Comunicati.net - Comunicati pubblicati - benerwanda Comunicati.net - Comunicati pubblicati - benerwanda Sat, 28 Mar 2020 20:03:51 +0100 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://www.comunicati.net/utenti/2610/1 7 aprile giornata internazionale genocidio Rwanda Sat, 05 Apr 2008 12:49:00 +0200 http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/54392.html http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/54392.html benerwanda benerwanda GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA MEMORIA DEDICATA AL 14° ANNIVERSARIO DEL GENOCIDIO DEL RWANDA
  
In occasione della giornata internazionale della memoria per le vittime del  genocidio del Rwanda, il giorno lunedì 7 aprile 2008 alle ore 10 presso il Liceo Renzo Levi di Roma in Via del Portico d’Ottavia 73, l’associazione Bene-Rwanda Onlus e la Comunità Ebraica di Roma organizzano una tavola rotonda sulla storia e sull’attualità del genocidio rwandese del 1994 con la presenza di ospiti autorevoli:
  
  1. Yolande Mukagasana, scrittrice sopravvissuta del genocidio, “Menzione Onorevole” Unesco per l’educazione alla Pace
  2. Francesco Rutelli, vicepresidente del Consiglio
  3. Renzo Gattegna, presidente dell’Ucei
  4. Françoise Kankindi, presidente della Onlus Bene-Rwanda
  5. Riccardo Pacifici, vicepresidente della Comunità Ebraica romana
 Saranno presenti i membri della Comunità dei rwandesi in Italia e della Onlus Bene-Rwanda, testimoni diretti degli avvenimenti dell’ultimo cinquantennio in Rwanda.
 
 
Bene-Rwanda Onlus
Via G. Mengarini 41 00149 Roma
Cell. 329 3003293
 
Ufficio Stampa
Cell. 328 6334318
Cell. 347 7692931
 
 
Nell’estate del 1994, mentre l’attenzione mediatica internazionale era concentrata sui mondiali di calcio negli Stati Uniti, in Rwanda si consumava una delle più grandi tragedie della storia moderna: nel giro di tre mesi, tra il 6 aprile e il 19 luglio 1994, un milione di cittadini Tutsi e Hutu moderati venivano trucidati dagli estremisti appartenenti alla maggioranza Hutu. Un omicidio ogni dieci secondi avveniva sotto gli occhi indifferenti della comunità internazionale che ignorò le invocazioni d’aiuto del Generale Dallaire, comandante della missione di pace dell’Onu.
 
La Onlus Bene-Rwanda, che in lingua Kinyarwanda significa “figli del Rwanda”, è stata fondata ed è diretta da cittadini rwandesi residenti in Italia e ha l’obiettivo di conservare e valorizzare la memoria dei tragici avvenimenti che colpirono il popolo rwandese nel 1994 diffondendo al contempo gli strumenti per riconoscere i segnali premonitori al formarsi di una “cultura del genocidio”.
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2 febbraio Giornata Memoria Rwanda Comune Roma Wed, 30 Jan 2008 15:20:00 +0100 http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/50909.html http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/50909.html benerwanda benerwanda SABATO 2 FEBBRAIO 2008, ORE 15.00

GIORNATA DELLA MEMORIA DEDICATA AL GENOCIDIO DEL RWANDA

 

 

Il giorno sabato 2 febbraio 2008 alle ore 15 presso la Casa della Memoria e della Storia del Comune di Roma in Via San Francesco di Sales 5 (Trastevere), l’associazione Bene-Rwanda Onlus organizzerà una serie di attività per la commemorazione del genocidio dei tutsi rwandesi del 1994 nell’ambito delle iniziative attorno alla Giornata della Memoria.

