«Noi, ragazzi segregati nei college per evitare il contagio»

«Noi, ragazzi segregati nei college per evitare il contagio» La nuova influenza A Londra né piscina né uscite serali.

20/lug/2009 22.11.33 SIMS Contatta l'autore

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La nuova influenza A Londra né piscina né uscite serali. Il ministero del Welfare: consultare il medico prima di partire

«Noi, ragazzi segregati nei college per evitare il contagio»

LONDRA - «Da qui non si esce, giriamo col sapone antibatterico e ci laviamo le mani venti volte al giorno». In vacanza con la nuova influenza. Sedici anni, milanese, Gilberto è uno dei 160 ragazzi italiani arrivati il 6 luglio a Birmingham per un soggiorno studio alla Aston University. Qui si sono registrati due dei 48 casi di sospetta influenza A tra gli italiani in Gran Bretagna. «Per il primo l' ipotesi ormai è scartata - spiega al Corriere Martino Trapani, medico dello staff che ha accompagnato gli studenti - e il secondo è in isolamento, si tratta di una ragazza di sedici anni che terremo sotto controllo fino a domattina (oggi per chi legge, ndr). Se a 48 ore dall' insorgere dei sintomi la febbre persiste, dobbiamo avvertire un medico britannico che prescriva il ciclo di Tamiflu; non possiamo portare i casi sospetti in ospedale, per evitare di contagiare pazienti con altri problemi. La situazione è sotto controllo, abbiamo spiegato ai ragazzi come cautelarsi e loro sono tranquilli». Valentina, 17 anni, di La Spezia, la prende con filosofia: «Cerchiamo di vivere quest' esperienza con serenità». Più pragmatico Danilo, che arriva dalla provincia di Fermo: «L' importante è evitare i luoghi affollati, vorrei tranquillizzare i miei genitori in Italia». E c' è chi s' ingegna, come Diego, ultimo anno del liceo scientifico di Mondragone, provincia di Caserta: «Ho le mie posate personali, evito di toccare le porte con le mani o i pulsanti in ascensore». Pranzo e cena in piccoli gruppi per ridurre al minimo il rischio di contagio, niente piscina perché in acqua il virus contenuto nelle goccioline di tosse e starnuti si trasmetterebbe subito. Banditi Harrods, Torre di Londra e metropolitana nelle ore di punta per i 25 allievi della scuola media Fabrizio De André di Peschiera Borromeo, provincia di Milano, che dal 5 luglio studiano con 21 coetanei di San Giuliano Milanese al King' s College di Hampstead, Londra, da dove ripartiranno domani. «Dei nostri, 19 hanno presentato sintomi riconducibili alla nuova influenza, uno è in profilassi - dice la professoressa della De André Rita Vecchio -. I primi sei sono guariti con semplici antipiretici, gli altri hanno preso il Tamiflu. Nel secondo gruppo due ragazzi sono sotto terapia e tre in profilassi. È difficile distinguere la semplice influenza dalla nuova poiché i sintomi sono gli stessi e qui non fanno il tampone faringeo, quello che impressiona è la velocità del contagio. Il problema è stato trovare un medico, il sistema è in tilt». Casi sospetti tra italiani sono stati segnalati anche a Oxford e Norwich. Il nostro ministero del Welfare invita a consultare il medico prima di partire per l' estero. «Ci sono 60 milioni di persone terrorizzate», ha detto Laurence Buckman dell' Associazione Medici britannici. Sono 55 mila i nuovi casi nell' ultima settimana, 29 le morti ricondotte al virus H1N1 (sempre accompagnato da altre patologie). Ieri il quotidiano Evening Standard ha riportato la storia di Ruptara Miah, 39 anni, originaria del Bangladesh morta lunedì al Whipps Cross Hospital. Aveva appena partorito, il bambino è in terapia intensiva. Maria Serena Natale

Natale Maria Serena

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(18 luglio 2009) - Corriere della Sera

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