INFLUENZA ‘A’: AIOM, “SÌ AL VACCINO PER I PAZIENTI CON TUMORI SOLIDI IN CHEMIOTERAPIA”

INFLUENZA "A": AIOM, "SÌ AL VACCINO PER I PAZIENTI CON TUMORI SOLIDI IN CHEMIOTERAPIA" Milano, 13 novembre 2009 - Anche chi ha terminato le cure solo da sei mesi dovrebbe sottoporsi a misure preventiveno, 13 novembre 2009 - Anche chi ha terminato le cure solo da sei mesi dovrebbe sottoporsi a misure preventive "Il vaccino contro l'influenza "A" può essere somministrato anche ai pazienti oncologici in trattamento con chemioterapia, perché vanno considerati tra le categorie a rischio di complicanze delle vie respiratorie concomitanti alla sindrome influenzale".

13/nov/2009 16.00.37 Francy Antonioli Contatta l'autore

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Milano, 13 novembre 2009 – Anche chi ha terminato le cure solo da sei mesi dovrebbe sottoporsi a misure preventiveno, 13 novembre 2009 – Anche chi ha terminato le cure solo da sei mesi dovrebbe sottoporsi a misure preventive

“Il vaccino contro l’influenza ‘A’ può essere somministrato anche ai pazienti oncologici in trattamento con chemioterapia, perché vanno considerati tra le categorie a rischio di complicanze delle vie respiratorie concomitanti alla sindrome influenzale”. L’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) assume una posizione chiara sull’opportunità di sottoporre a vaccinazione le persone in cura per un tumore. “Può evitare le complicazioni che potrebbero derivare dal virus H1N1 – spiega il dott. Carmelo Iacono, presidente nazionale AIOM - e dovrebbe essere eseguita due o tre giorni prima del ciclo di chemioterapia, dopo aver verificato che l’emocromo sia nella norma, anche se non esistono dati chiari sulla sua efficacia in questi pazienti. Invece nei pazienti non vaccinati, se si presentano sintomi influenzali, vanno utilizzati gli antivirali”. Al bando però gli inutili e immotivati allarmismi. Le persone colpite da tumore devono vigilare nei confronti della nuova influenza così come nei confronti di qualsiasi altra patologia infettiva. Il virus A/H1N1 è più contagioso di quello stagionale, ma non è certo più pericoloso. Bisogna tenere presente che i pazienti oncologici sono persone più fragili, che, pur non rischiando più delle altre di ammalarsi, sono esposte a un maggior numero di complicanze una volta ammalate. È pertanto fondamentale discutere le misure precauzionali e l’eventuale vaccinazione con il medico curante e con l’oncologo. “Non è noto quale sia l’atteggiamento da tenere da chi ha finito da poco tempo la chemioterapia – conclude il dott. Marco Venturini, presidente eletto AIOM -, ma è ragionevole pensare che siano da considerare a rischio coloro i quali si siano sottoposti a chemioterapia nei sei mesi precedenti. Queste raccomandazioni sono adeguate solo per i pazienti con tumori solidi, escludendo quelli colpiti da malattie oncoematologiche e linfomi. È importante quindi valutare ciascun caso, anche perché ci troviamo di fronte a un’influenza e a un vaccino nuovi, di cui sappiamo ancora poco”.

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