo attivo per trasformare il piccolo ‘spaccone’ in leader positivo”.
 
Il passaggio dall’infanzia all’adolescenza è un momento importante di transizione, in cui il pediatra è chiamato a rispondere anche a nuovi bisogni informativi, come l’approccio alla sessualità e le problematiche connesse. “Da due anni è disponibile anche in Italia il vaccino per l’HPV, un trattamento che raccomandiamo fortemente. Certo questo intervento medico deve essere previsto in un contesto informativo più ampio, che si rivolga tanto alla ragazza che alla madre - aggiunge Di Mauro -.  E su questi temi noi pediatri possiamo intervenire con efficacia: da un lato per mettere in guardia dai rischi di comportamenti sessuali non protetti, dall’altro per sensibilizzare sulla prevenzione oncologica e sull’importanza della diagnosi precoce, una buona abitudine che dovrà accompagnare la ragazza per tutta la vita”. La SIPPS, che riunisce oggi oltre 1000 professionisti, è una Società scientifica unica nel panorama nazionale per la particolare attenzione alle ricadute psico-sociali di temi medici in età pediatrica. Fra i suoi obiettivi siglare partnership e collaborazioni con le Istituzioni e le associazioni portavoce della Società civile. Fra queste, ha recentemente stretto un protocollo d’intesa con il MOIGE (Movimento Italiano Genitori) per favorire l’accessibilità ai servizi sanitari di fascia pediatrica, facilitare la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo di nuovi servizi a tutela della salute dei bambini, per promuovere campagne di sensibilizzazione. Una strategia che richiede più che mai dedizione in questo contesto storico: “Ogni periodo di recessione porta con sé un aumento del disagio per i più deboli, dei comportamenti deviati per i più fragili, delle differenze sociali culturali ed economiche – conclude il presidente Di Mauro  -. L’attuale momento di crisi economica, finanziaria e sociale contribuisce ad accentuare ed evidenziare i problemi e i bisogni dell’infanzia e può favorire anche quelli sanitari, sia per i bambini italiani che per quelli stranieri, regolari o irregolari che siano. In questo contesto gli argomenti che affronteremo nel Congresso sono quanto mai necessari, attuali e urgenti e richiedono la consapevole mobilitazione dei pediatri italiani e della SIPPS in particolare”.
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