                         

In programma l’apertura di una tavola rotonda riguardo la storia e l’attualità del genocidio rwandese del 1994 con la presenza di ospiti autorevoli:

 

 

  1. Yolande Mukagasana, sopravvissuta del genocidio, autrice del libro La morte non mi ha voluta, premiata con la “Menzione Onorevole” Unesco per l’educazione alla Pace.
  2. Federico Marchini, giornalista, corrispondente dal Rwanda nel1994 durante l’esecuzione dei massacri, ha pubblicato la storia del salvataggio della piccola Yvonne Ingabire.
  3. Yvonne Ingabire, sopravvissuta al genocidio, vive e studia attualmente in Italia.
  4. Maria Laura Mastrogiacomo, medico pediatra impegnata da oltre 25 anni in Africa presente in Rwanda nella primavera del 1994.
  5. Françoise Kankindi, presidente della Onlus Bene-Rwanda.

 

Moderatore il Console onorario del Rwanda in Italia dott. Francesco Alicicco.

 

L’evento si avvale del patrocinio dell’Ufficio del Consigliere Delegato per la Memoria Storica del Comune di Roma, Introduce alla giornata il Delegato alla Memoria Alessandro Portelli.

 

Saranno presenti i membri della Comunità dei rwandesi in Italia e della Onlus Bene-Rwanda, testimoni diretti degli avvenimenti dell’ultimo cinquantennio in Rwanda. Prevista la partecipazione dell’associazione Kanimambo.

 

 

I TESTIMONI RACCONTANO: LA STORIA DI KAZUNGU

Il genocidio del Rwanda si può raccontare in molti modi e da prospettive differenti per cercare di descrivere al meglio la complessità  di una delle grandi tragedie della storia contemporanea.

 

Oggi, a ridosso della giornata della memoria 2008, vogliamo raccontare il genocidio del Rwanda attraverso due testimoni che vissero gli avvenimenti della primavera del 1994, loro malgrado, da protagonisti. Un protagonista italiano e una protagonista ruandese la cui storia può spiegarci molto di più di tanti libri di testo.

 

Federico Marchini è, nell’aprile del 1994, l’unico giornalista italiano presente in Rwanda. I suoi reportage da Kigali e dalle zone dove si compiono i maggiori massacri miscelano, in un inquietante equilibrio, l’informazione giornalistica alla disperata richiesta d’aiuto. Un grido che si perde nel vuoto dell’arido magma mediatico occidentale.

 

Yvonne ‘Kazungu’ Ingabire nel 1994 è una bambina tutsi che, in seguito alla scomparsa della sua famiglia, si ritrova abbandonata a se stessa. Si incolonnerà dietro l’esercito di profughi che stanno lasciando il Rwanda inconsapevole, data la sua giovane età, di aver scelto la direzione sbagliata: gli spazi d’accoglienza del Congo dove si rifugia ospitano gli stessi estremisti Hutu responsabili dei massacri.

 

E’ a questo punto che le storie del giornalista italiano e della bambina rwandese si intrecciano. Oggi, in un momento storico in cui è sempre più impellente la necessità di raccontare storie di guerra e di umanità, i due protagonisti tornano ad incontrarsi per parlare della loro singolare vicenda.

 

 

Nell’estate del 1994, mentre l’attenzione mediatica internazionale era concentrata sui mondiali di calcio negli Stati Uniti, in Rwanda si consumava una delle più grandi tragedie della storia moderna: nel giro di tre mesi, tra il 6 aprile e il 19 luglio 1994, un milione di cittadini Tutsi e Hutu moderati venivano trucidati dagli estremisti appartenenti alla maggioranza Hutu. Un omicidio ogni dieci secondi avveniva sotto gli occhi indifferenti della comunità internazionale che ignorò le invocazioni d’aiuto del Generale Dallaire, comandante della missione di pace dell’Onu.

 

La Onlus Bene-Rwanda, che in lingua Kinyarwanda significa “figli del Rwanda”, è stata fondata ed è diretta da cittadini rwandesi residenti in Italia e ha l’obiettivo di conservare e valorizzare la memoria dei tragici avvenimenti che colpirono il popolo rwandese nel 1994 diffondendo al contempo gli strumenti per riconoscere i segnali premonitori al formarsi di una “cultura del genocidio”.

