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La poetica del nudo – Ferrara Castello Estense, 21 Gennaio/1 Febbraio 2006

 

Valorizzare le più affascinanti e disparate sfumature artistiche ponendo l’attenzione sulla rielaborazione del nudo e della nudità nell’arte contemporanea: questo l’intento della mostra “La poetica del nudo” che il 21 Gennaio prossimo aprirà i battenti nelle sale  museali del fiabesco Castello Estense di Ferrara. L’idea nasce dall’iniziativa dell’Associazione Culturale “Ferrara Pro Art” e dalla Galleria d’Arte Contemporanea Sekanina con il Patrocinio dell’Amministrazione Provinciale e del Comune di Ferrara.

 

Il “nudo” è una delle categorie più proficue e prestigiose dell'arte; tra eros, amore e sanità del corpo, essa accompagna la storia dell'uomo sin dall'antichità. La storia ci svela che la scelta di raffigurare il corpo svestito è sempre stata privilegiata sia dall’iconografia profana sia da quella sacra. La prima traeva ispirazione principalmente dalla mitologia antica, la seconda dai martiri e dai Santi cristiani che, per vicende della loro esistenza o per tradizione, potevano essere visti nella loro nudità (si pensi alla Maddalena o a San Sebastiano…).

In ogni epoca, infatti, è possibile ravvisare il compiacimento per la rappresentazione realistica o espressionistica del nudo, nonostante la ciclica presenza di menti e atmosfere castigate.

Lo scorrere dei secoli e delle varie correnti artistiche  hanno visto l’affermazione del nudo come soggetto artistico e autonomo.

In particolar modo nella cultura europea degli ultimi decenni del diciannovesimo secolo, dopo un periodo relativamente “puritano”, un nuovo impulso alla raffigurazione aperta e pubblica del nudo è promosso dal revival della tradizione neoclassica, grazie all’estrema flessibilità dell’ideale antico che si presta a sostenere, oltre alle interpretazioni della mitologia e delle scene sacre, anche nuove emergenti visioni della mascolinità e della femminilità. Dal nudo “puritano”, la necessità, da parte di artisti e fruitori, di un nudo moderno, urbano, naturale.

 

Nella società di oggi i nudi sono ormai consueti e ordinari. La televisione pullula di gestualità equivoche e, gli atteggiamenti vezzosi, volti a coprire alcune parti del corpo, sono ormai considerati, dai più, stilemi del passato. Più la cultura dell’intrattenimento si nutre di indiscrezioni, più il nudo è richiesto ed accettato nelle sue forme più spontanee e aperte.

Ecco che la fruizione di un corpo svelato diventa un intrattenimento piacevole, un percorso di scoperta intima che conduce l’io a ritrovare le proprie radici. Un viaggio che ci conduce alla riappropriazione della nostra prima esistenza.

 

La manifestazione artistica vuole fare il punto della situazione italiana su questo tema con un occhio attento alle nuove tendenze ed a quanto di “emergente” può esserci in questo momento nel panorama artistico nazionale. Innovazione ed originalità si mescoleranno sia nell’affrontare il tema della nudità con tutte le implicazioni poetiche ed etiche che la riguardano, sia nella scelta delle tecniche utilizzate che dimostrano un’attenzione particolare verso le nuove tecnologie inserite come parte integrante dell’espressione artistica.

Protagonisti della rassegna saranno: Pier Toffoletti, Pio Breddo, Nico Venzo, Attis (Alessia Scannavacca), Giuseppe Borrello, Giuseppe De Astis, Roberto Furlan, Cristina Mavaracchio, Gianni Favaro, i fotografi Damiano Calì e Guido Daniele, Simone Galimberti, Domenico Cocchiara, Walter Iagnocco, Massimo Costantino, Scegle (Egle Scerelli), Marina Frolova, Giancarlo Piranda, Franco Cecconi, Davide Dall’Osso, il fotografo Giovanni Alfieri, Daniela Veronese, Giulia Giovannelli Vakalis, Olimpia Mannino.  

 

In occasione dell’esposizione l’Associazione Ferrara Pro Art ha curato l’edizione di un catalogo digitale su compact disc.

La mostra rimarrà aperta dal 21 Gennaio al 1 Febbraio 2006, dal lunedì alla domenica dalle 10 alle 17. L’ingresso è libero.

 

 

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Symbolica - 19 Novembre 2005 - Castello Estense - Ferrara Sat, 05 Nov 2005 11:04:08 +0100 http://www.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/16709.html http://www.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/16709.html Mnemosyne Press Service Mnemosyne Press Service

 “SYMBOLICA” (19 – 27 Novembre 2005)

VERNICE: 19 Novembre 2005 ore 17.00

Ferrara, Castello Estense,

Sala dell’Imbarcadero

 

Dopo aver ospitato le opere di trenta pittori realisti, con la mostra Realtà ed emozione (Omaggio a Camille Corot), le sale dell’Imbarcadero del Castello Estense, dal 19 al 27 Novembre 2005, accoglieranno le espressioni d’arte di Symbolica. L’intento degli organizzatori della mostra, l’Associazione Ferrara Pro Art, è quello di ampliare e approfondire la conoscenza delle complesse simbologie contemporanee omaggiando Ferrara, città dalle  fondamenta intrise di affascinanti simbolismi.

