Flavio Cattaneo: a Terna due miliardi di euro di investimenti fermi.

06/lug/2009 12.36.34 Ufficio Stampa Extera Contatta l'autore

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Rapporto "Italia decide" su infrastrutture. Fini: manca coesione. Tremonti: problema non sono i soldi.

"E' ormai ineludibile superare la frammentazione e la confusione istituzionale, cause primarie del contenzioso giurisdizionale che blocca la realizzazione delle grandi opere infrastrutturali". Lo ha rilevato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, alla presentazione del rapporto dell'Associazione Italiadecide sulle politiche pubbliche per le infrastrutture di interesse nazionale, presente il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, il presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi, il presidente di "Italia Decide" Luciano Violante, il direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli, il Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani.

Le infrastrutture in Italia non sono bloccate per problemi finanziari ma per una serie di 'blocchi' a catena che interrompono la loro realizzazione. Anche se sono già finanziate. Ne è convinto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che ha specificato di partecipare come socio di Italia decide e non come Ministro. "Questo è un Paese dove un consiglio di quartiere blocca il comune, il comune la provincia, la provincia la regione. Poi arrivano i Verdi e bloccano tutto, a volte a ragione". Quindi "il problema non e' una questione di soldi. Lo può anche essere a volte ma questo effetto di blocco si presenta su un catalogo impressionante di opere già finanziate".

Oltre il 10% dei 16 miliardi di opere bloccate riguardano la rete elettrica: Flavio Cattaneo AD di Terna sottolinea che ci sono investimenti per 2 miliardi di euro fermi da anni, anche se qualcosa si sta muovendo. Si tratta dei progetti di sviluppo della rete elettrica presentati da Terna, che il Governo e il Parlamento stanno cercando di accelerare con il decreto legge anticrisi approvato venerdì dal Consiglio dei Ministri e il disegno di legge energia approvato dalla Camera e in attesa del via libera definitivo dal Senato.

Tra questi sono elencati 4 progetti strategici, grandi elettrodotti sia a nord sia sud del Paese, che da soli valgono circa 1,2 miliardi - dei 2 complessivi in attesa di autorizzazione - e già interamente finanziati senza oneri a carico dello Stato. Riassetto dell’area di Lodi (Chignolo Po– Maleo); Riassetto Province di Padova e Venezia (Dolo – Camin); collegamento Campania – Puglia (Benevento – Foggia); collegamento Sicilia – Calabria (Sorgente – Rizziconi)

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