 

 

www.benerwanda.org

 

Bene-Rwanda Onlus

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Ufficio Stampa

Cell. 328 6334318

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Roma 4 aprile giornata internazionale vittime Rwanda 1994 Sat, 31 Mar 2007 01:11:00 +0200 http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/36883.html http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/36883.html benerwanda benerwanda                                                                                                                                         

                                                                     

 

4 APRILE 2007: GIORNATA INTERNAZIONALE  DEDICATA ALLE VITTIME DEL GENOCIDIO DEL RWANDA

 

                                                                                             

Il giorno 4 aprile 2007 a partire dalle ore 17 presso la Casa della Memoria e della Storia del Comune di Roma in Via Francesco de Sales 5 (Trastevere), l’associazione Bene-Rwanda Onlus organizzerà una serie di attività per la giornata internazionale dedicata alla memoria delle vittime del genocidio del Rwanda del 1994 con i patrocini di: Nazioni Unite, Comune di Roma, Provincia di Roma.

 

Durante la giornata verrà inaugurata la mostra fotografica di Medici Senza Frontiere Le ferite del silenzio (di Yolande Mukagasana con le foto di Alain Kasinierakis) presso la sala delle esposizioni della stessa Casa della Memoria e della Storia del Comune di Roma. La mostra, che ha già ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, durerà fino a sabato 7 aprile e racconterà in dettaglio la storia del genocidio del 1994 attraverso le immagini. In sottofondo all’esibizione fotografica si potrà ascoltare una selezione di musica tradizionale rwandese.

 

In commemorazione delle vittime del genocidio del Rwanda, che iniziò il 7 aprile del 1994, si aprirà una Tavola Rotonda orientata principalmente sui racconti dei sopravvissuti e dei testimoni diretti attualmente residenti in Italia:

 

  1. Daniele Scaglione, già presidente di Amnesty International Italia, esponente di Action Aid e autore del libro Istruzioni per un genocidio - Rwanda: cronache di un massacro evitabile 
  2. Albert Gakwaya, psicologo rwandese sopravvissuto al genocidio e attualmente residente in Italia
  3. George Gatera, economista rwandese sopravvissuto al genocidio e attualmente residente in Italia
  4. La presidente della Onlus Bene-Rwanda, dott.sa Françoise Kankindi

 

Moderatore il Console onorario del Rwanda in Italia dott. Francesco Alicicco.

 

Presenti in sala il Consigliere Delegato per la Memoria Storica del Comune di Roma, professor Sandro Portelli, che introdurrà la giornata, l’Assessore alle Politiche Educative e Scolastiche del Comune di Roma dott.sa Maria Coscia, il presidente dell’Associazione “Ponte della memoria”, Giovanni Miglioli,  il presidente della Comunità rwandese di Roma, Jean-Pierre Ruhigisha.

 

In programma l’esibizione del cantante rwandese-zairese Bryan Musa componente dell’ensemble Artale Afro Percussion Band formata da musicisti provenienti da diversi paesi africani.

 

Durante l’incontro avverrà la presentazione della Onlus Bene Rwanda, del suo sito internet www.benerwanda.org.  Saranno inoltre distribuiti materiali informativi sul genocidio del Rwanda. Presenti all’evento i membri della Comunità dei rwandesi in Italia e della Onlus Bene-Rwanda, testimoni diretti degli avvenimenti dell’ultimo cinquantennio in Rwanda che costrinsero molte persone a rifugiarsi all’estero e che portarono alla pianificazione e all’esecuzione del genocidio del 1994.

 

 

 

Nell’estate del 1994, mentre l’attenzione mediatica internazionale era concentrata sui mondiali di calcio negli Stati Uniti, in Rwanda si consumava una delle più grandi tragedie della storia moderna: nel giro di tre mesi, tra il 6 aprile e il 19 luglio 1994, un milione di cittadini appartenenti all’etnia minoritaria Tutsi veniva trucidata dagli estremisti Interahamwe appartenenti alla maggioranza Hutu che non risparmiarono neanche i tanti moderati appartenenti alla propria stessa etnia. Un omicidio ogni dieci secondi avveniva sotto gli occhi indifferenti della comunità internazionale che ignorò le invocazioni d’aiuto del Generale Romeo Dallaire, comandante della missione di pace dell’Onu.

