Comunicati.net - Comunicati pubblicati - ANVGD Comunicati.net - Comunicati pubblicati - ANVGD Fri, 06 Dec 2019 00:26:28 +0100 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://www.comunicati.net/utenti/9464/1 L’indissolubile legame tra Trieste e l’Italia Fri, 18 Oct 2019 15:44:23 +0200 http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/603669.html http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/603669.html ANVGD ANVGD

 

Trieste, 18 ottobre 2019

 

L’indissolubile legame tra Trieste e l’Italia

 

Il lutto e le emozioni che hanno attraversato Trieste nei giorni successivi alla morte di Pierluigi Rotta e Matteo Demenego rappresentano il profondo e a volte tragico legame che il capoluogo giuliano ha con l’Italia e con chi la rappresenta sul territorio. I nomi dei “figli delle stelle” si sono aggiunti nell’atrio della Questura cittadina a quelli delle decine di servitori dello Stato e garanti della sicurezza dei cittadini che furono deportati, infoibati e uccisi dai partigiani comunisti di Tito durante i terribili Quaranta giorni che a guerra finita nella primavera 1945 sconvolsero Trieste e la Venezia Giulia.

Poco più di un secolo fa l’Italia arrivò finalmente a Trieste, dopo la catastrofe dell’8 settembre 1943 sembrò svanire all’orizzonte per poi riapparire il 26 ottobre 1954. In tutti questi eventi le forze dell’ordine, i militari, i marinai e chiunque rappresentava lo Stato italiano diventavano un simbolo di patriottismo e di unione ad una Patria desiderata, a volte considerata matrigna e poco attenta alle esigenze di queste province, ma sempre presente nel cuore dei triestini e di chi a Trieste giunse esule dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia.

La folla che già all’indomani del duplice omicidio ha fatto sentire il suo calore attorno alla Questura, la processione di triestini di tutte le età e le estrazioni sociali che hanno recato un omaggio simbolico o una preghiera al famedio ed infine la partecipazione composta, emozionata e rispettosa che ha seguito le esequie rappresentano la riconoscenza per chi da tutta Italia viene in questa città per garantire con il suo lavoro la sicurezza dei triestini e la presenza dello Stato. Come tutta Trieste, anche l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia rende un commosso omaggio a due italiani, a due rappresentanti delle istituzioni che hanno suggellato fino all’estremo sacrificio l’appartenenza di Trieste all’Italia.

 

Renzo Codarin
Presidente Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
via Milano, 22 �“ 34122 Trieste �“ info@anvgd.it


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Commemorazione di Norma Cossetto a Trieste Wed, 02 Oct 2019 13:52:48 +0200 http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/601314.html http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/601314.html ANVGD ANVGD


Trieste, 2 ottobre 2019

 

Commemorazione di Norma Cossetto a Trieste 

 

L’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, la Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati ed il Comune di Trieste organizzano la commemorazione di Norma Cossetto, “luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio”, come recita la motivazione della Medaglia d’oro alla memoria conferitale dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

La cerimonia del 76° anniversario del suo martirio si svolgerà venerdì 4 ottobre alle ore 17:30 presso il monumento della giovane studentessa istriana in via Norma Cossetto 2 a Trieste.

È previsto l’intervento del Sindaco del capoluogo giuliano, Roberto Dipiazza, e vi sarà l’accompagnamento della banda del Comitato provinciale di Trieste dell’A.N.V.G.D.

 

Lorenzo Salimbeni
Responsabile comunicazione Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
Via Milano, 2 �“ 34122 Trieste �“ info@anvgd.it

 

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Tutelare la storia dell’italianità fiumana senza provocazioni Fri, 13 Sep 2019 11:15:48 +0200 http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/596885.html http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/596885.html ANVGD ANVGD


Trieste, 13 settembre 2019

 

Tutelare la storia dell’italianità fiumana senza provocazioni

 

L’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia si dissocia dalle iniziative provocatorie e non concordate a livello istituzionale ed ufficiale che hanno caratterizzato la giornata del centenario dell’entrata a Fiume di Gabriele d’Annunzio alla testa dei suoi legionari il 12 settembre 1919.

L’A.N.V.G.D. ricorda e celebra tale ricorrenza attraverso convegni, pubblicazioni ed iniziative istituzionali, commemorando così l’italianità della città di Fiume, come espressa dalla dichiarazione di annessione all’Italia pronunciata dal Consiglio nazionale cittadino il 30 ottobre 1918 e che l’azione dannunziana intese concretizzare fino al tragico epilogo del Natale di sangue. Successivi trattati internazionalmente riconosciuti avrebbero sancito l’unione del capoluogo del Carnaro al Regno d’Italia, prima che le stragi delle foibe avvenute al termine della Seconda guerra mondiale, i confini definiti dal Trattato di pace del 10 febbraio 1947 e l’esodo della stragrande maggioranza della popolazione fiumana trasformassero la comunità italiana autoctona in minoranza.

Da allora la comunità della diaspora adriatica ha conservato la storia dell’italianità istriana, fiumana e dalmata, avviando dopo il crollo del muro di Berlino e della Jugoslavia comunista un sempre più intenso dialogo con l’Unione Italiana. Nel rispetto dell’attuale situazione confinaria (diluita peraltro dalla comune appartenenza di Italia, Slovenia e Croazia all’Unione Europea) e senza voler suscitare anacronistiche rivendicazioni né deleteri revanscismi, l’associazionismo degli esuli lavora per la causa comune della conservazione della storia, della cultura e dell’identità italiana nell’Adriatico orientale in sinergia con la comunità italiana oggi presente a Fiume. Massima distanza pertanto da estemporanee goliardate e manifestazioni di irredentismo fuori tempo compiute da associazioni e sigle che conoscono solo superficialmente le nostre delicate vicende, i complessi equilibri odierni e cercano solamente un po’ di visibilità.

 

Renzo Codarin
Presidente Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
via Milano, 2 �“ 34122 Trieste �“ info@anvgd.it


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La salvaguardia dei monumenti romani delle foibe e dell'esodo Tue, 13 Aug 2019 11:35:55 +0200 http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/589380.html http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/589380.html ANVGD ANVGD

Roma, 13 agosto 2019 

La salvaguardia dei monumenti romani delle foibe e dell'esodo 
 
Dopo aver dedicato molte energie per promuovere la costruzione a Trieste di un monumento all'Imperatrice Maria Teresa d'Austria, l'Unione degli Istriani fa un'estemporanea comparsata a Roma tramite il suo profilo Facebook per atteggiarsi a paladina della manutenzione dei monumenti della capitale dedicati ai martiri delle foibe ed agli esuli giuliano-dalmati. 
Troppo dedita a incensare le memorie di quegli Asburgo che con la politica di fomentare gli opposti nazionalismi nel nome del divide et impera avrebbero sconvolto la convivenza di popoli e culture nell'Adriatico orientale innescando un meccanismo che sarebbe giunto alle stragi delle foibe, l'Ui ignora l'assiduo lavoro svolto con le istituzioni di Roma Capitale da parte del Comitato provinciale di Roma dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, spessissimo in concerto con la Società di Studi Fiumani.  
L'erezione dei monumenti che si trovano al Quartiere giuliano-dalmata, tutti realizzati ad opera del comitato romano Anvgd, il Viaggio del Ricordo sostenuto dall'amministrazione comunale a beneficio delle scuole superiori cittadine e l'apertura della Casa del Ricordo insieme con la Società di Studi Fiumani testimoniano come la collaborazione tra le realtà presenti sul territorio e gli enti locali possa dare buoni risultati senza bisogno di altri interlocutori avulsi dal contesto romano. 
Certamente si può fare di meglio pure in merito alla manutenzione, ma proprio di recente l'Anvgd di Roma in collaborazione con la S.S. Fiumani e altre associazioni ha ottenuto da parte dell'amministrazione municipale interventi di riqualificazione del Quartiere giuliano-dalmata in concomitanza con il settantennale della sua inaugurazione. Notizia recente è l'approvazione all'unanimità da parte del consiglio municipale di una mozione, passata anche in Campidoglio, che farà del quartiere un vero e proprio museo all'aperto. 
Si tratta insomma di un dialogo che, pur tra le lungaggini burocratiche di rito, si svolge in maniera proficua con le diverse giunte capitoline senza bisogno di contributi esterni, soprattutto se non concordati con chi opera quotidianamente a Roma per la tutela del Ricordo. 