 

Mentre si cammina per le vie della città, infatti, non è difficile notare sulle porte delle abitazioni più antiche il sigillo di San Bernardino da Siena, un monogramma che assume a Ferrara una particolare importanza poiché considerato un vero e proprio talismano contro il male.

Ma una complessa simbologia, di difficile interpretazione, è presente anche all’interno del programma scultoreo della facciata del Duomo, nonché negli affreschi di Palazzo Schifanoia, in modo particolare nella fascia astrologica che, pare, abbia trovato in Pellegrino Prisciani, astrologo alla corte estense, il suo vero ideatore.

Ovunque, a Ferrara, si scoprono i motti e le imprese della grande dinastia degli Este, marchi e simboli indelebili che, nel loro silenzio,  accompagnano, deliziano e inquietano, da secoli, il girovagare dei visitatori.

 

Le immagini di Symbolica vogliono essere anelli di congiunzione tra il passato, la storia magica della città e il presente, per avviare, così, una familiarizzazione  con uno dei concetti più dibattuti nella storia della cultura occidentale: quello, appunto,     di         simbolo.
Nel simbolo si rivela la complessità dello spirito dell'uomo moderno che ha bisogno di esprimersi attraverso idonei mezzi stilistici atti a sondare gli aspetti nascosti e latenti della realtà; i segreti del cosmo e della vita, sembrano risiedere, soprattutto nei suoi aspetti più difficili e inspiegabili, nei meandri dell’ordinario. Conseguentemente, la traduzione di tale complessità ha bisogno di simboli, di un alfabeto segnico, dalle proprietà evocative, chiavi nascoste dell'essere, per scoprire, nel particolare, l'universale, nel visibile, l'invisibile.

E l’arte è sempre stata luogo privilegiato per il simbolo, unione di dati sensoriali e spirituali,  lente del mondo sensibile e di quello invisibile, sintesi tra spirito e sensi.  

 

La pittura delle tele esposte è di carattere ludico, informale, surreale, costruita ed elaborata, talvolta, con materiali di recupero. Gli artisti aspirano alla trascendenza proponendo un raffinamento dei procedimenti dell’arte fino all’estenuazione, creando, di conseguenza, un nuovo e intrigante paesaggio simbolico.

 

Alla mostra partecipano artisti provenienti da ogni parte d’Italia e anche dall’ Estero, tra cui Massimo Bardi, autodidatta, dedito all’arte figurativa e paesaggistica; Pino Valenti, autore di opere in legno naturale; Massimo Luini, pittore che elegge la forma astratta dai forti cromatismi; Fabrizio Pavan, amante degli oggetti che richiamano il passato; Maria Luisa Franchin, pittrice, con l’olio su tela ottiene effetti particolari di colori e di luce; Cinzia Morini, pittrice, predilige i colori acrilici e materiale vario; Laura Rondini, scultrice di opere in terracotta; Elena Fontanesi, pittrice di realtà trasfigurate dal sogno e dalla fantasia; Stefania Sbarbati,  maestro d’arte, vincitrice della II° Biennale 2004 organizzata da Pro Art; Aziz Elhihi, pittore nato in Marocco che vive in Svizzera, autodidatta, espone le sue opere in mostre personali e collettive anche all’Estero; Luciano Schiavi, sperimentatore di  diverse tecniche e materiali; e ancora Laura Casini, versatile in tutti i campi della pittura; Isabella Bai, la pittrice degli alberi; Freeman (Franca e Matteo), che lavorano entrambi su uno stesso tema offrendo diverse interpretazioni; Gaspare Gisone, abile modellatore di lamiere d’oro; Deisa Centazzo, pittrice e stilista; Tina Lupo, insegnante di scultura, arti visive e scultrice; Maurizio Fini, amante e conoscitore della cultura orientale. Ad essi si aggiungono Angelo Magnabosco, scultore dalle multiformi opere e la straordinaria pittura di Michela Ianese e Ferruccio Mora.

 

La mostra, che sarà patrocinata dal Comune e dall’Amministrazione Provinciale di Ferrara vede un comitato scientifico composto da: Michele Govoni, Francesca Mariotti, Paolo Orsatti, Simona Bergami e Matteo Andreolini e sarà completata dalla pubblicazione di un catalogo che raccoglierà, oltre ai testi critici, le opere e i dettagli di ogni artista partecipante.

L’esposizione rimarrà in parete fino a domenica 27 Novembre , ed è aperta tutti i giorni dalle 9,30 alle 17 ad ingresso libero.

 

 

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