 

La maggior parte degli organi d’informazione preferì riferire di un semplice “scontro tribale tra selvaggi”. Ma la realtà era un’altra, intricata e profonda, e aveva a che vedere principalmente con la complessità dell’eredità post-coloniale. Isolare e studiare questo sistema è da considerarsi prioritario nella convinzione che tale operazione possa servire a non dimenticare la tragedia del Rwanda e a permettere di riconoscere i segnali premonitori di imminenti catastrofi umanitarie a livello planetario. L’urgenza e l’attualità dell’approfondimento di un dibattito sulla “cultura del genocidio” da un punto di vista storico e culturale è dimostrata dai crudeli fatti che continuano a insanguinare l’Africa in questo stesso momento.

 

La Onlus Bene-Rwanda, che in lingua Kinyarwanda significa “figli del Rwanda”, è stata fondata ed è diretta da cittadini rwandesi residenti in Italia e ha l’obiettivo di conservare e valorizzare la memoria dei tragici avvenimenti che colpirono il popolo rwandese nel 1994 diffondendo al contempo gli strumenti per riconoscere i segnali premonitori al formarsi di una “cultura del genocidio”. Di conseguenza le attività dell’associazione sono basate sulla valorizzazione di aspetti culturali e umanitari: la divulgazione di un’informazione aggiornata e di qualità sugli avvenimenti del passato e del presente rwandese e la difesa dei diritti umani rappresentano i principali strumenti di cui intende avvalersi il gruppo di lavoro Bene-Rwanda.

 

La nostra filosofia si basa sulla convinzione che la condanna dei “colpevoli” non sia l’unico modo per ottenere giustizia; il nostro impegno è quello di portare sul banco degli imputati la genesi di un sistema capace di produrre un milione di morti in soli tre mesi. Attraverso lo studio e l’analisi di quella “cultura del genocidio”, che maturò in Rwanda attraverso molti anni, intendiamo riconoscere all’uomo le sue capacità critiche e dotarlo degli strumenti per riconoscere i segnali premonitori di imminenti tragedie umanitari.

 

 

 

 

                                                    www.benerwanda.org

 

Ufficio Stampa                                                                    Francoise Kankindi

press@benerwanda.org                                                      Presidente Onlus Bene-Rwanda

tel. 328 6334318                                                                     francoise.kankindi@benerwanda.org

                                                                                              tel. 329 3003293

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Via del Forte Portuense 16  00149 Roma

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Roma 4 aprile 2007 Giornata Internazionale Rwanda 1994 Sat, 31 Mar 2007 01:11:00 +0200 http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/36886.html http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/36886.html benerwanda benerwanda 4 APRILE 2007: GIORNATA INTERNAZIONALE  DEDICATA ALLE VITTIME DEL GENOCIDIO DEL RWANDA

 

                                                                                             

Il giorno 4 aprile 2007 a partire dalle ore 17 presso la Casa della Memoria e della Storia del Comune di Roma in Via Francesco de Sales 5 (Trastevere), l’associazione Bene-Rwanda Onlus organizzerà una serie di attività per la giornata internazionale dedicata alla memoria delle vittime del genocidio del Rwanda del 1994 con i patrocini di: Nazioni Unite, Comune di Roma, Provincia di Roma.

 

Durante la giornata verrà inaugurata la mostra fotografica di Medici Senza Frontiere Le ferite del silenzio (di Yolande Mukagas! ana con le foto di Alain Kasinierakis) presso la sala delle esposizioni della stessa Casa della Memoria e della Storia del Comune di Roma. La mostra, che ha già ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, durerà fino a sabato 7 aprile e racconterà in dettaglio la storia del genocidio del 1994 attraverso le immagini. In sottofondo all’esibizione fotografica si potrà ascoltare una selezione di musica tradizionale rwandese.