Donatella Schürzel 
Vicepresidente nazionale e Presidente del Comitato provinciale di Roma dell'Anvgd 
Via Fratelli Reiss Romoli, 19 - 00143 Roma - info@anvgd.it  
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Il popolo dell’esodo giuliano-dalmata commemora Gigante e Diana Tue, 09 Jul 2019 10:27:33 +0200 http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/578431.html http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/578431.html ANVGD ANVGD


Trieste, 9 luglio 2019

 

Il popolo dell’esodo giuliano-dalmata commemora Gigante e Diana

 

L’arca del Vittoriale degli italiani che Gabriele d’Annunzio volle destinare al Senatore Riccardo Gigante, irredentista fiumano che fu tra i più stretti collaboratori del Vate durante la Reggenza italiana del Carnaro, non rimarrà più vuota.

Gli accertamenti dei Carabinieri hanno appurato che tra i resti umani rinvenuti nella fossa comune di Castua, nei pressi di Fiume, ed esumati l’anno scorso vi sono anche quelli di Gigante e del vicebrigadiere dei Carabinieri Alberto Diana. Entrambi trovarono la morte appena il capoluogo del Carnaro fu occupato dall’esercito partigiano di Josip Broz “Tito” il 3 maggio 1945. Si scatenò allora la repressione dell’Ozna, la polizia segreta di Tito, nei confronti dei vertici dell’italianità autoctona (come il senatore ed ex podestà cittadino Gigante) e di chi rappresentasse con il suo ruolo la presenza dello Stato italiano (come il vice brigadiere Diana): si trattava di figure che dovevano essere eliminate per soddisfare le mire espansionistiche della nascente Jugoslavia comunista.

L’interessamento presso il governo italiano da parte della Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati, di cui l’ANVGD è membro, e la proficua collaborazione tra le autorità italiane e croate, con particolare riferimento a OnorCaduti ed alla corrispettiva struttura croata, hanno garantito il buon esito di questa vicenda. Seguendo l’esempio di tale sinergia si potranno portare alla luce le centinaia tra foibe e fosse comuni che ancora conservano i resti di migliaia di vittime della repressione titoista consumata a danno di civili e militari italiani nelle province del confine orientale italiano quando nel resto d’Italia la guerra era già finita.

L’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia esprime la sua commossa soddisfazione nel ricordare questi patrioti caduti a guerra finita che potranno finalmente ricevere una sepoltura umana: i loro discendenti avranno il popolo della diaspora al loro fianco nel commemorare e onorare queste tombe.  

 

Renzo Codarin
Presidente Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
Via Milano, 22 �“ 34122 Trieste �“ info@anvgd.it 

 

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D’Annunzio protagonista della sua epoca e dell’italianità adriatica Sun, 16 Jun 2019 11:23:27 +0200 http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/569633.html http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/569633.html ANVGD ANVGD


Trieste, 16 giugno 2019

 

D’Annunzio protagonista della sua epoca e dell’italianità adriatica

 

Gabriele d’Annunzio, personaggio complesso e dalle mille sfaccettature, continua a subire critiche basate su di una storiografia obsoleta e condizionata da luoghi comuni che ormai sono stati superati anche dalla divulgazione storica più recente.

La stessa impresa fiumana va contestualizzata nella cornice storica che vide il deputato Andrea Ossoinack, rappresentante di Fiume democraticamente eletto, appellarsi nell’ottobre 1918 durante una delle ultime sedute del Parlamento asburgico di Budapest al principio di autodeterminazione dei popoli per spiegare la volontà di venire annesso all’Italia che il capoluogo del Carnaro andava manifestando con sempre maggior convinzione. Il successivo 30 ottobre, in pieno disfacimento dell’Impero austro-ungarico, la popolazione fiumana (censimenti asburgici alla mano costituita in prevalenza da italiani) approvava per acclamazione la dichiarazione del Consiglio Nazionale di Fiume che chiedeva l’annessione al Regno d’Italia. Tali manifestazioni di volontà popolare vennero trascurate dalla Conferenza di Pace spingendo d’Annunzio alla sua rocambolesca spedizione. Egli si ricollegò esplicitamente alla tradizione volontaristica garibaldina, che era stata protagonista del Risorgimento realizzando anche imprese al di fuori dell’ordinario e della diplomazia. D’altro canto nel tumultuoso dopoguerra analoghe iniziative avvenivano anche altrove, nella cornice di conflitti che dovevano ancora modificare i confini e di colpi di mano che intendevano salvaguardare l’appartenenza statuale di varie località. Fiume era contesa tra Italia e neonato Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, il ché portò d’Annunzio ad assumere toni fieramente nazionalistici, analoghi a quelli della controparte, ma non si può tacciare di slavofobia colui il quale aveva composto “L’ode alla nazione serba”. La Carta del Carnaro rappresentò inoltre un testo costituzionale che recepiva le principali istanze libertarie  e sociali dell’epoca. La matrice nazionalista e militarista della Reggenza Italiana del Carnaro andò stemperandosi in iniziative come la Lega dei Popoli Oppressi, attraverso la quale, auspicando un nuovo ordine mondiale, il poeta abruzzese si rivolgeva ai popoli ed alle colonie che avevano visto i propri diritti calpestati dalle decisioni della nascente Società delle Nazioni.

Riguardo la statua da dedicargli a Trieste, a prescindere dal valore dell’uomo di cultura, che, prima di rischiare la vita come poeta-guerriero durante la Prima guerra mondiale, aveva raggiunto la fama con le sue opere letterarie e teatrali note ed apprezzate in tutto il mondo, d’Annunzio rappresenta un passaggio fondamentale nella storia della città di Fiume. L’italianità fiumana fu salvaguardata al termine della Grande guerra dall’intraprendenza del “Vate della nazione”, ma venne distrutta ed annichilita dall’occupazione dell’esercito partigiano comunista jugoslavo di Tito al termine della Seconda guerra mondiale, inducendo la maggioranza dei fiumani a scegliere la via dell’esilio. Trieste come capitale morale dell’esodo che coinvolse il 90% della comunità italiana dell’Adriatico orientale è la sede ideale per accogliere un monumento dedicato a chi, con l’impresa fiumana, con il lancio su Trieste dall’aereo di volantini propagandistici (non bombe) e con la stesura della “Lettera ai dalmati” tanto rappresentò per l’italianità di queste terre.

