Specializzandi, protesta al ministero "Sfruttati e malpagati: ora basta"

Specializzandi, protesta al ministero "Sfruttati e malpagati: ora basta" Sono circa duemila gli specializzandi, giovani laureati in medicina ed iscritti alle diverse specializzazioni post-laurea, che hanno manifestato sotto il Ministero del Lavoro contro l'aumento dell'aliquota contributiva dal 17 attuale al 24% per rimpinguare le casse dell'Inps.

06/ott/2009 20.27.45 SIMS Contatta l'autore

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Sono circa duemila gli specializzandi, giovani laureati in medicina ed iscritti alle diverse specializzazioni post-laurea, che hanno manifestato sotto il Ministero del Lavoro contro l'aumento dell'aliquota contributiva dal 17 attuale al 24% per rimpinguare le casse dell'Inps. La controproposta è tenere l'aliquota al 17% e optare per l'Enpam quale ente previdenziale. "È una misura iniqua quella adottata dal ministero del Lavoro - sostiene Massimiliano Trapani, del Segretariato italiano medici e specializzandi - che serve solamente per rimpinguare le casse dell'Inps". In Italia sono circa trentamila gli specializzandi e mediamente lo stipendio è di 1.700 euro, di cui però il 35-40% se ne va "per la doppia tassazione - osserva Trapani - tra Inps e Enpam: oltre l'aspetto economico c'è anche un discorso di qualità che rivendichiamo in relazione all'inserimento sul mercato del lavoro". E a sostegno della lotta degli specializzandi si è mosso il presidente dell'Ordine dei medici e odontoiatri di Roma, Mario Falconi, secondo cui "gli specializzandi sono degli sfruttati, mal pagati, sottoposti ad orari di lavoro massacranti e per di più beffati oggi da una doppia contribuzione per cui con una mano gli si danno dei soldi e con l'altra gli vengono tolti". La critica severa di Falconi riguarda anche la "qualità del lavoro dei trentamila specializzandi in Italia. "Se questo Paese non è all'altezza di saper investire adeguatamente su questi giovani, sugli specializzandi in particolare, per i quali oltre che saper essere conta e molto il saper fare, non va da nessuna parte". E non a caso molti dirigono la loro attenzione ai Paesi europei, come ad esempio la Spagna, oppure sono direttamente arruolati nei vari ospedali inglesi dove senza problemi possono conseguire la loro specializzazione. "Dopo cinque anni di specializzazione - aggiunge Falconi - a questi giovani va assicurato un adeguato livello di qualità nel sapere già fare il proprio lavoro". Insomma, una lotta sia sul versante economico "no alla doppia contribuzione" ma anche sul versante del lavoro per una adeguata preparazione che coniughi il sapere, la conoscenza, con il fare. Alla fine è stata raggiunta una tregua. Il ministero ha infatti assicurato che manderà in tempi brevi una lettera all'Inps, al ministero dell'Economia e a quello dell'istruzione, chiedendo di 'congelare' il pagamento dell'aliquota previdenziale finchè non sarà presa una decisione finale. "Il direttore generale del ministero del Welfare, delegato alla previdenza - spiega Riccardo Casadei, presidente di Federspecializzandi - dopo aver discusso con noi tutti i vari punti del contratto, che andranno valutati con un tavolo congiunto, ci ha promesso la sospensione degli effetti della circolare Inps". La vertenza resta aperta. (16 dicembre 2008)
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