 

In commemorazione delle vittime del genocidio del Rwanda, che iniziò il 7 aprile del 1994, si aprirà una Tavola Rotonda orientata principalmente sui racconti dei sopravvissuti e dei testimoni diretti attualmente residenti in Italia:

 

  1. Daniele Scaglione, già presidente di Amnesty International Italia, esponente di Action Aid e autore del libro Istruzioni per un genocidio - Rwanda: cronache di un massacro evitabile 
  2. Albert Gakwaya, psicologo rwandese sopravvissuto al genocidio e attualmente residente in Italia
  3. George Gatera, economista rwandese sopravvissuto al genocidio e attualmente residente in Italia
  4. La presidente della Onlus Bene-Rwanda, dott.sa Françoise Kankindi

 

Moderatore il Console onorario del Rwanda in Italia dott. Francesco Alicicco.

 

Presenti in sala il Consigliere Delegato per la Memoria Storica del Comune di Roma, professor Sandro Portelli, che introdurrà la giornata, l’Assessore alle Politiche Educative e Scolastiche del Comune di Roma dott.sa Mar! ia Coscia, il presidente dell’Associazione “Ponte della memoria”, Giovanni Miglioli,  il presidente della Comunità rwandese di Roma, Jean-Pierre Ruhigisha.

 

In programma l’esibizione del cantante rwandese-zairese Bryan Musa componente dell’ensemble Artale Afro Percussion Band formata da musicisti provenienti da diversi paesi africani.

 

Durante l’incontro avverrà la presentazione della Onlus Bene Rwanda, del suo sito internet www.benerwanda.org.  Saranno inoltre distribuiti materiali informativi sul genocidio del Rwanda. Presenti all’evento i membri della Comunità dei rwandesi in Italia e della Onlus Bene-Rwanda, testimoni diretti degli avvenimenti dell’ultimo cinquantennio in Rwanda che costrinsero molte persone a rifugiarsi all’estero e che portarono alla pianificazione e all’esecuzione del genocidio de! l 1994.

 

 

 

Nell’estate del 1994, mentre l’attenzione mediatica internazionale era concentrata sui mondiali di calcio negli Stati Uniti, in Rwanda si consumava una delle più grandi tragedie della storia moderna: nel giro di tre mesi, tra il 6 aprile e il 19 luglio 1994, un milione di cittadini appartenenti all’etnia minoritaria Tutsi veniva trucidata dagli estremisti Interahamwe appartenenti alla maggioranza Hutu c! he non risparmiarono neanche i tanti moderati appartenenti alla propria stessa etnia. Un omicidio ogni dieci secondi avveniva sotto gli occhi indifferenti della comunità internazionale che ignorò le invocazioni d’aiuto del Generale Romeo Dallaire, comandante della missione di pace dell’Onu.

 

La maggior parte degli organi d’informazione preferì riferire di un semplice “scontro tribale tra selvaggi”. Ma la realtà era un’altra, intricata e profonda, e aveva a che vedere principalmente con la complessità dell’eredità post-coloniale. Isolare e studiare questo sistema è da considerarsi prioritario nella convinzione che tale operazione possa servire a non dimenticare la tragedia ! del Rwanda e a permettere di riconoscere i segnali premonitori di imminenti catastrofi umanitarie a livello planetario. L’urgenza e l’attualità dell’approfondimento di un dibattito sulla “cultura del genocidio” da un punto di vista storico e culturale è dimostrata dai crudeli fatti che continuano a insanguinare l’Africa in questo stesso momento.

 

La Onlus Bene-Rwanda, che in lingua Kinyarwanda significa “figli del Rwanda”, è stata fondata ed è diretta da cittadini rwandesi residenti in Italia e ha l’obiettivo di conservare e valorizzare la memoria dei tragici avvenimenti che colpirono il popolo rwandese nel 1994 diffondendo al contempo gli strumenti per riconoscere i ! segnali premonitori al formarsi di una “cultura del genocidio”. Di conseguenza le attività dell’associazione sono basate sulla valorizzazione di aspetti culturali e umanitari: la divulgazione di un’informazione aggiornata e di qualità sugli avvenimenti del passato e del presente rwandese e la difesa dei diritti umani rappresentano i principali strumenti di cui intende avvalersi il gruppo di lavoro Bene-Rwanda.