 

Renzo Codarin 
Presidente Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia 
Via Milano, 22 �“ 34122 Trieste �“ info@anvgd.it


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Il Ministro degli Esteri incontra la Federazione degli esuli Fri, 24 May 2019 12:07:08 +0200 http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/559430.html http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/559430.html ANVGD ANVGD

Trieste, 24 maggio 2019

Il Ministro degli Esteri incontra la Federazione degli esuli

Come si era impegnato a fare durante il suo intervento alla cerimonia del Giorno del Ricordo 2019 svoltasi al Quirinale, il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Enzo Moavero Milanesi ha incontrato la Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati. Antonio Ballarin (presidente FederEsuli), Renzo Codarin (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) e Giuseppe de Vergottini (Coordinamento Adriatico) hanno potuto esporre ampiamente quelle che sono le questioni ancora aperte di competenza del ministero degli esteri. Il titolare della Farnesina ha assicurato l’avvio dell’iter che porterà alla soluzione delle tematiche afferenti al suo dicastero e si è impegnato a farsi carico in sede di Consiglio di Ministri di portare avanti le istanze della diaspora adriatica presso gli altri ministeri interessati dalla risoluzione di vicende che si trascinano da oltre mezzo secolo.

«Abbiamo riscontrato da parte del Ministro Moavero �“ commenta il presidente dell’Anvgd Codarin �“ sincera attenzione e volontà di collaborare. Si tratta di questioni aperte da decenni che devono essere risolte per rispetto della comunità giuliano-dalmata, la quale ha pagato praticamente da sola il peso della sconfitta nella Seconda guerra mondiale in termini economici e di cessione di terre di lingua e cultura italiana in cui viveva radicata da secoli»

Lorenzo Salimbeni
Responsabile comunicazione Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia  
Via Milano, 22 �“ 34122 Trieste �“ info@anvgd.it 

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L’Associazione Nazionale Venezia Giul ia e Dalmazia al Festival della storia Fri, 24 May 2019 11:11:10 +0200 http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/559415.html http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/559415.html ANVGD ANVGD

 

Trieste, 24 maggio 2019

 

L’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia al Festival della storia

 

Anche quest’anno il comitato provinciale di Gorizia e la sede nazionale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, in collaborazione con l’associazione Coordinamento Adriatico, parteciperanno attivamente alla XV edizione del Festival internazionale èStoria nel capoluogo isontino con tre eventi in programma sabato 25 maggio.

Famiglie di frontiera: 15:30-17:00, Polo universitario Santa Chiara, via Santa Chiara 1

I contrapposti nazionalismi e le lotte ideologiche che hanno segnato il Novecento della Venezia Giulia hanno lacerato anche molteplici famiglie e comunità al loro interno: irredentisti e lealisti nella Prima guerra mondiale, fascisti ed antifascisti prima e durante la Seconda guerra mondiale, esuli e rimasti nelle tragiche dinamiche del secondo dopoguerra. Scontri generazionali, modelli scolastici ed infatuazioni ideologiche hanno concorso a sgretolare la compattezza delle famiglie giuliane proiettate nella modernità e nelle dinamiche della nazionalizzazione delle masse. Intervengono Ezio Giuricin (storico e giornalista), Lorenzo Salimbeni (ricercatore storico) e Donatella Schürzel (Università La Sapienza Roma); coordina Rosanna Turcinovich (giornalista).

Presentazioni librarie:

Sguardi: ore 19:00, Tenda Giovani, Giardini pubblici

Il volume “Sguardi”, a cura di Lucia Bellaspiga, raccoglie le 150 chine che l’artista Leonardo Bellaspiga ha ritenuto le più rappresentative della propria produzione, rendendole il suo ultimo grande messaggio spirituale dedicato alla bellezza. Si tratta di un progetto culturale che ha saputo ricostruire quella “koiné” culturale di respiro cosmopolita che durante la Repubblica di San Marco univa �“ da Bergamo fino all’Albania Veneta (Montenegro) �“ popoli, culture, lingue, sensibilità artistiche sotto l’egida del Leone. Introduce Rodolfo Ziberna (sindaco di Gorizia), intervengono Lorenzo Salimbeni, Maximiliano Hernando Bruno (regista del film “Red land �“ Rosso Istria”) ed Alessandro Centenaro (produttore di “Red land”); interviene e coordina Lucia Bellaspiga (giornalista di “Avvenire”).

Eroi. Ventidue storie dalla Grande Guerra �“ La toga scaligera. Momenti di avvocatura veronese tra le due guerre: ore 20:00, La Cicchetteria, via Petrarca 3

Due prospettive diverse per accostarsi al centenario della vittoria italiana nella Prima guerra mondiale. “Eroi” è una raccolta di ventidue racconti: una storia per ogni attuale regione d’Italia più una rispettivamente per le terre irredente e gli italiani dell’emigrazione, volontari che, allo scoppio della guerra, vennero ad arruolarsi nelle Forze Armate italiane. Questi racconti, scritti da autori con sensibilità e formazioni differenti (docenti, giornalisti, operatori culturali), sono espressione di fantasia, ma legati a personaggi realmente vissuti. “La toga scaligera” parte dalla vicenda degli iscritti all’Ordine degli Avvocati di Verona caduti durante il conflitto per spaziare su più ampie problematiche collegate a quella che i contemporanei chiamarono la Grande guerra. Ulteriori approfondimenti segnano l’evoluzione del ceto forense nel dopoguerra, attraverso le riforme fasciste e le successive epurazioni, passando per gli eventi di storia della Repubblica Sociale Italiana che si svolsero nel capoluogo scaligero: il congresso del Partito Fascista Repubblicano, i Diciotto punti di Verona ed il processo ai gerarchi del 25 luglio. Intervengono Davide Rossi (Università di Trieste) e Lorenzo Salimbeni. Durante l’incontro avverrà una degustazione di Grappa Ceschia.

 

L’ufficio stampa Anvgd
via Milano, 22 �“ 34122 Trieste �“
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La politica adriatica di De Michelis Wed, 15 May 2019 12:29:38 +0200 http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/555852.html http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/555852.html ANVGD ANVGD

 

Trieste, 15 maggio 2019

 

La politica adriatica di De Michelis

 

Le origini veneziane del recentemente scomparso Gianni De Michelis hanno sicuramente contribuito a costruire la proiezione adriatica della politica italiana nel periodo in cui è stato Ministro degli Affari Esteri (1989-1992). Trovatosi ad affrontare dalla Farnesina la tormentata stagione della dissoluzione della Jugoslavia, mentre in Italia il suo partito veniva travolto dalle inchieste di Tangentopoli, De Michelis ebbe il merito di avere consapevolezza che in quelle terre attraversate da un conflitto che andava delineandosi sempre più cruento esistevano comunità di connazionali, residuo di una presenza italiana plurisecolare.

Avere intrattenuto rapporti assidui con i vertici dell’Unione Italiana in quel periodo gli valsero accuse di neo-irredentismo, laddove la sua intenzione era quella di preservare l’integrità della Jugoslavia di fronte alle pressioni della Germania riunificata e del Vaticano che insistevano per il riconoscimento dell’indipendenza della Slovenia e della Croazia. Il suo impegno fece sì che le due nuove repubbliche indipendenti ammettessero istituzionalmente la presenza dell’autoctonia italiana in Istria, Carnaro e Dalmazia, impegnandosi ad assicurare adeguate forme di rappresentanza e di tutela.

Medesima sensibilità ebbe nei confronti dei contenziosi ancora aperti inerenti i beni abbandonati ed i diritti negati degli esuli istriani, fiumani e dalmati, supportato nella sua azione dalla competenza e dalla autorevolezza del senatore triestino Arduino Agnelli. Parliamo di  esponenti di quel socialismo tricolore craxiano che, al netto degli scandali emersi dalle indagini dei primi anni Novanta, fornì una classe dirigente capace di avere cognizione dell’interesse nazionale in politica estera e di operare con senso dello Stato, anche a beneficio dei giuliano-dalmati.

