Una Scientologist porta un messaggio in favore dei Diritti Umani al mondo

L'ufficio stampa della Chiesa di Scientology ha intervistato Mary per conoscere i risultati di tale impresa e sapere cosa l'ha ispirata.

13/lug/2009 18.39.22 Chiesa di Scientology di Milano Contatta l'autore

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 Una Scientologist porta un messaggio in favore dei Diritti Umani al mondo

E' durato otto settimane il Sesto Tour Mondiale Annuale dei Diritti Umani, guidato dall'educatrice Mary Shuttleworth, Scientologist e Vincitrice della Medaglia della Libertà  dell'International Association of  Scientologist. L'ufficio stampa della Chiesa di Scientology ha intervistato Mary per conoscere i risultati di tale impresa e sapere cosa l'ha ispirata.



Non solo è Presidente di Youth for Human Rights International, ma ne è anche la Fondatrice. Che cosa l'ha spinta a farlo?

"Da ragazza, crescendo nell'Africa del Sud dell'apartheid, ho vissuto in prima linea gli effetti devastanti della discriminazione e la mancanza dei più basilari diritti umani. Viaggiando ho realizzato che, discriminazione e condizioni simili alla schiavitù, potevano essere trovate ben oltre i confini del mio paese.  I bambini che non sanno di avere dei diritti fondamentali sono vulnerabili. Come educatrice sapevo che istruire gli allievi sui diritti umani sarebbe stato il primo passo per permettere loro di difendere e proteggere, non soltanto i propri diritti, ma anche quelli dei loro simili."

 

In meno di un decennio ha trasformato questa idea in un'organizzazione internazionale - Youth for Human Rights International (YHRI). Di quali risultati va più fiera?

"Del fatto di aver preso la  Dichiarazione  Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite (UDHR), un documento straordinario, e di aver trasformato questi diritti in un formato più semplice, sia scritto che su spot video, affinchè chiunque possa  istruirsi velocemente ed insegnarli a sua volta.  La  Dichiarazione  Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, un documento originariamente inteso per la gente, è finalmente disponibile alla gente."


Ha appena concluso il sesto Tour Mondiale Annuale dei Diritti Umani. In meno di due mesi, ha visitato dodici paesi. Perchè ha deciso di fare il tour mondiale dei diritti umani?

"I Diritti Umani non si possono insegnare in modo astratto: devi essere con la gente, affinché mettano questi diritti in relazione con i luoghi in cui vivono, studiano, lavorano e sognano. Niente sostituisce l'incontrarsi con la gente e l'interargire con loro.Viaggiando in diversi paesi posso vedere i problemi che devono affrontare nel quotidiano,  nonché gli sforzi notevoli che  devono mettere in atto per migliorare le condizioni esistenti. Un incontro faccia a faccia  ottiene più risultati che mesi di e-mail, telefonate o fax. Quest' anno il nostro Tour Mondiale ha avuto inizio negli Stati Uniti ed è continuato attraverso dodici paesi, a partire dal Mexico alle Barbados, Colombia ed Argentina nelle Americhe, per continuare nel Pacifico, in Australia e in Timor-Leste (East Timor). Siamo andati da li a Jordon nel Medio Oriente e in Russia e Svizzera, e infine in Africa con l'Uganda e il Sud Africa. Nell'arco di due mesi, con l'aiuto di volontari provenienti da tutto il mondo, abbiamo parlato con centinaia di leader nella società, incontrato migliaia di studenti a raggiunto milioni di persone attraverso i media, che ora conoscono l'esistenza dei 30 diritti."

Cosa distingue il tour di quest'anno?

"E stato sorprendente vedere il grande sostegno (in termini di quantità) che c'è stato in favore dei diritti umani, sono molti i leader consapevoli delle esigenze sociali, oltre ai singoli individui che hanno a cuore il soggetto, che stanno adottando il nostro programma. Funzionari delle Nazioni Unite, capi di stato, ministri dell'Educazione e molti altri, si sono assunti la responsabilità di insegnare i diritti umani alla nuova generazione non appena hanno realizzato quanto ciò fosse facile da realizzare. Abbiamo appreso le lezioni di vita più profonde, dalle tante meravigliose persone che lavorano duro per migliorare le condizioni esistenti, con risorse incredibilmente limitate e in condizioni di povertà e devastazione."

 

Che impatto sta avendo la vostra campagna oggi?

"Quando abbiamo cominciato nove anni fa, soltanto poche persone avevano sentito parlare della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Persino alcuni funzionari di alto livello che ho intervistato non sapevano qual fossero i loro diritti.  Oggi milioni di persone si stanno istruendo sul soggetto attraverso il lavoro di tutti coloro che stanno portando avanti questo programma."

Lei è una Scientologist - cosa ha a che fare questo con il fatto che ha scelto i "diritti umani" come soggetto per cui ha voluto creare un tale progetto?

"Ciò in cui credo è espresso nel Credo della Chiesa di Scientology, dove dice che "L'Uomo è fondamentalmente buono e tenta di sopravvivere; e questa sopravvivenza dipende da sé stesso, dai suoi simili e dal suo raggiungimento di uno stato di fratellanza con l'universo"  Ho visto tanta povertà, ed incontrato bambini indaffarati nel crescere il loro fratellini e sorelline dopo che genitori, famiglie e la società hanno voltato loro le spalle. Ho visto bambini morire di malattie che potrebbero essere evitate con la corretta prevenzione. Ho visto gli effetti di un diffusissimo analfabetismo nell'era dell'informazione, ed ho ascoltato eminenti studiosi che parlavano di diritti umani con freddo distacco dalla dura realtà che milioni di persone devono affrontare. Sono stata ispirata da L. Ron Hubbard che ha scritto: "I diritti umani devono diventare una realtà, non un sogno idealistico."

Che cosa emerge di più nel tour di quest'anno?

"Mi ha colpito il lavoro in trincea dei gruppi locali di Youth for Human Rights International, vederli in azione all'interno delle loro comunità mi ha sbalordito. Durante uno degli incontri che abbiamo avuto con degli alti funzionari mi sono sorpresa ad ascoltare le parole, sul soggetto dei diritti umani, di uno degli incaricati, parlava di come una gioventù informata possa aiutare i funzionari a risolvere i loro problemi. In quel paese hanno una maggioranza giovanile, più giovani che adulti. Ho notato il profondo impatto creato dalla sua competenza e dalla chiarezza con cui illustrava i miglioramenti che si possono ottenere insegnando i diritti umani ai giovani; e ne ero così incredibilmente orgogliosa!"

 

Qual'è il prossimo passo?

"Stiamo preparando il sesto Summit Internazionale di Youth for Human Rights International; raggruppare giovani da tutto il mondo per discutere di diritti umani e di come il loro insegnamento potrà aumentare la qualità di vita di giovani ed adulti. E stiamo già pianificando il Tour Mondiale del 2010. Il percorso esatto non è ancora stato delineato, ma stiamo elaborado una lista di Paesi e incontri che fa presagire, ancora una volta, un'ulteriore grande crescita per Youth for Human Rights International."

 

Ha un messaggio per chi legge questa intervista?

"E' facile insegnare i diritti umani. Ditelo ai vostri amici, familiari e vicini. Incoraggiateli ad insegnare i diritti umani. Noi siamo una organizzazione senza fini di lucro, ed abbiamo bisogno dell'aiuto di chi la pensa come noi – gruppi ed organizzazioni – che ci aiutino a raggiungere le persone in ogni angolo della Terra in modo che tutti possano imparare qualcosa sulla Dichiarazione Universale sui Diritti Umani e sui nostri diritti umani."

 



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