 

La nostra filosofia si basa sulla convinzione che la condanna dei “colpevoli” non sia l’unico modo per ottenere giustizia; il nostro impegno è quello di portare sul banco degli imputati la genesi di un sistema capace di produrre un milione di morti in soli tre mesi. ! Attraverso lo studio e l’analisi di quella “cultura del genocidio”, che maturò in Rwanda attraverso molti anni, intendiamo riconoscere all’uomo le sue capacità critiche e dotarlo degli strumenti per riconoscere i segnali premonitori di imminenti tragedie umanitari.

 

 

 

 

                                                    www.benerwanda.org

 

Ufficio Stampa                                                         &nb

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Oggi Giornata Memoria Rwanda Comune Roma Fri, 02 Feb 2007 12:49:00 +0100 http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/34493.html http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/34493.html benerwanda benerwanda                                                                                                                                         

                                                                     

 

 

 

2 FEBBRAIO 2007: GIORNATA DELLA MEMORIA DEDICATA AL GENOCIDIO RWANDESE DEL 1994

 

                                                                                             

Il giorno venerdì 2 febbraio 2007 a partire dalle ore 17 presso la Casa della Memoria e della Storia del Comune di Roma in Via Francesco de Sales 5 (Trastevere), l’associazione Bene-Rwanda Onlus organizzerà una serie di attività per la commemorazione del genocidio dei Tutsi rwandesi del 1994 nell’ambito delle iniziative attorno alla Giornata della Memoria.

In programma la proiezione del documentario della regista Cristina Comencini realizzato in occasione della visita della delegazione romana guidata dal sindaco Walter Veltroni in Rwanda e l’apertura di una tavola rotonda riguardo la storia e l’attualità del genocidio rwandese con la presenza di ospiti autorevoli:

 

 

  1. Professoressa Flavia Lattanzi già giudice del Tribunale Penale Internazionale (ONU) per i crimini del Rwanda (Arusha, Tanzania)
  2. Yolande Mukagasana, sopravvissuta del genocidio, autrice del libro La morte non mi ha voluta, premiata con la “Menzione Onorevole” Unesco per l’educazione alla Pace
  3. Paola Turci vincitrice della 4ª edizione del premio Amnesty Italia 2006 con la canzone “Rwanda”
  4. Jean-Pierre Ruhigisha, sociologo e presidente della Comunità rwandese di Roma
  5. La presidente della Onlus Bene-Rwanda, dott.sa Françoise Kankindi

 

Moderatore il Console onorario del Rwanda in Italia dott. Francesco Alicicco

 

L’evento si avvale del patrocinio del Consigliere Delegato per la Memoria Storica del Comune di Roma, professor Sandro Portelli, che sarà presente in sala e introdurrà la giornata.

 

Saranno presenti all’evento i membri della Comunità dei rwandesi in Italia  e della Onlus Bene-Rwanda, testimoni diretti degli avvenimenti dell’ultimo cinquantennio in Rwanda che costrinsero molte persone a rifugiarsi all’estero e che portarono alla pianificazione e all’esecuzione del genocidio del 1994.

 

Si prevede la presenza in sala degli alunni delle scuole romane che parteciparono alla visita del sindaco Walter Veltroni in Rwanda e che sono attivi in programmi di sostegno a distanza a bambini rwandesi.

La giornata si concluderà presso il ristorante africano Sahara, viale Ippocrate 43 Roma www.ristorante-sahara.com, dove è organizzata una cena per la raccolta fondi a favore della Onlus (partecipazione facoltativa, menù euro 25, parte dell’incasso per sostenere le attività di Bene-Rwanda Onlus). Per prenotazioni e informazioni: email a info@benerwanda.org o telefonare al 329 3003293, sito web www.benerwanda.org

 

Nell’estate del 1994, mentre l’attenzione mediatica internazionale era concentrata sui mondiali di calcio negli Stati Uniti, in Rwanda si consumava una delle più grandi tragedie della storia moderna: nel giro di tre mesi, tra il 6 aprile e il 19 luglio 1994, un milione di cittadini appartenenti all’etnia minoritaria Tutsi veniva trucidata dagli estremisti Interahamwe appartenenti alla maggioranza Hutu. Un omicidio ogni dieci secondi avveniva sotto gli occhi indifferenti della comunità internazionale che ignorò le invocazioni d’aiuto del Generale Dallaire, comandante della missione di pace dell’Onu.

