Lega Tumori: la prevenzione al sud registra ancora gravi ritardi

Lega Tumori: la prevenzione al sud registra ancora gravi ritardi I dati riguardanti la mortalità per tumore a Napoli, Caserta e Taranto hanno registrato negli ultimi dieci anni una percentuale superiore rispetto alle altre regioni del mezzogiorno.

30/nov/2009 17.21.09 LILT - Comitato regionale della Campania Contatta l'autore

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I dati riguardanti la mortalità per tumore a Napoli, Caserta e Taranto hanno registrato negli ultimi dieci anni una percentuale superiore rispetto alle altre regioni del mezzogiorno. Non sono solo queste tre città a registrare un aumento delle neoplasie, ma tutto il sud. Se all’aumento dell’inquinamento era stata attribuito la causa principale di queste performance negative, successivamente è stato riconosciuto che i motivi ascrivibili a questo incremento sono riconducibili anche a: cattiva qualità della vita, standard di assistenza non sempre sufficienti, la poca attenzione alla prevenzione e alla nutrizione.
In questa situazione di sofferenza che coinvolge i territori al di là del Garigliano, che ancora accusano un gap evidente con le regioni del nord del paese, bisogna allo stesso tempo menzionare anche molte realtà positive. Tra queste ci sono centri di eccellenza come l’Istituto “G. Pascale” di Napoli e le associazioni operanti nel campo oncologico come la LILT, che lavorano sinergicamente con le istituzioni e sono diventate un importante punto di riferimento per i cittadini.
Questi sono i principali temi discussi nel convegno, del 27 e 28 Novembre a Napoli presso l’Hotel Montespina, promosso dal prof. Maurizio Montella commissario del Comitato regione Campania della LILT e dall’Istituto Tumori di Napoli.
“Il momento più difficile per i pazienti oncologici – sostiene Maurizio Montella – rimane quello che segue l’avvenuta diagnosi: quando bisogna scegliere lo specialista e la struttura a cui rivolgersi. In questa fase di estrema fragilità psicologica è importante per il paziente disporre di informazioni corrette, per attuare la migliore strategia terapeutica. E’ fondamentale rivolgersi a strutture specializzate capaci di erogare servizi mirati come il supporto psicologico, l’assistenza domiciliare che non sempre vengono garantite dalle strutture periferiche”.
Montella si è poi soffermato sulla mortalità e sopravvivenza per tumori illustrando le differenze tra sud e nord. “Il numero di nuovi casi –continua l’epidemiologo – è inferiore, l’intera provincia di Napoli, però, registra tassi di mortalità superiori al dato nazionale (339, 5 contro 305, 6 nei maschi e 213,5 contro 206,2 nelle femmine, ogni 100.000 abitanti). La mortalità nella regione Campania nel complesso è inferiore: 298 nei maschi e 190 nelle femmine. Il dato maggiormente differente rispetto al dato nazionale è la sopravvivenza per tumori. Una stima del dato globale per tutti i tumori riferito al confronto nord – sud indica una sopravvivenza a cinque anni del 33% nei maschi contro un dato medio italiano del 40%, nelle femmine si riscontra una percentuale del 50% nel sud contro il 59% in Italia”.
L’incidenza dei tumori nel mezzogiorno non è collegata esclusivamente alle condizioni ambientali, ma anche ad altri fattori quali la scarsa prevenzione come ha sottolineato l’epidemiologa Anna Crispo della “Fondazione G. Pascale” che si è soffermata in particolare sul carcinoma della mammella. “Fattori socio – demografici come l’età e la bassa istruzione, il tipo di medico (diverso dal senologo) e soprattutto il fatto di accorgersi del tumore casualmente e non attraverso una mammografia preventiva aumenta i tempi per la diagnosi del cancro alla mammella, peggiorando il quadro prognostico. E’importante, invece, sapere che affidandosi ad un team di esperti il momento della diagnosi sarà sicuramente tempestivo e di grande utilità per la salute fisica e mentale della paziente”.
Sulla prevenzione e sul ruolo che la Lega Tumori deve recitare sul territorio ha parlato il presidente nazionale della LILT Francesco Schittulli. “Nel meridione dobbiamo cominciare a fare squadra fin da subito. Dobbiamo smetterla di piangerci addosso. Esiste, è vero, un problema di distribuzione di risorse, ma dobbiamo anche riconoscere che al nord la sanità funziona meglio non solo per una questione di soldi”. Riguardo alla prevenzione Schittulli ha aggiunto: “La guaribilità di molte neoplasie si può ottenere con l’anticipazione diagnostica: la scoperta di un piccolo tumore al colon – retto, mammella, prostata, cavo orale può essere curata con una percentuale di successo vicina al 100%”. Schittulli ha poi concluso l’intervento facendo un passaggio sugli O.P.I.S. “L’importanza di questi centri è indiscutibile. Come nella vita, così nel rapporto che ho con i miei pazienti ho sempre spinto a guardare al futuro con fiducia. Per questo vorrei che negli O.P.I.S. ci fossero anche divisioni dedicate alla prevenzione e alla diagnosi proprio per dare un segnale di speranza ai degenti”.
Gli sforzi che la Lega Tumori dedica quotidianamente a diagnosi, assistenza, ricerca non sono diretti unicamente agli adulti, ma anche ai più giovani come ha illustrato nel suo intervento il presidente della LILT Napoli Adolfo Gallipoli. “Da anni facciamo informazione nelle scuole. In quanto, siamo convinti, che da lì bisogna cominciare per raggiungere un buon grado di prevenzione e salvare in questo modo tante vite”. Gallipoli ha poi parlato anche della situazione economica della Lega. “La LILT di Napoli nel 2008 ha usufruito di appena un 5% di sovvenzioni pubbliche (la regione Campania, ndr) con un contributo di 78.000 euro, il resto lo abbiamo ottenuto da enti, fondazioni, banche e privati. La Lega, perciò, si muove e cammina da sola senza pesare sul bilancio delle istituzioni”.
 Le conclusioni del convegno sono state fatte dal commissario regionale LILT della regione Campania Maurizio Montella. Che ha ringraziato i tanti volontari della Lega, molti presenti alla tavola rotonda, che gratuitamente e quotidianamente svolgono con il loro lavoro un’opera di assistenza preziosa per tanti cittadini e anche per gli immigrati spesso avulsi dal contesto sociale. “Le regioni del sud hanno centri di eccellenza, ma il sistema nel suo complesso risulta gravemente compromesso: basti pensare ad alcuni esempi quale l’adesione agli screening oncologici, l’assistenza domiciliare, i registri tumori, la carente distribuzione dei centri di radioterapia, le attività di prevenzione primaria e secondaria. In tale contesto la LILT può giocare un ruolo di rilevanza, almeno in quei settori (prevenzione primaria e secondaria) che la vedono tradizionalmente operare, e a cui afferiscono le competenze e le professionalità degli operatori della LILT stessa”. 
                             
                    L’addetto stampa
 
                   Riccardo Gambrosier      
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