 

Lorenzo Salimbeni
Responsabile comunicazione Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
via Milano, 22 �“ 34122 Trieste �“ info@anvgd.it 

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È mancato Mario Ive, storico rappresentante degli esuli istriani a Cremona Wed, 08 May 2019 17:00:44 +0200 http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/553816.html http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/553816.html ANVGD ANVGD

 

Trieste, 8 maggio 2019

 

È mancato Mario Ive, storico rappresentante degli esuli istriani a Cremona

 

Sono veramente addolorato per la notizia della scomparsa dell'amico Mario Ive, storico e stimato presidente del Comitato provinciale di Cremona dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e Consigliere Nazionale Onorario Anvgd. Nato a Pola nel 1924, è stato indimenticabile protagonista nel fornire aiuto ed assistenza ai nostri esuli ospitati in condizioni precarie nel capoluogo lombardo presso la Caserma “La Marmora” di via Villa Glori. 

Ormai una quarantina d’anni fa ho iniziato l'attività nella nostra Associazione, a Trieste: Ive a livello nazionale è stata una delle prime persone che ho conosciuto e che mi ha accolto (allora ero molto giovane), sostenuto ed incoraggiato. Si trattava di un grande uomo, che ogni anno diffondeva il giornale del Comitato di Cremona, che lui curava con amore a dimostrazione del profondo legame sempre mantenuto con la propria terra d’origine e con la sua travagliata storia.

Mi ricordo quando, appena approvata la legge sulla Giornata del Ricordo grazie alla Legge 92 del 30 marzo 2004, mi raccontò che le istituzioni locali di Cremona lo chiamarono nelle sede del Consiglio Comunale cittadino e si commosse in quanto venne dato ufficialmente atto del contributo degli esuli istriani allo sviluppo del cremonese. Questi sfortunati italiani dell’Istria, senza che si fossero mai lamentati o che avessero mai protestato, non avevano voluto disturbare chi li accolse, bensì si rimboccarono le maniche e lavorando dettero il benessere alle loro famiglie ed anche a quella che era diventata la loro nuova provincia di residenza.

Anche per merito dell’impegno di persone come Mario Ive, a lungo punto di riferimento della comunità giuliano-dalmata cremonese nonché apprezzato maestro di scuola, si riuscì a far approvare quasi all’unanimità dal Parlamento la Giornata del Ricordo.

 

Renzo Codarin
Presidente nazionale Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
Via Milano, 22 �“ 34122 Trieste �“ info@anvgd.it


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Red land " Rosso Istria spaventa chi si ostina a negare Wed, 17 Apr 2019 10:35:47 +0200 http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/549121.html http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/549121.html ANVGD ANVGD

Trieste, 17 aprile 2019

 

Red land �“ Rosso Istria spaventa chi si ostina a negare

 

Ai nostalgici delle dittature e dell’intangibilità della storia fa paura la storia di Norma Cossetto, violentata e uccisa da partigiani jugoslavi ed alla cui memoria il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi conferì la Medaglia d’Oro al Valor Civile.

Norma, una giovane istriana che assieme a centinaia di altri giuliani, fiumani e dalmati morì nell’abisso di una foiba o nell’arcipelago concentrazionario creato dal dittatore comunista Josip Broz “Tito”. Una studentessa universitaria la cui tragedia in questi ultimi anni è stata prima al centro di un fumetto distribuito in decine di scuole in tutta Italia e quindi portata sul grande schermo ed in prima serata in televisione nel film “Red land �“Rosso Istria”. Si tratta di due progetti sostenuti dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e dalla FederEsuli e capaci di raggiungere ed impressionare migliaia di giovani lettori e di spettatori.

In questa maniera tale vicenda emerge dall’orrore delle foibe e si inserisce nella storia italiana e non più solo locale diventando patrimonio sempre più condiviso dalla comunità nazionale. Di fronte a questo delicato percorso di conoscenza storica, le reazioni sempre più scomposte dimostrano che è stato scoperchiato un vaso di Pandora. Riduzionisti e giustificazionisti, già sbugiardati dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la cerimonia istituzionale del Giorno del Ricordo 2019, non possono darsi pace vedendo questa storia finalmente uscire dal silenzio e cercano pretestuosamente di ridicolizzarla, minimizzarla o continuare a negarla. Spiace riscontrare che anche taluni docenti si siano prestati a questa battaglia di retroguardia, mentre il mondo della diaspora adriatica è sempre più determinato a far conoscere attraverso il martirio di Norma il clima di terrore e di violenza che avrebbe condotto all’esodo in più ondate 350.000 istriani, fiumani e dalmati.

La scena dell’infoibamento e l’angoscia rappresentata dagli attori sono spezzoni di “Red land �“ Rosso Istria” che hanno avuto l’efficacia, ben più di centinaia di pagine scritte, di esprimere attraverso un mezzo di comunicazione moderno che cosa avvenne al confine orientale italiano nella fase finale della Seconda guerra mondiale. Rivendichiamo a questo film, che non vuole essere un documentario con pretese di scientificità, il merito di rappresentare uno strumento di divulgazione storica di grande valore da affiancare a lavori di ricerca storiografica che vogliano aprire nuovi archivi e far luce sulle complesse dinamiche lunghe quasi un secolo che condussero alle foibe ed all’esodo.

 

Renzo Codarin
Presidente Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia

 

David di Paoli Paulovich
Vicepresidente FederEsuli �“ Presidente Associazione Comunità Istriane

 

Ufficio stampa Anvgd - Via Milano, 22 �“ 34122 Trieste �“ info@anvgd.it


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Trattato di Osimo, le "riflessioni" di Coordinamento Adriatico Thu, 11 Apr 2019 09:12:08 +0200 http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/544090.html http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/544090.html ANVGD ANVGD

 

Trieste, 11 aprile 2019


Trattato di Osimo, le “riflessioni” di Coordinamento Adriatico

 

In quella Osimo che il 10 novembre 1975 fece da teatro a quel trattato che sancì irrimediabilmente la cessione alla Jugoslavia di gran parte della Venezia Giulia, l’associazione Coordinamento Adriatico, sabato 6 aprile scorso, ha promosso il convegno “Prima e dopo il Trattato di Osimo: riflessioni”.

La località marchigiana, ove nel 1975 Italia e Jugoslavia conclusero una trattativa bilaterale durata oltre vent’anni, ma portata a termine al di fuori dei consueti canali diplomatici e con modalità che fanno ancor oggi discutere, ospitò infatti l’incontro tra i ministri italiano e jugoslavo Mariano Rumor e Miloš Minić che sancì la fine delle aspettative degli esuli giuliano dalmati sulle terre abbandonate.

A rappresentare le associazioni degli esuli  sono intervenuti  Renzo Codarin (presidente dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia), David Di Paoli Paulovich (presidente dell’Associazione delle Comunità Istriane), Franco Luxardo (presidente dell’Associazione Dalmati Italiani nel Mondo �“ Libero Comune di Zara in Esilio), Maria Rita Cosliani (vicepresidente dell’Associazione Italiani di Pola e dell’Istria �“ Libero Comune di Pola in Esilio), Franco Papetti (Associazione Fiumani Italiani nel Mondo �“ Libero Comune di Fiume in Esilio) ed Antonio Ballarin, presidente della Federazione degli Esuli istriani, fiumani e dalmati.