 

La maggior parte degli organi d’informazione preferì riferire di un semplice “scontro tribale tra selvaggi”. Ma la realtà era un’altra, intricata e profonda, e aveva a che vedere principalmente con la complessità dell’eredità post-coloniale. Isolare e studiare questo sistema è da considerarsi prioritario nella convinzione che tale operazione possa servire a non dimenticare la tragedia del Rwanda e a permettere di riconoscere i segnali premonitori di imminenti catastrofi umanitarie a livello planetario. L’urgenza e l’attualità dell’approfondimento di un dibattito sulla “cultura del genocidio” da un punto di vista storico e culturale è dimostrata dai crudeli fatti che continuano a insanguinare l’Africa in questo stesso momento.

 

La Onlus Bene-Rwanda, che in lingua Kinyarwanda significa “figli del Rwanda”, è stata fondata ed è diretta da cittadini rwandesi residenti in Italia e ha l’obiettivo di conservare e valorizzare la memoria dei tragici avvenimenti che colpirono il popolo rwandese nel 1994 diffondendo al contempo gli strumenti per riconoscere i segnali premonitori al formarsi di una “cultura del genocidio”. Di conseguenza le attività dell’associazione sono basate sulla valorizzazione di aspetti culturali e umanitari: la divulgazione di un’informazione aggiornata e di qualità sugli avvenimenti del passato e del presente rwandese e la difesa dei diritti umani rappresentano i principali strumenti di cui intende avvalersi il gruppo di lavoro Bene-Rwanda.

 

La nostra filosofia si basa sulla convinzione che la condanna dei “colpevoli” non sia l’unico modo per ottenere giustizia; il nostro impegno è quello di portare sul banco degli imputati la genesi di un sistema capace di produrre un milione di morti in soli tre mesi. Attraverso lo studio e l’analisi di quella “cultura del genocidio”, che maturò in Rwanda attraverso molti anni, intendiamo riconoscere all’uomo le sue capacità critiche e dotarlo degli strumenti per riconoscere i segnali premonitori di imminenti tragedie umanitarie.

 

 

                                                    www.benerwanda.org

 

Ufficio Stampa                                                                    Francoise Kankindi

press@benerwanda.org                                                      Presidente Onlus Bene-Rwanda

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2Feb CasaMemoriaComuneRoma GiornataMemoriaRwanda Sat, 27 Jan 2007 13:10:00 +0100 http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/34259.html http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/onlus/varie/34259.html benerwanda benerwanda              

 

                                                                           

                                                                INVITO

 

Nell’ambito delle iniziative attorno alla Giornata della Memoria e con il patrocinio del            

                   Consigliere Delegato per la Memoria Storica del Comune di Roma

                                                 

                                                      

                     L’associazione Bene-Rwanda Onlus è lieta di invitarVi alla

 

 

 

GIORNATA DELLA MEMORIA 1994

 

                                 

                           VENERDI’ 2 FEBBRAIO 2007, ORE 17.00

 

        Casa della Memoria e della Storia del Comune di Roma     

                       Via Francesco de Sales 5 (Trastevere)

                        

 

In programma la proiezione del documentario della regista Cristina Comencini “Il nostro Rwanda”, realizzato nel 2005 in occasione della visita della delegazione romana guidata dal sindaco Walter Veltroni in Rwanda, e l’apertura di una tavola rotonda riguardo la storia e l’attualità del genocidio rwandese del 1994 con la presenza di ospiti autorevoli:

 

  1. Professoressa Flavia Lattanzi già giudice del Tribunale Penale Internazionale (ONU) per i crimini del Rwanda (Arusha, Tanzania)
  2. Yolande Mukagasana, sopravvissuta del genocidio, autrice del libro La morte non mi ha voluta, premiata con la “Menzione Onorevole” Unesco per l’educazione alla Pace
  3. Paola Turci vincitrice della 4ª edizione del premio Amnesty Italia 2006 con la canzone “Rwanda”
  4. Jean-Pierre Ruhigisha, sociologo e presidente della Comunità rwandese di Roma
  5. La presidente della Onlus Bene-Rwanda, dott.sa Françoise Kankindi

 

Moderatore il Console onorario del Rwanda in Italia dott. Francesco Alicicco

 

Presente in sala il Consigliere Delegato per la Memoria Storica del Comune di Roma, professor Sandro Portelli, che introdurrà la giornata.

