NUOVA PROPOSTA DI LEGGE, ITALIA A RISCHIO: IL LABILE CONFINE TRA SCUOLE E OSPEDALI

NUOVA PROPOSTA DI LEGGE, ITALIA A RISCHIO: IL LABILE CONFINE TRA SCUOLE E OSPEDALI Bambini in perfetta salute a partire dalla scuola dell'infanzia potranno essere sottoposti a test nella lettura, nella scrittura e nel calcolo ed essere poi etichettati "affetti da dislessia, discalculia, disortografia…".

23/giu/2009 11.16.48 Davis Fiore Contatta l'autore

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Bambini in perfetta salute a partire dalla scuola dell’infanzia

potranno essere sottoposti a test nella lettura, nella scrittura e nel

calcolo ed essere poi etichettati “affetti da dislessia, discalculia,

disortografia…”. Risultato finale: nuovi pazienti che potrebbero andare

ad incrementare le entrate di “specialisti” preposti alla

somministrazione e alla valutazione dei test, incremento di persone

disabili nella nostra società e fallimento dell’istruzione e dell’

istituzione scolastica. Un nuovo disegno di legge sulla dislessia, già

approvato dalla Commissione Istruzione del Senato, a breve passerà alla

Camera. [1] Se dovesse superare il vaglio parlamentare, il diritto

all'istruzione sarà spazzato via da vincoli diagnostici soggettivi e

arbitrari. Difficoltà di lettura, di scrittura o di calcolo, saranno

ridefinite come “Disturbi Specifici di Apprendimento”, ossia malattie

psichiatriche, e in quanto tali suscettibili di trattamento. Un

business enorme, se si considera che il 3-5 per cento dei bambini sono

ritenuti "affetti" da DSA. [2] Studenti del tutto normali potrebbero

venire discriminati e finire su percorsi educativi alternativi, alla

stregua dei portatori di handicap (regolamentati dalla legge n. 104 del

5 febbraio 1992). Le valutazioni però sarebbero prive di valore

scientifico, essendo basate su una batteria di prove che non tengono in

nessun conto del percorso educativo-didattico degli alunni, del lavoro

svolto in classe, del contesto sociale in cui i bambini sono inseriti e

del loro rapporto con la famiglia. Quindi non esami diagnostici, ma

solo test e punteggi del tutto arbitrari. Come può un test univoco

determinare la reale difficoltà del bambino, che magari è ascrivibile a

difficoltà familiari o più semplicemente a una scarsa conoscenza della

lingua, o a una mancata comprensione della lingua stessa? Dietro a un

velo fatto di mistificazione e compassione, scopriamo celarsi un

allettante business: l'industria farmaceutica, che è penetrata in altri

ambiti, contagiando profondamente il settore educativo. E se un bambino

etichettato “dislessico” venisse considerato anche affetto da “ADHD”,

potrebbe essere sottoposto a una terapia psico-farmacologica. Tombola!

Nelle scuole americane gli psicologi sono passati dai 1000 del 1950 ai

10000 circa del 1990. Come scrive Bruce Wiseman: "Qualsiasi traccia

della psichiatria e della psicologia dovrebbe essere rimossa dalle

nostre scuole. Le scuole servono per imparare. Non servono per

esperimenti psichiatrici su giovani menti".

Davis Fiore



[1] http://mobile.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?

tipodoc=Ddlmess&leg=16&id=00423503&part=doc_dc&parse=no&toc=no&mobile=si&index=si

[2] http://www.diregiovani.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=4484







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