Introducendo l’incontro, il prof. Giuseppe de Vergottini, stimato presidente di Coordinamento Adriatico, ha ricordato l’atteggiamento rinunciatario con cui i governi italiani affrontarono la trattativa sulla sorte del mai costituito Territorio Libero di Trieste, la cui Zona A (Trieste) dal 1954 era amministrata dall’Italia e la B (Capodistria e Buie) dalla Jugoslavia, nonostante una sentenza della Corte Costituzionale del 1964 ritenesse mai cessata la sovranità italiana su entrambe le zone.

 

Lorenzo Salimbeni

Responsabile comunicazione Anvgd

Via Milano, 22 �“ 34122 Trieste �“ info@anvgd.it


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Il Sindaco di Roma alla Foiba di Basovizza per i percorsi didattici promossi con l’Anvgd Tue, 09 Apr 2019 14:24:43 +0200 http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/541821.html http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/541821.html ANVGD ANVGD

 

Trieste, 9 aprile 2019

 

Il Sindaco di Roma Raggi alla Foiba di Basovizza per i percorsi didattici promossi in collaborazione con l’Anvgd

 

È giunta in visita  alla Foiba di  Basovizza il sindaco di Roma Virginia Raggi, nell’ambito del percorso  didattico formativo “Il confine orientale italiano tra foibe ed esodo: una drammatica storia europea”, accompagnata da oltre un centinaio di studenti romani. L’iniziativa si è svolta in collaborazione con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e la Società di Studi Fiumani di Roma.

Il sindaco della capitale, accompagnato dalla vice presidente nazionale e  presidente del comitato di Roma dell’ANVGD, prof.ssa Donatella Schürtzel, è stata ricevuta nel sacrario della Foiba di Basovizza dal sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, dal presidente della Lega Nazionale avv. Paolo Sardos  Albertini e dal presidente nazionale dell’ Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Renzo Codarin.

Questi percorsi didattici, che hanno goduto anche del sostegno della legge 72,  risalgono fin dal mandato del sindaco Walter Veltroni e sono poi proseguiti, nello spirito della Giornata del Ricordo, con i sindaci Gianni Alemanno ed oggi Virginia Raggi.

 

L’Ufficio Stampa Anvgd
via Milano, 22 �“ 34122 Trieste �“ info@anvgd.it


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Prima e dopo il Trattato di Osimo: riflessioni Wed, 03 Apr 2019 10:04:06 +0200 http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/537872.html http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/537872.html ANVGD ANVGD

Si svolgerà sabato 6 aprile alle ore 10:00 a Osimo (AN) il convegno a cura dell’associazione Coordinamento Adriatico “Prima e dopo il Trattato di Osimo: riflessioni”.

Introduzione ai lavori del Prof. Giuseppe de Vergottini, Presidente di Coordinamento Adriatico; intervengono:

Prof. Attila Tanzi, Docente di Diritto internazionale nell’Alma Mater Università degli studi di Bologna:
Frontiere e riparazioni fra interessi statali e privati.

Prof. Ida Caracciolo, Docente di Diritto internazionale nella Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli:
Il regime dei beni privati nei rapporti bilaterali.

Prof. Damir Grubisa, Ph D. Adjunct Professor �“ The American University of Rome:
I rapporti italo jugoslavi prima della fine dei blocchi.

Prof. Igor Pellicciari , Docente di Storia delle relazioni internazionali nella Università degli studi di Urbino:
I rapporti tra l’Italia ed i Balcani Occidentali dopo la Jugoslavia. Vicini lontani?

Pres. Giuseppe Severini, Presidente della Quinta Sezione del Consiglio di Stato:
Conclusioni.

Al termine dei lavori sarà presentato il volume di D. Lo Presti �“ D. Rossi (a cura di), “Quarant’anni da Osimo”,  CEDAM, Padova 2018.

Ore 13.00 Buffet.

info@coordinamentoadriatico.it

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Esodo e Foibe, la posizione dello Stato italiano è stata tracciata da Mattarella Tue, 02 Apr 2019 17:18:33 +0200 http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/537713.html http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/537713.html ANVGD ANVGD

 

Trieste, 2 aprile 2019

 

Esodo e Foibe, la posizione dello Stato italiano è stata tracciata da Mattarella

 

Codarin (ANVGD): “Mattarella ha ben definito la sintesi e la prospettiva di un percorso costruito negli anni dalle associazioni giuliano dalmate grazie a Lucio Toth e ad illuminati esponenti di varie estrazioni politiche e culturali”.

 

La posizione dello Stato italiano in merito ai tentativi di giustificazionismo o negazionismo delle stragi delle foibe è già stata enunciata con autorevolezza dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso della recente celebrazione al Quirinale del Giorno del Ricordo.

Il Presidente Mattarella, infatti, in tale occasione, condannando fermamente ogni tentativo di revisionismo storico, ha ben evidenziato la matrice criminale legata in minima parte alle ritorsioni contro i crimini del fascismo di frontiera o delle occupazioni italiane in Jugoslavia: non si spiegherebbe altrimenti lo stillicidio di omicidi e di violenze che proseguì negli anni successivi alla fine del conflitto e addirittura alla firma del Trattato di Pace.

Quanto riconosciuto da Mattarella rappresenta il coronamento di un percorso che l’associazionismo della diaspora adriatica ha avviato sotto la saggia guida di Lucio Toth, nostro indimenticato Presidente, trovando comuni sentimenti e un sinergico impegno nell’operazione culturale condotta dal prof. Stelio Spadaro a nome della sinistra democratica e patriottica.

Le foibe e l’esodo sono ormai pagine di una storia italiana di cui tutta la comunità nazionale è consapevole, mentre a livello europeo devono continuare ad essere un argomento di ricerca condivisa e non di contrapposizione politica, nello spirito del “Concerto dei Tre Presidenti” (l’italiano Napolitano, lo sloveno Türk ed il croato Josipović) in Piazza Unità d’Italia a Trieste nel luglio 2010 che abbiamo tenacemente perseguito.

La richiesta da parte della Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati di istituire una commissione d’inchiesta parlamentare sulle stragi avvenute a guerra finita, per mano dell’esercito partigiano di Tito, e l’appello effettuato presso il Parlamento europeo affinché si possano vagliare i documenti negli archivi degli Stati successori della Jugoslavia, rappresentano le prossime tappe necessarie a delineare metodi e modalità della politica annessionista ed anti italiana attuata dalla nascente Jugoslavia comunista.

Ogni tentativo di polemica e speculazione ed ogni dichiarazione incauta su questi temi può rischiare solo di pregiudicare il lavoro fatto e di riportare tristemente indietro le lancette della storia.

 

Renzo Codarin

Presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia

Via Milano, 22 �“ 34122 Trieste �“ info@anvgd.it


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Una svolta del Ricordo in Italia Mon, 11 Feb 2019 12:52:08 +0100 http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/523794.html http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/523794.html ANVGD ANVGD


Trieste, 11 febbraio 2019

 

Una svolta del Ricordo in Italia

 

Il Giorno del Ricordo 2019 costituisce una tappa fondamentale per la ricostruzione della verità storica riguardo le più tragiche pagine di storia del confine orientale italiano. In primis perché le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso della cerimonia istituzionale svoltasi al Quirinale il 9 febbraio hanno condannato senza appello i giustificazionisti ed i negazionisti. Di fronte a 300 esuli e rappresentanti dell’associazionismo della diaspora adriatica ed in diretta televisiva, il Capo dello Stato ha colto gli aspetti peculiari della nostra storia ed ha saputo presentarli a tutti gli italiani in maniera sentita e convinta, senza reticenze ed omissioni riguardo foibe, esodo, carnefici titini e responsabili comunisti delle sofferenze del popolo giuliano-dalmata.

