La disoccupazione. Il peggio deve arrivare?

27/set/2009 10.09.28 globalforex Contatta l'autore

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L’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) nel suo rapporto di questo mese, ha reso noto che con molta probabilità in Italia la grave crisi economica mondiale che si traduce con una vistosa perdita dei posti di lavoro, deve ancora arrivare.
Infatti, anche se in Italia il gravissimo problema della disoccupazione non si è manifestato durante la crisi, cosi vistosamente come negli altri stati europei, si prevede che nei prossimi mesi continuera a salire fino al termine del 2010.
L’attuale profonda crisi dei mercati finanziari si sta trasformando in tutto il mondo in crisi del mondo del lavoro.
In italia nel periodo antecedente la crisi c'era già una tra le piu basse percentuali di persone in età lavorativa che avevano un occupazione; con la crisi, è scesa ulteriormente di 0,9 punti percentuali, attestandosi al 57.4%.
Per l’Italia la stima a fine 2010 è di 1,124 milioni disoccupati in più rispetto al 2007, di cui oltre 850 mila in più rispetto al primo trimestre 2009, con un tasso di disoccupazione al 10,5%. Nel nostro paese a causa della crisi i giovani lavoratori e i precari avranno difficoltà a trovare un posto di lavoro piu degli altri.
Come in molti altri paesi europei i lavoratori con contratti di lavoro a termine e contratti atipici subiranno gran parte dell’aggiustamento occupazionale.
Nel nostro paese, secondo l’OCSE, la ripresa occupazionale sara decisamente piu lenta frenata dai dati delle retribuzioni. Nel 2006 e nel 2007 le retribuzioni in italia hanno avuto una crescita media , in termini reali, intorno all’0,1%.
Nei 30 paesi dell’area OCSE cosi come per la media dell’unione europea si è registarto un incremento dello 0,9%. Nell’area euro l’incremento dei salari si è portato intorno allo 0,8%. Questo evolversi delle retribuzioni con dinamiche diverse prosegue da oltre 10 anni.
La retribuzione annuale media in Italia calcolata ovviamente a parità di potere di acquisto con gli altri paesi era di circa 29.200 dollari nel 2007 contro i 39.700 dollari dell’aria OCSE e 33.500 dollari per l’unione europea e 35.000 dollari per l’area dell’euro e con una inflazione che ricomincia a crescere il potere d’acquisto potremme diminuire ulteriormente.
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