 

 

Saranno presenti i membri della Comunità dei rwandesi in Italia e della Onlus Bene-Rwanda, testimoni diretti degli avvenimenti dell’ultimo cinquantennio in Rwanda che costrinsero molte persone a rifugiarsi all’estero e che portarono alla pianificazione e all’esecuzione del genocidio del 1994.

 

Si prevede la presenza in sala degli alunni delle scuole romane che parteciparono alla visita del sindaco Walter Veltroni in Rwanda e che sono attivi in programmi di sostegno a distanza a bambini rwandesi.

La giornata si concluderà presso il ristorante africano Sahara, viale Ippocrate 43 Roma www.ristorante-sahara.com, dove è organizzata una cena per la raccolta fondi a favore della Onlus (partecipazione facoltativa, menù euro 25, parte dell’incasso per sostenere le attività di Bene-Rwanda Onlus). Per prenotazioni e informazioni: email a info@benerwanda.org o telefonare al 329 3003293, sito web www.benerwanda.org

 

Nell’estate del 1994, mentre l’attenzione mediatica internazionale era concentrata sui mondiali di calcio negli Stati Uniti, in Rwanda si consumava una delle più grandi tragedie della storia moderna: nel giro di tre mesi, tra il 6 aprile e il 19 luglio 1994, un milione di cittadini appartenenti all’etnia minoritaria Tutsi veniva trucidata dagli estremisti Interahamwe appartenenti alla maggioranza Hutu. Un omicidio ogni dieci secondi avveniva sotto gli occhi indifferenti della comunità internazionale che ignorò le invocazioni d’aiuto del Generale Dallaire, comandante della missione di pace dell’Onu.

 La maggior parte degli organi d’informazione preferì riferire di un semplice “scontro tribale tra selvaggi”. Ma la realtà era un’altra, intricata e profonda, e aveva a che vedere principalmente con la complessità dell’eredità post-coloniale. Isolare e studiare questo sistema è da considerarsi prioritario nella convinzione che tale operazione possa servire a non dimenticare la tragedia del Rwanda e a permettere di riconoscere i segnali premonitori di imminenti catastrofi umanitarie a livello planetario. L’urgenza e l’attualità dell’approfondimento di un dibattito sulla “cultura del genocidio” da un punto di vista storico e culturale è dimostrata dai crudeli fatti che continuano a insanguinare l’Africa in questo stesso momento.

 La Onlus Bene-Rwanda, che in lingua Kinyarwanda significa “figli del Rwanda”, è stata fondata ed è diretta da cittadini rwandesi residenti in Italia e ha l’obiettivo di conservare e valorizzare la memoria dei tragici avvenimenti che colpirono il popolo rwandese nel 1994 diffondendo al contempo gli strumenti per riconoscere i segnali premonitori al formarsi di una “cultura del genocidio”. Di conseguenza le attività dell’associazione sono basate sulla valorizzazione di aspetti culturali e umanitari: la divulgazione di un’informazione aggiornata e di qualità sugli avvenimenti del passato e del presente rwandese e la difesa dei diritti umani rappresentano i principali strumenti di cui intende avvalersi il gruppo di lavoro Bene-Rwanda.

 La nostra filosofia si basa sulla convinzione che la condanna dei “colpevoli” non sia l’unico modo per ottenere giustizia; il nostro impegno è quello di portare sul banco degli imputati la genesi di un sistema capace di produrre un milione di morti in soli tre mesi. Attraverso lo studio e l’analisi di quella “cultura del genocidio”, che maturò in Rwanda attraverso molti anni, intendiamo riconoscere all’uomo le sue capacità critiche e dotarlo degli strumenti per riconoscere i segnali premonitori di imminenti tragedie umanitarie.

 

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