Quest’appuntamento era stato preceduto da altre importanti iniziative. Dal 5 al 7 febbraio una mostra fotografica e due tavole rotonde al Parlamento Europeo promosse da una cordata di associazioni capeggiata dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia hanno fatto conoscere la nostra storia all’Europa; contestualmente abbiamo chiesto agli Stati successori della Jugoslavia di aprire i propri archivi per sapere la sorte dei deportati da Tito e presentato in sede europea i diritti violati degli esuli istriani, fiumani e dalmati. La sera dell’8 febbraio circa un milione di italiani ha visto in televisione “Red Land �“ Rosso Istria”, il film dedicato al martirio di Norma Cossetto e realizzato con il supporto economico e culturale dell’Anvgd, che continua a venire proiettato ancora in varie sale cinematografiche.

A suggello di questi eventi la cerimonia presso la Foiba di Basovizza del 10 febbraio ha ribadito la sensibilità istituzionale nei confronti delle tematiche a noi care: il Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, il Vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini ed il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza hanno effettuato allocuzioni significative e non di circostanza.

Questo 10 febbraio 2019 rappresenta una svolta in quanto c’è stata una condanna corale verso la sparuta minoranza dei negazionisti e giustificazionisti e perché il mondo dell’esodo giuliano-dalmata ha riscontrato di avere ascolto e attenzione da parte delle istituzioni italiane ed europee: il Ricordo si consolida, prosegue l’impegno per la risoluzione delle questioni ancora aperte lasciate in eredità dall’Esodo e dal Trattato di Pace. 

 

Renzo Codarin
Presidente Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
Via Milano, 22 �“ 34122 Trieste �“ info@anvgd.it 

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I diritti negati degli esuli giuliano-dalmati all’attenzione del Parlamento eur opeo Sun, 10 Feb 2019 11:01:44 +0100 http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/523494.html http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/523494.html ANVGD ANVGD


Trieste, 10 febbraio 2019

 

I diritti negati degli esuli giuliano-dalmati all’attenzione del Parlamento europeo

 

Le foibe, l’esodo giuliano-dalmata ed i diritti negati degli esuli istriani, fiumani e dalmati: argomenti che l’Italia comincia a conoscere sempre meglio grazie al Giorno del Ricordo e che finalmente hanno avuto pure visibilità presso le istituzioni europee. Si è, infatti, conclusa la manifestazione a cura dell'associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, dell'associazione Coordinamento Adriatico e del Centro di Documentazione Multimediale della Cultura giuliana, istriana, fiumana e dalmata “Tu lascerai ogni cosa diletta più caramente. L’’esilio dei giuliani, fiumani e dalmati alla fine del Secondo conflitto mondiale” presso la sede del Parlamento europeo a Bruxelles.

Grazie al prezioso supporto dell’On. Elisabetta Gardini è stata allestita negli spazi espositivi parlamentari l’omonima mostra, visitata dal 5 al 7 febbraio da decine di visitatori, soprattutto europarlamentari, funzionari ed addetti ai lavori di tutta Europa. Attraverso opuscoli informativi, pannelli in inglese ed il materiale multimediale a disposizione, è stata fornita per la prima volta la possibilità di visionare un’ampia panoramica sulla storia del confine orientale italiano, in maniera tale da cogliere quanto fosse radicata nei secoli la comunità italiana dell’Adriatico orientale e le catastrofi che la colpirono alla fine della Seconda guerra mondiale: «Il mito di Antigone ci insegna come sia radicato nella cultura europea il rispetto dei morti �“ ha affermato l’On. Gardini inaugurando la mostra martedì 5 febbraio �“ e le parole di Giovanni Paolo II “Non c’è pace senza giustizia e senza perdono” attestano l’importanza di un evento come questo». Tra i primi visitatori della mostra sono intervenuti gli europarlamentari italiani Mario Borghezio e Stefano Maullu ed il croato Nino Jakovčić, tra i fondatori della Dieta Democratica Istriana. In seguito ci sono state anche le visite del Presidente della Regione Veneto Luca Zaia e del Presidente del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti, a ribadire la vicinanza di Venezia e della regione veneta con la cultura, la storia e le popolazioni dell’Adriatico orientale.

Mercoledì 6 febbraio si è tenuta, sempre all’interno del Parlamento europeo, la seconda tavola rotonda dell’evento, moderata da Davide Rossi (Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati): dopo “L’Europa e l’Alto Adriatico. Le istanze italiane a trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino”, si è parlato de “I diritti degli esuli istriani, fiumani e dalmati, tra normativa interna e vocazione comunitaria”. Kristjan Knez (Presidente della Società di Studi Storici e Geografici di Pirano e Vicepresidente della Comunità degli Italiani "Giuseppe Tartini" di Pirano) ha fornito una rapida, ma precisa ricostruzione della storia dell’italianità autoctona e di come essa sopravviva ancora oggi dopo il terribile esodo del dopoguerra, che ha rappresentato in definitiva una pulizia etnica, e la repressione attuata dal regime di Josip Broz “Tito”. Di come la tutela dell’interesse nazionale italiano sia venuta meno riguardo la questione adriatica è stato l’argomento affrontato dal Prof. Avv. Giuseppe de Vergottini (Emerito dell'Alma Mater Università degli Studi di Bologna): «Bisogna avere il coraggio di dire che l’esodo è stato un crimine contro l’umanità �“ ha affermato l’insigne costituzionalista �“ e che il principio di autodeterminazione dei popoli è stato violato non concedendo agli istriani, fiumani e dalmati il plebiscito con cui decidere in merito alla propria appartenenza statuale». Affascinati dalla figura di Tito, i partiti della sinistra italiana hanno sovente trascurato la tutela dei legittimi interessi italiani e le forze di governo non si sono interfacciate con il territorio ed i diretti interessati, scavalcando anche il dibattito parlamentare. Esempio di tutto ciò fu il Trattato di Osimo, con cui l’Italia, dopo aver svolto trattative segrete con la Jugoslavia al di fuori dei canali diplomatici della Farnesina, rinunciò definitivamente alla sovranità sulla Zona B (Capodistria e Buie) del mai costituito Territorio Libero di Trieste. La Dottoressa Donatella Oneto (Giudice presso il Tribunale di Pavia) ha evidenziato quali erano le tutele giuridiche violate con la nazionalizzazione dei beni degli esuli da parte delle autorità della Jugoslavia: «Il pesante Trattato di Pace del 10 febbraio 1947 tutelava comunque le proprietà degli optanti per l’Italia �“ ha ricordato la relatrice, discendente di esuli �“ e la Costituzione italiana entrata in vigore il primo gennaio 1948 all’articolo 3 sancisce l’uguaglianza dei cittadini. Eppure fu proprio l’Italia a sfruttare le nazionalizzazioni arbitrarie attuate dal regime comunista per ottenere uno sconto sulle riparazioni di guerra da pagare a Belgrado ed i cittadini del confine orientale subirono discriminazioni e pagarono un debito che gravava su tutta la comunità nazionale». La protezione consolare di carattere obbligatorio non fu mai esercitata con determinazione a tutela delle proprietà dei connazionali ed il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea è stato disatteso all’articolo 18, che proibisce discriminazioni basate sulla nazionalità, da Slovenia e Croazia, con riferimento ai beni abbandonati dagli italiani. Si è soffermato sugli indennizzi stabiliti dal Trattato di Osimo l’Avv. Davide Lo Presti, evidenziando come la cifra risarcitoria di 110 milioni di dollari ereditata dalla Jugoslavia sia stata spartita unilateralmente dagli Stati successori Slovenia e Croazia, senza calcolare gli interessi moratori né coinvolgere l’Italia: «La giurisprudenza italiana ha poi cassato le richieste di una revisione migliorativa degli indennizzi �“ ha ricordato il membro della “Commissione per l’esame delle istanze e degli indennizzi e contributi relative alle perdite subite dai cittadini nei territori ceduti alla Jugoslavia, nella zona B dell’ex Territorio libero di Trieste, nelle ex colonie” �“ respingendo le richieste di risarcimento di danni morali e materiali. L’indennizzo erogato dallo Stato italiano, inoltre, è stato considerato come un contributo di solidarietà e perciò slegato dal valore patrimoniale».

I lavori della sessione sono stati seguiti dall’On. Jakovčić, che ha prospettato future collaborazioni per il recupero del territorio istriano in sinergia con l’associazionismo degli esuli e con l’On. Gardini, la quale ha ribadito la propria volontà di sostenere le rivendicazioni e le progettualità della diaspora adriatica. Documenti giuridici e memoriali sulla vicenda del confine orientale italiana saranno, infine, sottoposti al vaglio della Commissione europea, al fine di dare continuità a questa prima significativa iniziativa.

 

Lorenzo Salimbeni
Responsabile comunicazione Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
via Milano, 22 �“ 34122 Trieste �“ info@anvgd.it


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Ricostruire con le istituzioni europee la sorte di infoibati e deportati dai partigiani di Tito Tue, 05 Feb 2019 14:14:16 +0100 http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/522325.html http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/522325.html ANVGD ANVGD

Bruxelles, 5 febbraio 2019

 

Ricostruire con le istituzioni europee la sorte di infoibati e deportati

dai partigiani di Tito

 

Grazie all’ospitalità della delegazione di Forza Italia �“ Partito Popolare Europeo, Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Coordinamento Adriatico e Centro di Documentazione Multimediale per la Cultura giuliana, istriana, fiumana e dalmata hanno avviato stamane un’intensa sessione di appuntamenti culturali presso la sede del Parlamento Europeo di Bruxelles.

Indisposta l’On. Elisabetta Gardini, ha fatto gli onori di casa l’europarlamentare Salvatore Cicu, che ha presentato le istituzioni dell’Unione Europea come il luogo più idoneo per dare soddisfazione ai diritti negati degli esuli istriani, fiumani e dalmati. In apertura dei lavori è stato apprezzato il messaggio di saluto inviato dal parlamentare europeo sloveno Alojz Peterle, il quale, forte della conflittuale esperienza balcanica, ha ribadito l’importanza dell’Europa nel ricostruire relazioni statuali lacerate da contrapposizioni.

Il presidente del Consiglio della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, Piero Mauro Zanin, ha fatto ampi riferimenti alla relazione tenuta in vista del Giorno del Ricordo presso l’assemblea da lui presieduta da parte del prof. Raoul Pupo ed alla testimonianza dell’esule istriana Erminia Dionis Bernobi, che ancora ragazzina sentì nella bottega in cui lavorava gli aguzzini di Norma Cossetto vantarsi dei loro misfatti. «Il Friuli Venezia Giulia ha vissuto conflitti in prima linea �“ ha affermato Zanin �“ ma adesso siamo un territorio all’avanguardia nella cooperazione transfrontaliera con Austria, Slovenia e Croazia. Con il medesimo spirito possiamo ricostruire pagine di storia ancora incomplete».

Con grande passione Rodolfo Ziberna, nella duplice veste di Sindaco di Gorizia e di rappresentante dell’associazionismo degli esuli adriatici, ha presentato ai convenuti le difficoltà dell’inserimento degli esuli nel tessuto cittadino di Trieste, capitale morale dell’esodo con quasi 80.000 arrivi, e di Gorizia, in cui il 20% degli attuali abitanti è esule di prima, seconda o terza generazione: «A causa del clima politico in cui giunsero nell’Italia del dopoguerra �“ ha spiegato Ziberna �“ c’è stata molta reticenza nel raccontare il proprio tragico vissuto: nell’Italia che festeggiava il 25 aprile come fine della guerra risultava difficile spiegare che al confine orientale in quei giorni cominciavano appena le deportazioni, gli infoibamenti ed i processi sommari da parte dei sedicenti liberatori partigiani jugoslavi di Josip Broz “Tito”». Oggi finalmente se ne parla, nonostante frange di negazionisti e di giustificazionisti che, dopo decenni di silenzio e di rimozione, ora vogliono infangare il Ricordo: «Una comunità nazionale deve fare quadrato attorno alle proprie vittime �“ ha proseguito il primo cittadino del capoluogo isontino �“ e silenziare questi personaggi. Noi oggi qui, però, chiediamo ufficialmente ed istituzionalmente agli Stati successori della Jugoslavia di aprire i propri archivi riguardo deportazioni e stragi di italiani avvenute nella Venezia Giulia a guerra finita. Non vogliamo assegnare responsabilità e colpe, vogliamo solamente fornire a discendenti e parenti di persone scomparse nel nulla la possibilità di sapere dove andare a depositare un fiore in memoria dei propri cari».

«L’associazionismo giuliano-dalmata chiede alla politica di esercitare la sua funzione mediatrice �“ ha proseguito il Prof. Avv. Davide Rossi in rappresentanza della Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati �“ anche all’interno di questa importante sede sovranazionale. Gli esuli mantengono aperto un tavolo di confronto con il governo italiano per risolvere le questioni ancora aperte, in primis il ristoro dei beni abbandonati per aver “optato” per l’Italia dopo il Trattato di pace del 10 febbraio 1947». È di questi giorni, invece, la richiesta di una commissione parlamentare d’inchiesta sulle carneficine dell’immediato dopoguerra al confine orientale, a partire dall’attentato dinamitardo di Vergarolla del 18 agosto 1946 con decine di morti e di feriti in territorio ancora formalmente italiano: si tratta della strage più sanguinosa della storia dell’Italia repubblicana: «Non temiamo gli approfondimenti della ricerca storiografica �“ ha concluso Rossi �“ e riconosciamo nelle istituzioni europee la sede più appropriata per la tutela delle minoranze odierne, come la comunità italiana autoctona nell’Adriatico orientale, e per sostenere la richiesta di giustizia degli esuli che abbandonarono le loro terre annesse dalla Jugoslavia comunista».  

Nel pomeriggio verrà inaugurata all’interno dell’Europarlamento la mostra “Tu lascerai ogni cosa diletta più caramente. L’esilio dei giuliani, fiumani e dalmati alla fine del Secondo conflitto mondiale”: immagini e parole che porteranno all’attenzione dei decisori e dei parlamentari europei una storia troppo a lungo taciuta.

 

Lorenzo Salimbeni
Responsabile comunicazione Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
Via Milano, 22 �“ 34122 Trieste �“ info@anvgd.it

 

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Foibe, deportati a guerra finita ed esodo giuliano-dalmata al Parlamento europeo Sun, 03 Feb 2019 09:26:50 +0100 http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/521527.html http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/521527.html ANVGD ANVGD

 

Trieste, 3 febbraio 2019

 

Foibe, deportati a guerra finita ed esodo giuliano-dalmata al Parlamento europeo

 

Portare a conoscenza degli addetti ai lavori dell’Europarlamento le tragedie delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Con questo spirito martedì 5 febbraio presso la sede del Parlamento europeo a Bruxelles (Area Jan 3Q) verrà inaugurata alle ore 12:30 la mostra “Tu lascerai ogni cosa diletta più caramente. L’esilio dei giuliani, fiumani e dalmati alla fine del Secondo conflitto mondiale” grazie alla collaborazione con l’On. Elisabetta Gardini e a cura dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, dell’Associazione Coordinamento Adriatico e del Centro di Documentazione Multimediale per la Cultura giuliana, istriana, fiumana e dalmata. Visitabile fino all’8 febbraio, si tratta di una versione ridotta dell’omonima mostra che ha riscosso enorme successo al Meeting di Rimini per l’amicizia tra i popoli di agosto 2015. L’esposizione è destinata ai frequentatori abituali della prestigiosa sede, agli europarlamentari ed ai funzionari parlamentari, i quali potranno così avere un primo approccio con una pagina di storia europea che è rimasta a lungo occultata.

Prima dell’inaugurazione, alle ore 10:30 presso la sala 6Q1, avrà luogo una tavola rotonda intitolata “L’Europa e l’Alto Adriatico. Le istanze italiane a trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino” alla quale interverranno Elisabetta Gardini (Capogruppo di Forza Italia al Partito Popolare Europeo),  Piero Mauro Zanin (Presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia), Rodolfo Ziberna (Sindaco di Gorizia e rappresentante dell’Anvgd) e Davide Rossi (Federazione delle Associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati), i quali si interfacceranno con rappresentanti diplomatici e politici provenienti dagli Stati successori della ex Jugoslavia. «Obiettivo di questa sessione �“ spiega Ziberna �“ è chiedere pubblicamente in una cornice così importante l’apertura degli archivi statali della ex Jugoslavia al fine di trovare traccia dei luoghi in cui sono sepolti i resti dei deportati a guerra finita dalla Venezia Giulia».

L’indomani avrà invece luogo il convegno “I diritti degli esuli Istriani-giuliani e dalmati, tra normativa interna e vocazione comunitaria”, introdotto e moderato da Davide Rossi (FederEsuli) che prevede in scaletta: il dott. Kristjan Knez (Presidente della Società di Studi Storici e Geografici di Pirano e Vicepresidente della Comunità degli Italiani "Giuseppe Tartini" di Pirano), il prof. avv. Giuseppe de Vergottini (Emerito dell'Alma Mater Università degli Studi di Bologna), la Dottoressa Donatella Oneto (Giudice presso il Tribunale di Pavia), l’avv. Davide Lo Presti (Dottore di ricerca in Diritto ed Economia dell'Impresa, discipline interne ed internazionali presso l'Università degli Studi di Verona) e l’avv. Mattia Magrassi (Dottore di ricerca in Diritto Pubblico Comparato presso l'Università degli Studi di Trento). 

«Oltre alla miriade di iniziative che i comitati provinciali e le delegazioni dell’Anvgd stanno sviluppando in questo periodo �“ commenta il Presidente nazionale dell’associazione Renzo Codarin �“ in collaborazione con istituti scolastici ed amministrazioni comunali per il Giorno del Ricordo, questo prestigioso evento si pone in continuità con altri precedenti significative ed onerose progettualità che sono state realizzate dalla nostra associazione. A partire dal contributo economico e culturale alla realizzazione del film “Red land �“ Rosso Istria”, per arrivare alla realizzazione di un’edizione speciale ad uso scolastico del fumetto “Foiba rossa. Norma Cossetto, storia di un’italiana”, passando per l’edizione 2017 della Bancarella Salone del libro dell’Adriatico orientale».

Ad impreziosire ulteriormente il quadro, la cerimonia istituzionale del Giorno del Ricordo torna al palazzo del Quirinale: «Il 9 febbraio celebreremo la ricorrenza civile �“ conclude Codarin �“ alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: sarà la dimostrazione della rilevanza nella storia patria di quanto hanno sofferto triestini, goriziani, istriani, fiumani e dalmati a guerra finita ad opera delle forze partigiane jugoslave di Josip Broz “Tito”».

 

Lorenzo Salimbeni
Responsabile comunicazione Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
via Milano, 22 �“ 34122 �“ Trieste �“ info@anvgd.it


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Red land - Rosso Istria: l'impegno dell'Anvgd per la sua realizzazione e diffusione Sat, 02 Feb 2019 15:44:29 +0100 http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/521509.html http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/521509.html ANVGD ANVGD

Trieste, 2 febbraio 2019 

Red land - Rosso Istria: l'impegno dell'Anvgd per la sua realizzazione e diffusione
 
Nonostante le difficoltà nel reperimento delle sale, “Red Land �“ Rosso Istria”, il film dedicato alle stragi delle foibe viste attraverso il femminicidio di Norma Cossetto e prodotto da Venice Film con il sostegno dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, ha riscosso significativi riscontri in termini di pubblico. 
«Da parte dell’ANVGD non c'è stato solamente un sostegno finanziario alla realizzazione del film �“ spiega il Presidente nazionale dell’associazione Renzo Codarin �“ ma anche un contributo di carattere culturale. Attraverso le sigle afferenti alla Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati, regista e attori si sono confrontati con esuli e loro discendenti, in particolare con parenti di Norma Cossetto: il risultato è stato un film che ha saputo trasmettere le sensazioni, le paure e l'angoscia che si respiravano nell'Istria interna all'indomani dell'armistizio dell'8 settembre 1943».
Martedì 5 febbraio, a suggello di una programmazione nei cinema che prosegue da novembre, avverrà in contemporanea in 100 sale cinematografiche di tutta Italia una nuova proiezione di questa pellicola. Ricordiamo che nel frattempo “Rosso Istria” ha ricevuto da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo la qualifica di film d’essai (il ché garantisce agevolazioni per le sale che lo proiettano) e che proiezioni avverranno anche in Istria a cura dell’Unione Italiana, mentre una versione ridotta per il pubblico scolastico è di imminente diffusione.
 
In concomitanza con il Giorno del Ricordo 2019 ci sarà, inoltre, già un primo passaggio televisivo del film: «Venerdì 8 febbraio in prima serata su Rai3 nazionale �“ prosegue Codarin �“ vedremo la tragedia di Norma Cossetto. La collaborazione di Rai Storia alla realizzazione della pellicola ha certamente contribuito a conseguire la trasmissione nel palinsesto della televisione pubblica, ma d’altro canto già in sede di realizzazione del film avevamo concordato l’opportunità di trasmetterlo in televisione nelle giornate precedenti al Giorno del Ricordo». 
«Siamo lieti che varie forze politiche ed altre sigle associative degli esuli istriani, fiumani e dalmati �“ conclude il presidente della più antica e diffusa di queste associazioni �“ si rallegrino per questi risultati. Costoro avevano anche ostentato la promozione di appelli per ottenere il passaggio televisivo, ma vogliamo ricordare ancora una volta, visto che pochi lo segnalano, che l’ANVGD ha compiuto un enorme sforzo economico per realizzare questo progetto, il quale, nella sua complessità, prevedeva già in partenza la visione sui teleschermi degli italiani, senza che ci fosse bisogno di ulteriori sollecitazioni da parte di terzi». 

Lorenzo Salimbeni 
Responsabile comunicazione Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia 
via Milano, 2 - 34122 Trieste - info@anvgd.it 
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